venerdì 19 maggio 2017

#1 Bookish Fox - Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini - | COVER REVEAL |

Inauguriamo questa rubrica a tema bookish con un Cover Reveal!
Non ho mai fatto un Cover Reveal, quindi non so ancora come muovermi in questo campo, però sono molto felice di poter provare cose nuove. Ecco perchè ringrazio l'autrice che ha deciso di prendere in considerazione anche il mioblog, nonostante sia ancora piccolino.

Ma bando alle ciance e cominciamo!



Come potete vedere dal banner qui sopra, il libro di cui oggi vorrei parlarvi brevemente e di cui vi mostro in anteprima la cover è: TANDER - DENTRO DI NOI L'ENERGIA DEI FULMINI di Cristina Vichi.

Chi è Cristina Vichi?

Cristina Vichi vive a Riccione, insieme al marito e tre figli.
Ha sempre amato molto inventare storie, ma dopo la stesura del primo romanzo la scrittura diventa una passione vera e propria. 

L’incontro con la Editor Emanuela Navone è illuminante, perché le permette di sperimentare l’universo della scrittura con maggior consapevolezza e nuovi stimoli.
Quando si conclude un romanzo non conta solo il risultato in sé, ma soprattutto il percorso che l’autore ha compiuto per arrivare a mettere la parola fine alla sua opera.

Di seguito le sue opere:
“Celeste: L’Ardore di una Donna” (Seconda edizione: 24/07/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e prequel di “Celeste: La Forza di una Regina”.

“Destini Ingannati” (Seconda edizione: 06/01/2017). Romance/Mistery autoconclusivo.

“Celeste: La Forza di una Regina” (10/08/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e sequel di “Celeste: L’Ardore di una Donna”.

“E se poi te ne penti?!” (01/12/2016). Romance/Humor, autoconclusivo.

“Tander: Dentro di noi l’energia dei Fulmini”(20/05/2017). Urban/Fantasy autoconclusivo.





Titolo: Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini
Autore: Cristina Vichi
Genere: Urban Fantasy
Editore: Selfpublishing
Pagine: 315
Prezzo Ebook: € 2,99 (Aderisce alKindleUnlimited)
Prezzo Cartaceo: € 12.00
Pubblicazione: 20/05/2017

Trama:

Niki ha diciotto anni e, come tutte le ragazze della sua età, si prepara ad affrontare l’ultimo anno delle superiori, con conseguente esame di maturità.
Da quel primo giorno di scuola, però, di normale nella sua vita rimane ben poco.
È l’arrivo di Erkan, un ragazzo affascinante e pericoloso, a sconvolgere ogni equilibrio e non solo nel suo cuore. Ben presto Niki si ritrova catapultata al centro di segreti che per millenni hanno governato l’universo, senza che gli umani ne avessero                                                                                                                                                mai saputo nulla.
I Tander e le Dee della Natura sono esseri con doti soprannaturali che vivono sulla terra con leggi e scopi ben precisi. Nelle vene di Erkan scorre l’energia irrefrenabile dei fulmini, e solo quando conosce Niki capisce che la forza dell’amore è ancora più difficile da controllare




