Buon pomeriggio mie piccole volpi!
Eccomi con un nuovo articolo.
Oggi, finalmente, parliamo di libri!
Benvenuti nella recensione della mia quarta ed ultima lettura di marzo!
Ebbene sì, questa è una recensione di recupero, ma non preoccupatevi, sarà l'unica!
Ho saputo dell’uscita di SENZA LASCIARE TRACCIA tramite un video di Bugalalla Crime con ospite proprio Umberto Brindani, l’autore nonché direttore di Gente.
La trama mi ha incuriosito, quindi ho subito approfittato dell’ebook in offerta per mettermi in lettura.
Ed ora eccomi qui, pronta a parlarvene!
Quindi, direi che vi lascio all'articolo!
SENZA LASCIARE TRACCIA
di Umberto Brindani
Editore: PIEMME
Pagine: 224
Prezzo: 14,00€ (ebook 9,99€)
Pubblicazione: 30 settembre 2025
Link acquisto: cartaceo/ebook
Trama:
Un uomo si sveglia in una stanza buia. Sente solo l'odore pungente della muffa e la nuca che pulsa costretta in una morsa. Non sa dove si trova né come sia finito in quella situazione. Poi, una luce giallastra squarcia l'oscurità. Una voce profonda gli sussurra due parole soltanto: «Ben svegliato». Intanto, nella frenetica Milano di oggi, Pierfrancesco Balzani prova a rimanere a galla. Ex firma temuta e rispettata, Pier è un giornalista sessantenne a un passo dalla pensione, confinato nella redazione di un magazine qualunque. La sua unica certezza è Rossana. Un amore clandestino il loro - giornalista lui, pubblico ministero lei - che è nato tra i corridoi del Palazzo di Giustizia durante un'inchiesta per corruzione. Ma, all'improvviso, Rossana scompare nel nulla. Nessun messaggio, nessun cuoricino, nessun vocale. Solo silenzio. Sperando di ritrovarla, Pier si lancia in un'indagine non autorizzata tra ombre giudiziarie, morti sospette e un passato che è pronto a tornare. Ad accompagnarlo una squadra d'eccezione: Ghigo, cinico collega e compagno di bevute; Rovella, il nerboruto assistente-bodyguard di Rossana; Tecla Aldobrandini, avvocata tenace con una chioma alla Angela Davis; e il Bomba, una guardia giurata venezuelana dal gancio destro portentoso. Con uno stile ironico e teso come una lama, "Senza lasciare traccia" è una continua corsa contro il tempo in cui si intrecciano suspense e satira, verità e menzogna, amore e ossessione.Non vado oltre, perché è tutto incentrato sulle ricerche di Rossana e su quello che i nostri scoprono dalle loro indagini, e sarebbe uno spoiler grande come una casa.
La trama di base di SENZA LASCIARE TRACCIA comunque è abbastanza semplice, ma anche intricata al punto giusto, non risulta mai troppo complessa, ma presenta comunque diversi colpi di scena, pur mantenendo une certa linearità, ed è davvero molto coinvolgente e accattivante.
Ho trovato interessante come ai fatti principali, puramente inventati, vengano affiancati - se vogliamo - a mo di paragone, alcuni fatti di cronaca italiana reali e di cui si è fatto (e si fa ancora) un gran parlare (vedi Garlasco o Liliana Resinovich).
Questa mi è sembrata una contrapposizione molto importante, che permette al lettore di appassionarsi di più alla vicenda principale, associandola proprio a questi fatti reali, ormai di dominio pubblico.
Non serve, infatti, essere appassionati di cronaca o di True Crime per seguire tutto ciò che accade o viene menzionato, non solo perché ci pensa la voce di Pier a spiegarci tutto, ma anche perché i riferimenti sono molto chiari e comprensibili davvero a tutti.
Pur essendo una storia dai toni abbastanza leggeri, SENZA LASCIARE TRACCIA tratta comunque delle tematiche importanti, non solo in relazione ai casi reali nominati nel corso della narrazione, ma anche per quanto riguarda la vicenda principale.
Non entro nello specifico nemmeno qui, perdonatemi, ma le tematiche trattate sono strettamente collegate alla trama (ovviamente) e alle indagini quindi rischierei di dirvi troppo…
Vi assicuro però, che ogni tema viene reso in maniera curata ma mai pomposa, mantenendo sempre una certa semplicità, che consente al lettore di comprenderle al meglio e trarne anche una possibilità di riflessione.
Protagonista principale, come vi dicevo, è Pierfrancesco Balzana detto Pier, un giornalista ormai in prossimità di pensione, non esattamente nel fiore degli anni (lo dice lui, eh! ) ma comunque molto appassionato al suo lavoro che, ovviamente, un po’ soffre ad essere stato relegato a scrivere articoli a casaccio sul magazine per cui lavora. Pier mi è stato simpatico fin da subito: fa bene il suo lavoro, è un professionista, ma non si prende mai davvero sul serio, è ironico e pungente. Parla spesso per citazioni di film e serie TV, ma soprattutto, non è perfetto. Si fa prendere dal panico e dallo sconforto, sbaglia, si rema contro, ma quando cade, si rialza e trova una soluzione.
