martedì 31 luglio 2018

#27 Diario di bordo: Recap mensile LUGLIO

Tadaaan, mie piccole volpi!
Il recap mensile è arrivato!


Direi che, se escludiamo il caldo asfissiante, i temporali improvvisi e i continui sbalzi di temperatura...beh, questo Luglio non è stato così male come pensavo.
L'estate dovrebbe essere illegale, altro che! Ma come fate voi che amate il caldo? Svelatemi i vostri segreti!

Vabbè, lasciamo stare e passiamo al riassunto di questo settimo mese del 2018!


Come sempre direi di iniziare da un veloce recap delle letture!
Questo mese è andata piuttosto bene, sono proprio soddisfatta.
Pur prendendomi i miei tempi e cercando di non fare i miei soliti tour de force, sono riuscita a leggere ben 6 libri e 9 manga (di cui uno online).
Credo sia anche merito (se di merito si può parlare) dei problemi con il wifi che, quindi, mi hanno costretto a passare anche intere giornate senza internet. *un'agonia*
Spero che il periodo sì prosegua anche ad agosto (magari senza casini con il wifi, grazie!)

A proposito d problemi con internet, vediamo un po' com'è andata con anime e serie tv.
Ho ripreso la visione di Akagami no Shirayuki hime, come vi dicevo il mese scorso, ma ancora non l'ho terminato perché mi sono messa in testa di recuperare Pretty guardian Sailor Moon: Crystal per andare di pari-passo con il manga. Inutile dire che non ancora finito nemmeno questo...ma recupererò in fretta. E ho anche ripreso a guardare Ducktales! Mi sono riguardata i primi 9 episodi in italiano e ho recuperato il 10.
Anche questo mese, per le serie tv, restiamo in oriente. 
A luglio sono riuscita a recuperare 4 dorama (di cui uno composto solo da 3 episodi) ovvero: Mars: tada kimi wa aishiteru, di cui ho visto anche il film, Todome no kiss, Ouroburos e Kurosaki-kun no iinari ni nante naranai, anche in questo caso ho visto pure il film. Tutti made in Japan e, devo dire, tutti molto carini.
Al momento ho in visione Blood, dorama sud coreano, che credo terminerò verso la metà di agosto. 
E sto seguendo, di pari passo con il Giappone (o meglio con l'upload di kissasian), Good Doctor, sì la versione giapponese della serie tv americana che, a sua volta, è il remake di un dorama coreano.
Anche questo mese non sono andata al cinema...fa decisamente troppo caldo!
Perciò i film che ho visto li ho recuperati in streaming e, per la vostra gioia, restiamo sempre in Giappone. Ho visto: Bokura ga Ita (1 e 2), Drowing Love, Narratage, Hidamari no kanojo e Commuting to school series: commuting tram.
Escludendo Drawing Love, che proprio non l'ho capito (e infatti non ve lo recensirò), gli altri mi sono piaciuti tutti tantissimo!

Per quanto riguarda gli eventi, anche questo mese non ho moltissimo da riportare.
Luglio è il mese dei compleanni, infatti in famiglia ne festeggiamo ben tre, e questo vuol dire che la mia dieta è un pelino andata a farsi benedire, ma ammetto che potevo fare moooolti più danni.
Sono iniziati i saldi e io ho recuperato una felpa super bellissima da H&M che avevo adocchiato tipo a marzo. E sì, compro cose invernali con 40° all'ombra, capitemi.
Dato che mia cugina ha finito gli esami di maturità, abbiamo anche fatto la nostra solita capatina al centro commerciale per festeggiare la fine della scuola. E ora mi viene un dubbio: come facciamo dall'anno prossimo? *panico*
Concludo con il mio solito aggiornamento dieta: la dietologa non doveva dirmi che posso mangiare il gelato! Doveva impedirmelo categoricamente, porca miseria!
Il gelato è il mio guilty pleasure, d'estate vivrei solo di quello...ma devo fare la brava e mangiarne uno solo alla settimana (massimo due, ma solo in casi eccezionali). Comunque, sclero a parte, sta andando bene! Dovrei darmi una mossa e fare un po' di esercizio, ma ci sto lavorando.


Insomma, caldo a parte, un mese tutto sommato decente!
E ora passiamo ai preferiti!

Come sempre comincio con il libro!
Questo mese ve ne cito due e, in entrambi i casi, si tratta di libri per ragazzi: Fairy Oak - il potere della Luce e Il fuoco segreto di Altea - gli arconti ombra.
Menzione speciale per Oltre le onde vol.2 e Tokyo alien bros. vol.1, due manga che mi sono piaciuti parecchio!
*peccato non mi riesca di trovare le scan degli altri due volumi di TAB*

Per quanto riguarda gli anime, come il mese scorso, vi cito Akagami no Shirayuki hime, che spero di riprendere presto.
Per le serie tv vi dico, sicuramente, Todome no Kiss e sto adorando anche Good Doctor. Entrambe con il caro Kento Yamazaki che, a quanto pare, in questi casi è come il prezzemolo, ma a me non dispiace neanche un po'. *diciamocelo*
Sul film non ho dubbi: Narratage è sicuramente il mio preferito per questo mese. Il mio povero cuoricino ha sofferto parecchio e non mi sono ancora ripresa del tutto, ma va visto! 
Vi cito anche Hidamari no Kanojo, sempre con lo stesso attore protagonista (Matsumoto Jun), perché anche qui i miei feels sono volati via e non hanno più fatto ritorno.

Per la categoria musica, questo mese mi sono data alle colonne sonore e ho ascoltato a ripetizione quella di Your Name, LalaLand e The Greatest Showman. Non chiedetemi perché, mi è presa questa fissa e l'ho assecondata.

Nella categoria minestrone, questo mese, metto: la nuova custodia per il tablet e la sua tastiera, perché non credevo che quel bordeaux fosse così bello; la mini-cassa per ascoltare la musica (con il cavo ormai è un'impresa trovarle, ma il mio povero ipod non ha il bluetooth) e i fogli di carta adesiva che "prendo in prestito" in ufficio, perché mi hanno salvato la vita con il bullet journal.
Ah, quasi dimenticavo la peperonata della mamma! Mi chiedo come ho fatto a stare senza per ventotto anni (non mi piacciono i peperoni, ecco perché, ma la mamma fa una peperonata top!).


Anche questo mese siamo arrivati alla fine! 
Mi sembra proprio di aver messo tutto!
Spero di non avervi annoiato con il mio solito papiro!
Fatemi sapere quali sono i vostri preferiti del mese e se ne condividiamo qualcuno!

Per suggerimenti, consigli e chiacchiere di ogni genere sapete dove trovarmi!

Noi ci vediamo a luglio!
Alla prossima!

Silvia

domenica 29 luglio 2018

Come il sole di mezzanotte di Liliana Onori | recensione |

Buona domenica mie piccole volpi!
Benvenute all'ultima recensione librosa di luglio


Per prima cosa devo ringraziare Liliana, l'autrice, per avermi contattato e per avermi proposto questa lettura, per me, diversa dal solito ma comunque apprezzata!


Come il sole di mezzanotte
di Liliana Onori

Editore: Librosì Edizioni
Pagine: 277
Prezzo: 15,00€ (ebook 0,99€)

Trama:

Nell’Irlanda di fine ottocento la contessina Anna Delarey torna a casa dopo aver concluso il college. Non conosce l’amore, ma sa cosa vuole: non permetterà a nessuno, nemmeno a sua madre, di farle accettare un matrimonio combinato. Sogna un uomo da amare, al di là delle convenzioni sociali e, quando incontra Julian, il bel marinaio, è amore assoluto in grado di illuminare ogni cosa, come il sole di mezzanotte. Anna e Julian sono certi che il loro sentimento potrà superare qualsiasi pregiudizio, ma il destino è in agguato e Anna si troverà di fronte ad una scelta: rimanere ancorata a un passato che non può più tornare oppure faticosamente, coraggiosamente, lottare per il proprio futuro.



Come credo di avervi già accennato, in qualche recensione precedente, non sono mai stata una grande amante del genere romance. Mi capita di leggerne qualcuno, perché un po' di romanticismo fa bene a tutti, ma non ne vado matta. E lo stesso vale per gli storici che, forse, mi danno qualche problemino in più. 
Per questo, lo ammetto, sono partita un po' prevenuta nei confronti di questo libro, ma devo dire che, alla fine, non ne sono rimasta per nulla delusa.

Come il sole di mezzanotte, mi ha catturato fin dalle prime pagine, coinvolgendomi nella travagliata storia d'amore tra Anna e Julian.
Una storia carica di sentimenti e colpi di scena, fino ad arrivare al finale: totalmente inaspettato e che fa venire voglia di leggere il seguito.


Come vi dicevo, a causa del mio scarso feeling per l'accoppiata di generi letterari, ero partita un po' prevenuta nei confronti di questo romanzo. Mi aspettavo di trovarmi davanti alla classica storia d'amore contrastato in perfetto stile Romeo & Giulietta ma, più andavo avanti con la lettura e si susseguivano i colpi di scena, più mi rendevo conto che sì, la storia d'amore c'è (altrimenti non sarebbe un romance), ma che non era per niente banale o scontata. Soprattutto per quanto riguarda le seconda metà del libro e il finale che si rivela decisamente inaspettato.
Vi confesso, a costo di andare controcorrente, che io un po' ci speravo che andasse a finire così!
Trattandosi di un libro abbastanza breve e carico di colpi di scena, non posso entrare troppo nei particolari perché correrei il rischio di svelarvi dettagli importanti e, quindi, di rovinarvi la lettura.

Per quanto riguarda i personaggi, ho trovato piuttosto ben fatta la caratterizzazione generale, soprattutto nel caso delle figure principali.
L'intera vicenda ruota attorno ad Anna, diciassettenne di nobili origini che torna a casa dopo aver trascorso dieci anni in collegio. Durante una passeggiata nel boschetto accanto alla sua villa, la ragazza incontra Julian, un giovane marinaio, povero e senza cognome. I due si innamorano perdutamente, la loro storia però sarà ostacolata non solo dalla diversa estrazione sociale, ma anche dai genitori di lei e da un suo possibile pretendente.
Personalmente ho molto apprezzato il personaggio di Anna, anche perché gliene succedono talmente tante che è quasi impossibile non affezionarsi a lei. Purtroppo, lo devo ammettere, non sono riuscita a farmi stare simpatico Julian: non mi è piaciuto tanto fin dal principio, ma per il mio giudizio è stata decisiva la seconda metà del libro. Il mio preferito è, sicuramente, William
*e, per chi ha letto il libro, qui si capisce perché sono stata contenta di QUEL finale*

Ci sono state solo un paio di cose che non mi hanno convinto del tutto.
Nel primo caso, nonostante la contestualizzazione sia sempre ben fatta e curata, ho trovato che alcune espressioni usate dai personaggi (tipo: "non me ne frega niente") stonassero un po' con il periodo storico scelto per l'ambientazione.
Il secondo punto, invece, è totalmente a carattere personale perché, come sapete, dentro di me alberga un orso burbero e non riesco a sopportare più di tanto gli atteggiamenti troppo sdolcinati.

Al di là di questo, comunque, Come il sole di mezzanotte si è rivelato una buona lettura.
Lo stile di scrittura di Liliana Onori mi ha catturato fin dalle prime righe, coinvolgendomi sia per quanto riguarda la narrazione che per le descrizioni.
Sicuramente è un romanzo che mi sento di consigliare a chi apprezza i romance a carattere storico.

Trattandosi del primo volume di una duologia, come sempre, mi tengo un po' di margine per la valutazione e vi dico subito che presto leggerò il seguito.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 meno
4-/5


Alla prossima!

Silvia

giovedì 26 luglio 2018

Fairy Oak - Il potere della luce di Elisabetta Gnone | recensione |

Quarta lettura del mese, mie piccole volpi!
Luglio è un mese yeah per la lettura!


Che bello, si torna a Fairy Oak!
Altro libro per ragazzi che dovete leggere anche se siete grandicelli come me!