Attorno a lui, poi, ruotano una serie di figure secondarie, più o meno importanti, che fungono da aiuto per il nostro giornalista, ma che risultano anche a loro volta protagoniste.
Tra queste abbiamo, ovviamente, Rossana che sta “sullo sfondo“ ma che ha uno dei ruoli più importanti; Ghigo, giornalista e amico di Pier, che sogna di fare lo sceneggiatore di serie TV; Tecla, avvocato, amica di Rossana; Rovella, guardia del corpo di Rossana, ex membro delle forze dell’ordine, di poche parole, ma grosso come un armadio e El Bomba, di origini sudamericane, fisicamente l’opposto di Rovella, ma con un bel caratterino, e tanti altri con un ruolo minore, ma comunque fondamentale.
La caratterizzazione, penso sia evidente, mi è piaciuta molto!
Tutti, non solo il protagonista, sono resi in maniera chiara e nitida, con particolare attenzione al realismo e all’umanità di ciascuno.
Lo stesso vale, ovviamente, per i legami, che sono quelli tipici della quotidianità, sia in positivo che in negativo, in cui il lettore non fa fatica ad immedesimarsi e che si sviluppano, da entrambi i lati, con molta naturalezza e un discreto realismo.
Conoscevo Umberto Brindani perché, come vi dicevo, è il direttore di Gente e mi è capitato di vederlo sia in TV che da Bugalalla stessa, ma non avevo mai letto nulla di suo e, vi dirò, il suo stile non mi è dispiaciuto affatto.
La sua è una scrittura semplice, ma molto curata, che cattura il lettore con la sua frizzantezza e l’ironia un po’ cinica che si prende - come il buon Pier - poco sul serio.
Le descrizioni sono buone, ma mai ingombranti e non sono il fulcro della narrazione, se non quando necessario.
I dialoghi sono ben strutturati e molto scorrevoli, anche quando il virgolettato si fa più lungo e tecnico.
Ne deriva un ritmo narrativo molto dinamico e coinvolgente, che cattura il lettore fin dall’inizio e lo tiene incollato alle pagine.
Personalmente, lo ammetto, mi aspettavo un finale diverso: quello proposto mi è piaciuto, sia chiaro, ma visti certi particolari della vicenda, mi è sembrato un po’ tirato e poco realistico (ma è solo un mio personale parere - sia chiaro).
Ovviamente, non posso dirvi di più perché, trattandosi del finale, spiegandovi cosa non mi ha convinto di preciso, vi svelerei praticamente tutto il libro.
Comunque, SENZA LASCIARE TRACCIA si è rivelato una lettura davvero interessante, che mi ha appassionato, divertito ed emozionato. Sono molto contenta di essermi fatta convincere dalla promozione di Bugalalla e conto di leggere altro di Brindani, appena mi sarà possibile.
Se cercate un romanzo crime/investigativo non troppo complicato, ma con una trama decisamente accattivante e un finale inaspettato, direi che SENZA LASCIARE TRACCIA potrebbe fare al caso vostro.
Lo stesso vale, ovviamente, per i legami, che sono quelli tipici della quotidianità, sia in positivo che in negativo, in cui il lettore non fa fatica ad immedesimarsi e che si sviluppano, da entrambi i lati, con molta naturalezza e un discreto realismo.
Conoscevo Umberto Brindani perché, come vi dicevo, è il direttore di Gente e mi è capitato di vederlo sia in TV che da Bugalalla stessa, ma non avevo mai letto nulla di suo e, vi dirò, il suo stile non mi è dispiaciuto affatto.
La sua è una scrittura semplice, ma molto curata, che cattura il lettore con la sua frizzantezza e l’ironia un po’ cinica che si prende - come il buon Pier - poco sul serio.
Le descrizioni sono buone, ma mai ingombranti e non sono il fulcro della narrazione, se non quando necessario.
I dialoghi sono ben strutturati e molto scorrevoli, anche quando il virgolettato si fa più lungo e tecnico.
Ne deriva un ritmo narrativo molto dinamico e coinvolgente, che cattura il lettore fin dall’inizio e lo tiene incollato alle pagine.
Personalmente, lo ammetto, mi aspettavo un finale diverso: quello proposto mi è piaciuto, sia chiaro, ma visti certi particolari della vicenda, mi è sembrato un po’ tirato e poco realistico (ma è solo un mio personale parere - sia chiaro).
Ovviamente, non posso dirvi di più perché, trattandosi del finale, spiegandovi cosa non mi ha convinto di preciso, vi svelerei praticamente tutto il libro.
Comunque, SENZA LASCIARE TRACCIA si è rivelato una lettura davvero interessante, che mi ha appassionato, divertito ed emozionato. Sono molto contenta di essermi fatta convincere dalla promozione di Bugalalla e conto di leggere altro di Brindani, appena mi sarà possibile.
Se cercate un romanzo crime/investigativo non troppo complicato, ma con una trama decisamente accattivante e un finale inaspettato, direi che SENZA LASCIARE TRACCIA potrebbe fare al caso vostro.
Il mio voto è:
3,5/5
A presto!


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