Fairy Oak - Il Potere della Luce
di Elisabetta Gnone

Editore: Salani
Pagine: 386
Prezzo: 14,90€ 

Trama:

La guerra travolge la valle di Verdepiano. Gli abitanti di Fairy Oak organizzano la difesa, ma il dubbio avvelena i loro animi: il Nemico è riuscito a insinuarsi tra le gemelle? L'Antica Alleanza tra Luce e Buio è spezzata? Nonostante l'affetto di Vaniglia, Pervinca è costretta a fuggire ed è allora che il Nemico sferra l'ultimo attacco. Le mura di Fairy Oak sembrano resistere, ma il Signore del Buio ha in serbo una sorpresa che sconvolgerà gli assediati... Forse però non tutto è come appare. La Luce deve ancora mostrare il suo immenso potere e l'amore nasconde ancora un segreto. Si conclude con questo emozionante episodio il lungo racconto di Felì, la piccola fata luminosa che veglia sulle streghe gemelle di Fairy Oak.


Con un po' di ritardo, finalmente sono riuscita a leggere anche il terzo volume della serie di Fairy Oak. Ora mi mancano solo i quattro racconti che, però, leggerò più avanti perché non sono sicura di voler mettere la parola fine a questa saga.

Il potere della Luce porta, per l'ultima volta, il lettore tra le vie di Fairy Oak. 
Trasportandolo accanto agli abitanti del villaggio nel bel mezzo dell'ultima battaglia contro il Nemico e facendolo appassionare, ancora di più, alla vicenda delle due gemelle Periwinkle.


Vi anticipo subito che, trattandosi del volume conclusivo di una trilogia, non potrò dilungarmi troppo su certi aspetti per non svelarvi il finale. Questa recensione, quindi, potrebbe essere un po' più breve del solito e, quasi sicuramente, più comprensibile per chi ha letto la trilogia (e le due recensioni recedenti qui e qui).

Da un punto di vista generale, questo credo proprio di poterlo definire il volume che più mi è piaciuto dei tre!
Ho apprezzato moltissimo sia lo svolgersi della trama che l'evoluzione dei personaggi. L'unica cosa che mi sento di appuntare è il finale, a mio parere, un po' sbrigativo e troppo in sospeso. Mi rendo conto, quindi, che è necessario leggere i quattro racconti extra per poter arrivare ad una conclusione vera e proprio.
E vi dirò che non mi dispiace affatto, perché lasciare Fairy Oak non è poi così semplice come sembra.
Ma andiamo con ordine...

Come vi dicevo qui sopra, sulla trama non posso dirvi più di tanto per evitare di svelare dettagli importanti. Perché, in quest'ultimo volume i nodi vengono al pettine e tutti i misteri vengono risolti (tranne, forse, un paio...ma per quelli ci sono i racconti, me lo sento).
Mi è piaciuta molto la piega che ha preso la vicenda ne Il potere della Luce, perché tutto si fa più avventuroso e frenetico, guadagnandone anche in velocità di lettura e coinvolgimento.
Importanti sono lo spazio e l'importanza che si da ai ragazzi di Fairy Oak, rendendoli a tutti gli effetti essenziali per la narrazione.
* vi confesso che, alcuni di loro, nei due libri precedenti erano un po' passati in secondo piano e mi era dispiaciuto molto*
L'unico appunto che mi sento di fare (lo so, mi sto ripetendo), riguarda il finale che io ho trovato un po' troppo sbrigativo. L'ultima battaglia contro il Nemico, a mio parere si conclude troppo in fretta, o forse sarebbe meglio dire che le viene dedicato poco spazio (in termini di righe) rispetto a tutto quello che succede prima.
Rimangono alcuni punti in sospeso, ma non mi ci soffermo troppo perché, tra qualche mese leggerò i racconti e sono sicura che lì troverò le mie risposte.

Per quanto riguarda i personaggi, credo sia inutile ripetere quanto ne abbia apprezzato la caratterizzazione generale e quanto mi siano piaciute Vaniglia e Pervinca, perché già ve ne ho parlato a sufficienza nelle due recensioni precedenti.
Ho trovato importantissima e ben resa la maturazione dei protagonisti. Nel corso della lettura si percepisce proprio la crescita interiore dei ragazzi del villaggio.
Devo, assolutamente, dedicare uno spazio a Jim Burium, nuovo personaggio che si rivelerà fondamentale e molto importante. Come si fa a non volergli bene, dico io?!

Altra cosa che credo sia inutile ripetere è quanto mi piaccia lo stile di Elisabetta Gnone. La sua scrittura è in grado di catturare il lettore e portarlo tra le vie del villaggio, accanto a Vaniglia, Pervinca e i loro amici. Coinvolgendolo nell'eterna lotta tra buio e luce e tra bene e male.

Sicuramente mi sento di consigliare questo libro (e ovviamente l'intera saga) a tutti, senza limiti di età o di gusti letterari, perché vengono dati messaggi e insegnamenti molto importanti sia per un pubblico giovane che per uno un po' più grandicello.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 e mezzo
4,5/5


Alla prossima!

Silvia

martedì 24 luglio 2018

Live Action time! - The miracle of the Namiya general store | recensione |

Anche oggi dorama/live action, mie piccole volpi!
Lo so, vi sto stressando...


Oggi, pur restando in tema Giappone, non vi parlo di un dorama, bensì di un live action che, per chi non lo sapesse, è la trasposizione cinematografica di un anime.
In questo caso, però, si tratta della trasposizione di un libro. So che sarebbe più corretto definirlo "film", ma mantengo la dicitura "live action" solo per distingue dai film occidentali e/o visti al cinema.

The miracle of the Namiya general store

Siamo nel 2012.
Atsuya e i suoi due amici d'infanzia Shota e Kohei, hanno appena commesso un piccolo furto. Durante la fuga, si imbattono in vecchio emporio abbandonato, dove decidono di rifugiarsi fino al mattino seguente.
A tarda notte, Atsuya si accorge che una lettera è stata infilata nella buca delle lettere. La missiva è  indirizzata all' Emporio di Namiya ed è scritta da qualcuno che chiede un consiglio e un aiuto nella risoluzione dei propri problemi.
Incredibilmente, i tre amici scoprono che la lettera è stata scritta ben 32 anni prima. La buca delle lettere dell'Emporio sembra avere una particolare connessione con il 1980.
Atsuya, Shota e Kohei decido di rispondere a quella richiesta d'aiuto, senza sapere che le loro vite e l'Emporio di Namiya sono legate tra loro in modo inaspettato.

Miracles of the Namiya General Store (ナミヤ雑貨店の奇蹟 Namiya Zakkaten no Kiseki) è un romanzo del 2012 scritto da Keigo Higashino e pubblicato da Kadokawa Shoten. L'adattamento cinematografico, della durata di 129 minuti, è stato realizzato nel 2017 sotto la direzione di Ryuichi Hiroki e vede tra gli attori principali del cast: Ryosuke Yamada, Nijirō Murakami, Kanichiro Sato, Toshiyuki Nishida Mugi Kadowaki.

Vi ricordo, come al solito, che guardo i dorama (e i live action) in lingua originale con i sottotitoli in inglese, quindi perdonatemi se mi sfugge qualche dettaglio. Non esitate a farmelo sapere, qualora notaste errori o mancanze importanti.

Vi dico anche che, dopo una ricerca disperata, a quanto pare il romanzo non esiste né in inglese né in italiano. Se leggete in giapponese o cinese, però, ne trovate a palate...
*io ancora non ci credo...*


Comincio col dire che ho adorato questo live action!
Ho atteso un bel po' che Kissasian (il sito dove guardo i dorama in streaming) si decidesse a sottotitolarlo e, appena l'ho visto tra le novità, l'ho subito guardato.

Dovete sapere che, nell'ultimo periodo mi sono appassionata un po' al Jpop e, in particolare, mi piacciono gli Hey! Say! JUMP: seguo un paio di hashtag su instagram e un canale youtube dove avevo sentito parlare moltissimo di questo film, perché nel cast c'è uno dei componenti del gruppo.
Inutile dire che, quel poco che sono riuscita a capire e il trailer ripetuto in loop, mi ha incuriosita.
Questo per farvi capire che le mie aspettative erano, inevitabilmente, alte. Credo sia abbastanza chiaro fin da subito, comunque, che non sono assolutamente state deluse.


Ciò che più mi ha colpito di Namiya general store (abbrevio il titolo per comodità) è sicuramente la trama. Quella che vi ho riportato qui sopra spiega solo una piccola parte degli intrecci e delle sotto-trame che troviamo nel corso della visione.
Senza contare che, da quando ho visto Your Name, ho sviluppato una passione per questi legami inter-temporali così particolari. Oltre alla storia principale, quella di Atsuya, Shota e Kohei che si rifugiano nell'emporio, ne abbiamo infatti delle altre, tutte ugualmente importanti e interessanti.
Sarebbe complicato, ora, spiegarvi tutto nel dettaglio e rischierei anche di spoilerarvi tutto il film, quindi vi dico solo che in Namiya general store, eventi, personaggi e luoghi sono legati tra loro in maniera indissolubile.

Come vi dicevo qui sopra, il libro non esiste in traduzione italiana (e nemmeno in inglese), quindi non so dirvi quando bene sia stata ricreata la vicenda.
Quello che posso dirvi, però, è che i salti temporali e legami tra passato e presente sono davvero ben fatti e si percepiscono benissimo anche dalla resa degli ambienti e dall'abbigliamento dei protagonisti.

Per quanto riguarda i personaggi, ho trovato la caratterizzazione generale davvero ben fatta e curata nei minimi dettagli. 
Anche se il protagonista principale è il signor Namiya, questa è una delle poche volte in cui non percepisco un diverso grado di importanza tra i personaggi. Certo, Atsuya e i due amici, giocano un ruolo fondamentale, ma anche tutti gli altri non sono da meno e, a mio parere, la storia non sarebbe la stessa senza nessuno di loro.
Tra i miei preferiti ci sono, ovviamente, il signor Namiya e Atsuya. Queste due figure sono, in assoluto quelle che più mi hanno colpito, sia per la caratterizzazione che per quello che accade loro nel corso della vicenda.

Da un punto di vista recitativo non ho davvero nulla da dire: mi sono piaciuti tutti tantissimo!
L'unico che conoscevo (perché già avevo visto altri film/dorama suoi) è Yamada Ryosuke e, per quanto alcuni non ne cantino le lodi, io trovo che come attore non sia affatto male.
E badate che non lo dico perché è un bel ragazzo, perché il bel faccino non sempre basta, soprattutto in film come questo, dove a farla da padrone sono le emozioni e i sentimenti.

Se avete la possibilità, guardatelo, credo non ne resterete delusi.
Io sto già progettando un rewatch, perché mi è piaciuto troppo!

Non do un punteggio pieno solo perché ho trovato il finale un pochino affrettato e mi scoccia non poter fare il confronto libro/film che io trovo fondamentale nei casi di trasposizione.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 e mezzo
4,5/5


Alla prossima!

Silvia

venerdì 20 luglio 2018

Bookish Fox! L'ultimo sorriso di Alfonso Pistilli | release blitz |

Ciao mie piccole volpi!
Oggi ho un'altra segnalazione per voi!


Per prima cosa, vorrei ringraziare Emanuela che mi ha contattato per questa segnalazione.
Emanuela è la curatrice di policromia, una nuova collana in collaborazione con PubMe, che ha come obiettivo la promozione di quei libri che sono una voce fuori dal coro, non si fermano alle apparenze e cercano di raccontare qualcosa di importante al lettore.



L'ultimo sorriso
di Alfonso Pistilli

Editore: PubMe
Collana: policromia
Pagine: 158
Prezzo: 15,00€ (ebook 4,99€)
Pubblicazione: 20 luglio 2018
Link all'acquisto: cartaceo e ebook

Trama:

L’Ultimo sorriso nasce dall’urlo interiore contro le ingiustizie subite da un’intera città, Bari, all’epoca dei fatti legati all’indagine del calcioscommesse, ma se ne distacca lasciandolo sullo sfondo di una vicenda che si intreccia attorno a un misterioso omicidio. Alessandro si ritrova nel mezzo e sarà costretto a tirare fuori le unghie.



Ed ora, qualche informazione sull'autore!
(direttamente dalla "penna" dell'autore 😉)

Alfonso Pistilli

Nato a Bari il 5 luglio 1978.
Laureato in economia e impiegato amministrativo in un’azienda della Grande Distribuzione. Grande appassionato di sport, di lettura, viaggi, trading.
Sposato da nove anni con Nicoletta.
Ho frequentato tre corsi di scrittura creativa tenuti dallo scrittore Tommy Di Bari.
Ho ricevuto lezioni di scrittura dal mio carissimo amico e maestro Ruggero Ruggiero, scrittore ex editor.
Perché scrivo? Perché amo immergermi in me stesso attraverso gli altri.

Vi lascio anche la personale presentazione che Alfonso Pistilli fa di sé stesso(e del suo romanzo), perché io l'ho trovata molto interessante!

Mi chiamo Alfonso Pistilli e scrivo di notte in una cameretta di un piccolo paese del profondo Sud Italia, Canosa di Puglia.
L’“Ultimo Sorriso” è il mio primo lavoro edito e nasce quasi per caso, come per caso è nata la passione per la lettura prima, per la scrittura poi.
Nonostante i miei quaranta (vi sento dire che non li dimostro affatto, grazie), sono da sempre una persona che non si avrebbe difficoltà a definire “iperattiva”. Io l’ho sempre considerato un lato positivo di me perché mi sono sempre detto che l’unico modo per combattere il tempo è viverlo.
Allora mi dedico allo sport, calcio e tennis soprattutto, ma non disdegno qualche vasca di nuoto. Amo viaggiare per immergermi nelle culture di paesi diversi dalla nostra amata penisola. Ma la mia iperattività non si esprime solo nelle passioni; sono eternamente incapace di rilassarmi, dunque ho sempre bisogno di “fare” qualcosa. Ricordo che da piccolo dicevo sempre a mia madre: «Mamma, io mi annoio.» Dopo due minuti di inattività.
La passione della lettura nasce come un’esigenza; avevo bisogno di sconfiggere l’insonnia. Perché fissare un soffitto quando posso fissare delle lettere?
Nata per necessità si è presto trasformata in un piacere. Libri su libri, divorati come per recuperare gli anni persi senza lettura fino a un giorno in particolare, quello in cui mio cugino Leo ha pronunciato una frase che tuttora è rimasta salda nella mia memoria: «Se ti piace così tanto leggere, perché non provi a scrivere?»
Io? A scrivere?
Ci risi su, poi però quelle parole non uscivano dal cervello, allora una sera lasciai il libro sul comodino e impugnai il mio iPhone. Non c’era bisogno di pensare a cosa avrei voluto scrivere, la storia era già dentro di me. Avrei dovuto solo dar vita ai personaggi e fargliela vivere.
Mentre scrivevo mi accorsi che molti particolari rimanevano ben fissi nella mia memoria nonostante normalmente non ci avessi dato alcuna importanza.
Scrivere è entrare in empatia con il lettore, è scendere nel profondo di me stesso dove le sensazioni sono primordiali, quasi istintuali ed accomunano ogni essere umano. È in quelle sensazioni che ci si ritrova come parte del tutto.
Da quel giorno con l’iPhone ne è passato di tempo e la vita mi ha dato una chance mettendo davanti al mio percorso una persona che non smetterò mai di ringraziare perché è stata la prima ad aver creduto in me, il “Maestro” Ruggero. A lui devo una grande crescita nella scrittura ma soprattutto nella curiosità di apprendere una materia ancora del tutto sconosciuta.
In seguito il mio percorso si è arricchito della creatività e infinita passione di uno scrittore, un amico, Tommy.
Nel frattempo “L’ultimo sorriso”, subiva le modifiche che io stesso subivo, fino ad aver scritto la parola “FINE” in un misto di felicità e tristezza. Non sapevo se esserne felice, soddisfatto o triste per aver lasciato andar via Alessandro, Alessandra, Mamadi, Pietro, Halina.
Oggi il loro posto è stato preso da Paolo e Janet, che stanno dando vita al mio secondo lavoro, un thriller finanziario, un intreccio tra finanza e politica ambientato nell’America della grande crisi del 2007.

Potete trovare la versione cartacea di questo romanzo su , mentre per la versione digitale vi basterà andare su.
Spero che questa segnalazione vi abbia incuriosito!
Personalmente, un po' lo sono, nonostante questo non sia esattamente uno dei generi che leggo con maggior frequenza. Vi farò sapere se leggerò il libro e, nel caso, ve ne parlerò sicuramente in una recensione!

Vi ricordo di lasciare un feedback all'autore, qualora decideste di acquistare e leggere il suo romanzo e di far sapere anche a me il vostro parere (sapete che sono curiosa di vedere cosa ne pensate).



Alla prossima!

Silvia

mercoledì 18 luglio 2018

Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters | recensione |

Sono tornata, mie piccole volpi!
Eccomi qui con la terza lettura del mese!


Oggi vi parlo di un libro che staziona tra i miei scaffali da diverso tempo, perché, come sapete, io e i classici abbiamo uno strano rapporto e mi serve il giusto mood per leggerne uno.


 Antologia di Spoon River
di Edgar Lee Masters

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 314
Prezzo: 3,90€ (ebook prezzi vari)

Trama:

Nell'Antologia di Spoon River E. L. Masters richiama alla vita, con grande limpidità espressiva, i personaggi di una città di fantasmi che sembrano giacere ormai quieti dietro le lapidi di un erboso cimitero del Midwest. Ognuno racconta la sua storia e dà voce agli intrighi, alle ipocrisie e ai tormenti di un'esistenza repressa nelle abitudini e nel conformismo. Ne risulta un indimenticabile atto d'accusa contro lo stile di vita dell'America provinciale e puritana che ha il timbro crudo di una voce tagliente, che si consegna al tempo.

Come sapete (perché ormai lo ripeto in continuazione), non sono mai stata una grande amante dei classici. Ne ho collezionati diversi nel corso degli anni, ma quelli che ho letto sono davvero pochi e ancora meno sono quelli che posso dire di aver apprezzato.

Antologia di Spoon River è una raccolta di epitaffi dai tratti poetici che, nonostante l'assenza di prosa, permettono al lettore di addentrarsi nelle vite dei vari personaggi e di cogliere al meglio i vari legami e le vicende.


Scrivere la recensione di questo romanzo non è per niente facile perché, trattandosi a tutti gli effetti di una raccolta di poesie, non mi è possibile isolare trama e personaggi.
Si tratterà quindi di un articolo un po' più breve del solito, ma non preoccupatevi perché ci sono comunque diverse cose da dire a riguardo.

Antologia di Spoon River, come vi dicevo qui sopra, è una raccolta di epitaffi in chiave poetica, tutti riguardanti gli abitanti di Spoon River, un paesino immaginario situato nel Midwest statunitense.
Ogni abitante, al momento della sua morte, decide di lasciare ai posteri alcuni versi che rispecchiano i suoi pensieri, raccontano la sua storia o rivelano fatti del passato rimasti nascosti.
Come vedete, non c'è una trama vera e propria, ma è più corretto parlare di temi ricorrenti quali la guerra, la vita di tutti i giorni, i legami familiari, il passato che torna a farsi vivo, i problemi economici, successi e insuccessi lavorativi, la malattia e, ovviamente, la vita e la morte.
Alcuni componimenti trattano tutti questi argomenti, fornendo una vera e propria storia del personaggio in questione, altri invece ne prediligono uno in particolare e si addentrano in un dato episodio della vita del personaggio, piuttosto che sul momento effettivo della morte.

È impossibile entrare nello specifico e parlare di figure principali e secondarie, benché ci siano alcuni protagonisti che ricorrono e vengono nominati anche in altri epitaffi.
In un certo senso, si può comunque parlare di caratterizzazione, dato che ogni componimento riguarda un personaggio.

Fondamentali in questo libro sono, sicuramente, la struttura e lo stile.
Il volume (nel mio caso con testo originale a fronte) è strutturato come una raccolta di poesie, senza capitoli o sezioni. Ogni componimento ha come titolo il nome del personaggio e lo schema dei versi è libero e privo di rime.
Per quanto riguarda lo stile, invece, ho trovato la scrittura di Masters molto scorrevole e coinvolgente, pur trattandosi di un libro scritto ormai un secolo fa.
Senza dubbio è stata una lettura interessante e originale, che mi sento di consigliare agli amanti dei classici e della poesia che cercano qualcosa che si discosti dalle letture comuni.
Ho apprezzato l'idea degli epitaffi scritti sotto forma di poesia anche se, a mio parere, dopo la metà, il tutto comincia a farsi noiosetto e un po' lento: forse perché i componimenti sono davvero tanti e gli argomenti, gira che ti rigira, sempre gli stessi...o forse sono io che non riesco a superare la mia avversione per i classici.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟 +
3+/5



Alla prossima!

Silvia

lunedì 16 luglio 2018

Il fuoco segreto di Altea - Gli Arconti ombra di Isabel Harper | recensione |

Ma ciao, mie piccole volpi!
Eccomi con la seconda lettura del mese!


Come sempre, in questi casi, ringrazio Il Taccuino per avermi inviato questo libro e faccio i complimenti a Edicart per la grafica curatissima del volume!



Il fuoco segreto d Altea - Gli Arconti Ombre
di Isabel Harper

Editore: Edicart
Pagine: 320
Prezzo: 12,90€ (ebook €)

Trama:

Ailan e Marill, amici inseparabili e compagni di scuola, si trovano coinvolti in un'avventura mozzafiato per contrastare il potere malvagio di Victor Vimperion e ritrovare la Fiamma da cui dipende la vita di tutta Altea.
Tra prigioni e palazzi reali, pericolosi marchingegni, misteriosi tecnomaghi, gendarmi in velocipide, tradimenti e nuove amicizie, i due amici dovranno scoprire la verità e tentare d ritrovare il Prisma stellato, il prezioso scrigno in cui è racchiusa la Fiamma di Altea.






Vi ho parlato spesso di quanto io apprezzi i libri per ragazzi, per questo, quando Il Taccuino ha inserito questo titolo tra i romanzi che mi proponeva, mi sono incuriosita e l'ho subito richiesto.

Il fuoco segreto di Altea è un libro per ragazzi dai tratti fantasy e steampunk, perfetto per un pubblico giovane ma anche per gli adulti. Una storia di amicizia e avventura che vi catturerà fin dalle prime pagine.


Come vi dicevo qui sopra (ma forse anche in altre recensione), nonostante io sia un po' troppo vicina ai 30 per i miei gusti, mi piace un sacco leggere libri per ragazzi!
Lo so che ho passato l'età, me ne rendo conto anche da sola, ma trovo che ci siano dei libri per ragazzi perfetti anche per gli adulti. E poi, diciamocelo, tornare un po' bambini fa bene a tutti!

Il fuoco segreto di Altea - gli Arconti ombra è, palesemente, un libro destinato ai più giovani e lo si capisce da diversi fattori, ma proprio per questo io l'ho apprezzato tantissimo a cominciare dalla trama.
Nonostante sia il primo libro di una saga e ci siano le varie spiegazioni di rito, la vicenda entra subito nel vivo, trasportando il lettore in una grande avventura e catturandolo fin dalle prime pagine.
Mi è piaciuto moltissimo come è stato costruito il mondo fantastico in cui è ambientata la vicenda, perché i tratti steampunk sono ben inseriti e mai troppo esagerati. L'avventura e il mistero si amalgamano perfettamente alla vita di tutti i giorni, creando qualcosa di molto realistico, anche se stiamo parlando di un fantasy.

Anche la caratterizzazione dei personaggi, da un punto di vista generale, è davvero ben fatta. Fin da subito è chiaro chi saranno i protagonisti, gli antagonisti e le figure secondarie più importanti e ricorrenti. Mi sono piaciuti moltissimo i nomi (una delle mie tante fisse da lettrice/scrittrice) e il loro possibile legame con la professione del personaggio e anche con determinati atteggiamenti. Come mi è piaciuto riuscire a scorgere in alcune figure, dei dettagli che mi hanno fatto pensare ad alcuni personaggi di altri libri che ho letto/film che ho visto (Sberling e Coppins mi hanno fatto troppo pensare a Crucco e Tonto della versione Disney di Robin Hood!).
Tra i miei preferiti ci sono, ovviamente, Ailan e Marill, protagonisti principali dell'intera vicenda. Ho molto apprezzato il legame di amicizia che c'è tra questi due tredicenni e il modo in cui riescono sempre a cavarsela, anche nei momenti peggiori, sia aiutandosi l'uno con l'altra sia grazie alle loro capacità singole. Altra figura che mi ha colpito e che, lo ammetto, spero di rivedere nei prossimi volumi è Taryn, perché mi è stato simpatico fin da subito e ho trovato interessante il rapporto che ha con Ailan, prima e Marill poi.
Degne di nota, in questo romanzo, sono sicuramente le creature che compaiono nel corso della storia: strane, buffe, a volte un po' inquietanti e con caratteristiche specifiche che hanno un non so che di magico e misterioso. Ho adorato Zill, il mimure e Strilla, la memostrilla!
*ne voglio uno per tipo anche io!*
Per concludere, non meno importanti sono i macchinari e le invenzioni, perché sono proprio loro a dare quel tocco steampunk di cui vi parlavo prima. Come sapete mi sono da poco avvicinata al genere, quindi non sono un'esperta, ma devo dire che ho trovato davvero ben resa questa particolare componente.

Lo stile di Isabel Harper mi ha catturato fin dalle prime righe. La sua è una scrittura semplice, adatta ad un pubblico giovane, ma comunque molto curata e accattivante. I dialoghi sono scorrevoli e coinvolgenti e le descrizioni non prendono mai il sopravvento sulla narrazione.
La mia è stata una lettura veloce e scorrevole, Gli Arconti ombra mi ha appassionato al punto che ora voglio assolutamente leggere il seguito.

Insomma, un libro che mi sento di consigliare a tutti, soprattutto ai più giovani e a chi, come me, non riesce a rinunciare ai libri per ragazzi. Non ve ne pentirete!

Come sempre, trattandosi del primo volume di una saga, non darò il punteggio pieno, in moda da tenermi un po' di margine per i libri successivi.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 +
4+/5


P.S. So benissimo che Isabel Harper è lo pseudonimo di Isabella Salmoirago e Marco Rosso, ma ho preferito comunque riferirmi a questo nome nella recensione (quando vi parlo dello stile di scrittura) per non generare confusione.

Alla prossima!

Silvia

venerdì 13 luglio 2018

Bookish Fox! Bucaneve nel Regno Sotterraneo di Paolo Fumagalli | segnalazione |

Bentornate mie piccole volpi!
Questo è il momento della segnalazione!


Anche questo mese ho una segnalazione librosa molto carina da proporvi!
Approfitto per ringraziare l'autore per avermi contattata. 
Oggi vi segnalo il suo libro ma presto ve ne parlerò in una recensione.



Bucaneve nel Regno Sotterraneo
di Paolo Fumagalli

Editore: Dark Zone
Pagine: 110
Prezzo: 12,90€ (ebook 2,99€)
Genere: Fiaba dark fantasy
Pubblicazione: aprile 2018
Link di acquisto: cartaceo / ebook

Trama:

Bucaneve, colpita da una misteriosa malattia che nessuno sa spiegare, è una bambina che ama le storie raccontate dalla madre e i sogni a occhi aperti. Ma un’avventura più strana di qualunque fantasia la aspetta in un mondo notturno e misterioso, abitato da bizzarre creature legate alle tenebre e all'occulto. È l’inizio di una serie di incontri con gatti e corvi parlanti, streghe che vivono nella foresta, solitari becchini, cavalieri senza testa, scheletri e altri personaggi tanto sinistri quanto buffi e stravaganti. Conoscendo meglio le atmosfere macabre e divertenti del Regno Sotterraneo, Bucaneve scoprirà che anche la Morte in persona può sognare e cercherà un modo per tornare alla realtà…
Un omaggio gotico alle visioni eccentriche create da Lewis Carroll, un viaggio in un Paese delle Meraviglie oscuro e surreale.


Ed ora, qualche notizia sull'autore!

Paolo Fumagalli

Paolo Fumagalli è nato nel 1981 e fin da bambino ha dimostrato un grande interesse per la letteratura. La sua passione lo ha portato a laurearsi in Lettere, con una tesi sull’uso simbolico dei colori nelle poesie giovanili di Aldo Palazzeschi, e soprattutto lo ha spinto a dedicarsi alla scrittura di opere narrative. Nel corso degli anni ha scritto romanzi e racconti, diversi fra loro per generi di appartenenza e atmosfere, spesso basati sull’importanza e sulla difesa della fantasia. Nei suoi testi inoltre si rivela il fascino provato nei confronti del patrimonio folkloristico e leggendario, uno dei suoi più grandi amori insieme al cinema e alla musica.
Ha vinto diversi concorsi per storie brevi e alcuni suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie di autori vari Fate – Storie di terra, fuoco, acqua e vento”, “I mondi del fantasy V” e “Ritorno a Dunwich 2”.
Ha pubblicato le raccolte di racconti fantastici “La pietra filosofale” e “Foglie morte”, il romanzo fantasy con elementi umoristici “Fuoco e veleno” e i romanzi fantasy “Scaccianeve” e “La strada verso Bosco Autunno”.


Potete trovare la versione cartacea di questo volume su Amazon, dove trovate anche il digitale, e sui principali store online (Feltrinelli, Ibs, libreria universitaria...)
Anche questa volta vi parlerò presto di questo libro in una recensione, quindi non vi lascio l'estratto, ma vi invito a leggere quello disponibile su Amazon.
Sono certa che vi piacerà e che lo troverete molto interessante!

Vi ricordo di lasciare un feedback all'autore qual'ora decideste di leggere il suo libro e, se vi va, di far sapere anche a me cosa ne pensate (sapete che sono curiosa dei vostri pareri).

Prima di salutarci, vi lascio il link alla Pagina Facebook e al profilo Tweetter dell'autore, dove potrete trovare tutte le informazioni relative a questo romanzo e alle altre sue pubblicazioni.



Alla prossima!

Silvia

giovedì 12 luglio 2018

La rosa degli Ashtah - la prescelta di Debora Paolini | recensione |

Prima recensione del mese, mie piccole volpi!
Forse questa volta riesco a stare al passo...


Prima di tutto, devo ringraziare l'autrice di questo libro!
Non solo per avermi contattata e avermi proposto questa lettura, ma anche per la disponibilità, la gentilezza e i complimenti che ha fatto al mio piccolo blog!


La rosa degli Ashtah - la prescelta
di Debora Paolini

Editore: Nulla Die
Pagine: 375
Prezzo: 21,00€

Trama:

La protagonista, ingenua e buffa, è catapultata in situazioni assurde: da giovane donna che si affaccia alla vita, si troverà a scorgere e tracciare il cammino di chi deve fare i conti con sé stessa e con il perenne scontro tra il bene e il male. Creature leggendarie e personaggi di grande saggezza condurranno il lettore alla scoperta di arcani. "La prescelta" è il primo dei due romanzi che compongono il progetto "La rosa degli Ashtah".


In quest'ultimo periodo sto leggendo diversi libri che hanno a che fare con gli alieni, un filone del fantasy (o della fantascienza, se preferite) a cui non mi ero mai avvicinata e per cui, lo ammetto, non avevo mai provato particolare interesse.
Devo dire, però, che dopo aver letto alcuni romanzi sul genere, non mi dispiace come argomento e credo leggerò altro!

La rosa degli Ashtah - la prescelta è un romanzo di fantascienza dai tratti distopici che non rinuncia ad un tocco romance e ad un pizzico di mistero.
Perfetto per un pubblico giovane, essendo uno young adult, ma anche per chi è un po' più grandicello ed è appassionato del genere.


Premetto, onde evitare fraintendimenti, che questo libro mi è piaciuto parecchio e che ho impiegato più tempo del previsto a leggerlo solo a causa di problemi tecnici che non sto qui a dirvi.
Nonostante io l'abbia apprezzato molto, però, non ho potuto fare a meno di notare alcuni particolari stilistici e narrativi che non mi hanno convinto del tutto. E ci tengo a dire che si tratta di una mera questione di gusto personale perché, come vedrete, i lati positivi di questo romanzo non sono pochi.

La prima cosa che colpisce di questo libro è, senza ombra di dubbio, la trama.
La vicenda che ci viene narrata in La rosa degli Ashtah - la Prescelta, infatti, è intricata, misteriosa e appassionante. Il lettore non può che essere coinvolto dalle avventure, a volte per nulla piacevoli, che la protagonista si trova a vivere, scoprendo con lei il nuovo mondo che la circonda e la sua nuova natura.
L'autrice è stata in grado di curare la storia nei minimi dettagli, senza lasciare mai nulla al caso e fornendo sempre nuovi colpi di scena. Ciò che resta in sospeso o non detto è voluto e, al termine del romanzo, lascia al lettore quella voglia di avere già tra le mani il secondo volume, tipica dei libri scritti bene.
Perché La rosa degli Ashtah - la Prescelta è scritto davvero bene!

Un altro dettaglio importante, di cui non sempre vi parlo, è il world building: si vede che, alle spalle della costruzione delle varie ambientazioni del romanzo, c'è un lavoro non indifferente e uno studio accurato. Il mondo creato da Debora Paolini è fantastico e a tratti distopico, è vero, ma andando avanti con la lettura, appare sempre più reale e realistico.
Le descrizioni dei luoghi sono curate al punto che sembra di essere lì, così come lo sono quelle dei protagonisti e dei loro poteri.

Mi è piaciuta la caratterizzazione generale dei personaggi, che ho trovato davvero curata sia nel caso dei protagonisti che delle figure secondarie. L'autrice è stata in grado di fornire al lettore tutte le informazioni necessarie, anche sui rispettivi  background, lasciando però quell'alone di mistero che non guasta mai.
Protagonista della vicenda è Sheila, una ragazza di diciassette anni dal carattere forte e indipendente, sarcastica, diretta e, a volte, un po' volgare (ma chi a diciassette anni non lo è?!) ha sempre la risposta pronta e sa cosa vuole e come raggiungerlo. Ovviamente non le mancano le preoccupazioni e le paranoie, perché Sheila si sente spesso inferiore a chi la circonda e sembra non rendersi conte delle sue potenzialità. Personalmente ho apprezzato fin da subito questa ragazza, rivedendo in lei diversi aspetti sia della me diciassettenne che di quella attuale (che di anni ne ha qualcuno di più).
Tra i miei preferiti c'è anche Stephan, amico della ragazza, per la quale prova una certa attrazione, apparentemente reciproca. Devo ammettere che l'ho preferito a Jean-Claude, Custode e compagno della protagonista, che resta comunque una figura molto importante ed interessante.
Interessanti sono anche i legami, le interazioni tra i personaggi e i dialoghi, soprattutto negli scambi di battute tra Sheila e Stephan o Sheila e Jean-Claude: sempre scorrevoli e accattivanti, in grado di dare quel tocco in più all'intera narrazione.

E qui veniamo alle poche cose che, come vi dicevo, non mi hanno particolarmente convinto.
Ho trovato i caratteri principali o fin troppo perfetti o fin troppo complessati. Purtroppo, non posso darvi spiegazioni dettagliate a riguardo, perché rischierei di svelare dei particolari della trama troppo importanti. Diciamo che, capisco che si parla di alieni e che il divario con gli umani debba essere tangibile e netto, ma a volte è un po' esagerato: tutti sembrano in grado di fare tutto.
Ogni personaggio ha dei poteri speciali e, trattandosi di creature extraterrestri, ci sta che siano dotati di enormi capacità. Il fatto, però, che ne abbiano così tante e che, apparentemente, siano in grado di acquisirne altre, secondo me, può far risultare un po' pesanti certe figure.
Immagino che sia voluto, ma a me è sembrato "troppo"...
Non so se è chiaro quello che voglio dire...spero di sì.
Altra cosa è l'eccessiva sdolcinatezza di Sheila e Jean-Claude. Sicuramente sono io ad essere un po' "orso", ma questi due, per me, fanno decisamente un uso improprio di termini come  "amore/tesoro/piccolina", risultando a volte stucchevoli.

La rosa degli Ashtah - la Prescelta, in ogni caso, è stata una lettura davvero interessante che mi sento di consigliare a tutti. Soprattutto a chi cerca un libro con una discreta commistione di generi, un ottimo world building e una trama che tiene incollati fino all'ultima pagina.
Personalmente sono molto curiosa di scoprire cosa succederà nel secondo volume!

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟
4/5


Alla prossima!

Silvia