Introduzione

21.06.1720


Era notte. Il ragazzo si tirò il mantello sul capo per proteggersi dalla pioggia incessante. Il vento lo faceva oscillare a destra e a sinistra. Non aveva il controllo di se stesso, sembrava un burattino in preda alla foga della natura.
Davanti a lui un vecchio gli indicava la strada.
Nonostante la forza con cui gli agenti atmosferici combattevano fra loro, quell’anziano camminava con passo sicuro; il vento, per quanto potente, non riusciva a smuoverlo di un centimetro, e la pioggia, che picchiava sul suo esile corpo, non gli provocava il minimo fastidio. Si fermava spesso, paziente, ad aspettare il giovane, che cercava di proseguire malgrado l’enorme sforzo fisico a cui era sottoposto.
Nell’ultimo tratto, il ragazzo, stremato dalla fatica, cadde a terra. Tentò invano di rialzarsi, poi si arrese alla potenza di quelle correnti che si scontravano fra loro con una brutalità innaturale.
Il vecchio vide che non riusciva più a padroneggiare il suo corpo, non poteva nemmeno sollevare il capo. Tornò indietro, lo afferrò per il mantello e lo alzò senza alcuna fatica.
Il giovane si aggrappò a lui, e fu così che quell’incredibile uomo poté proseguire senza dover aspettare i tempi umani del suo allievo.
Raggiunto il centro della spiaggia, il vecchio si fermò e fissò il ragazzo per qualche istante senza proferire parola. I suoi occhi azzurri scintillarono di sfumature violacee.
L’allievo annuì, cercando di dominare una profonda e viscerale paura che tentava di assalirgli la mente.
Il vecchio si allontanò di qualche metro, poi si fermò, impassibile, a osservare l’evolversi degli eventi. In quel contesto la sua stessa calma era anomala e inquietante.
Il ragazzo lottava con tutte le forze per rimanere in piedi. Il suo volto era paralizzato dal terrore, eppure una vaga luce di speranza illuminava i suoi occhi ambrati.
All’improvviso un fulmine lo colpì dritto al cuore e le sue urla acute riecheggiarono al pari dei tuoni. Fu costretto a inginocchiarsi innanzi alla terribile energia da cui era posseduto. L’agonia fu lunga, interminabile. Poi le sue grida diventarono più rauche e deboli, finché non si spensero in un’ultima, terrificante, smorfia di dolore.
Il giovane cadde in avanti, con la faccia in una pozza d’acqua e il corpo accasciato a terra in modo contorto.



E con questo breve estratto, si conclude il mio primo Cover Reveal!
Spero che questo libro vi incuriosisca quanto incuriosisce me 😉
Se siete interessati all'acquisto (di quest'opera ma anche delle altre di questa autrice), potete seguire i link qui sopra nell'elenco nella sezione "Biografia".

Vi lascio anche a disposizione alcuni link utili:
Blog dell'autrice: Cristina Vichi
Pagina facebook dell'autrice: Cristina Vichi
Profilo autore Amazon: Cristina Vichi

Alla prossima!

Silvia


mercoledì 17 maggio 2017

#26 Cosa penso di: Fangirl | recensione|

Se tutto va bene, dopo questa recensione ne arriva subito subito un'altra!
Sono molto proud of my 😃


Fangirl
di Rainbow Rowell.

Editore: Piemme
Pagine: 513
Prezzo: 17,00€ (ebook 6,99€)

Trama:

Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita..



Prima di tutto, ho un messaggio per la Piemme
Grazie! Grazie per aver deciso di tradurre i libri di Rainbow Rowell, senza di voi non so cosa avrei fatto! Vi voglio bene, davvero♡

Fangirl è la storia di Cath e del suo primo anno al college.
E fino a qui potrebbe sembrare tutto molto semplice, ma non è affatto così, perché il primo anno di Cath sarà tutto tranne che semplice. Abituata a vivere a stretto contatto con la sorella gemella Wren, arrivate al college le due saranno costrette a separarsi e a condividere la propria stanza con due sconosciute. 
Wren sembra entusiasta, stringe subito amicizia con la sua compagna di stanza, va alle feste, si ubriaca e si diverte. 
Cath, invece, non la prende per niente bene. Alle feste preferisce la tranquillità della sua camera e, al socializzare preferisce il rintanarsi nella sua fanfiction su Simon Snow
Carry on, Simon, la fanfiction della ragazza, infatti ha un grande successo nel fandom, nonché un forte legame con la stessa Cath. L'intera vita di Cath sembra ruotare attorno a Carry on, Simon finché non si imbatte in Levi, amico di Reagan, la sua compagna di stanza. 
Come si evolverà il suo primo anno al college ora? 
E la sua fanfiction? 
E Wren che sembra essere diventata un'altra persona?



Dopo aver letto Eleanor & Park e averlo amato dalla prima all'ultima parola, mi sono ripromessa di recuperare qualsiasi altra opera di Rainbow Rowell. E così è stato, anche se, in verità, me ne manca uno...ma questa è un'altra storia.

Tutti, ma proprio tutti, parlavano così bene di Fangirl che, se la Piemme non l'avesse tradotto, probabilmente avrei optato per la lettura in lingua tanto ero curiosa.
Avevo il timore di rimanere delusa perché, sapete come va in questi casi, quello che piace a mezzo mondo potrebbe non piacere a noi e invece...
Non sono rimasta delusa nemmeno un pochino!

Protagonista principale della vicenda è Cather, detta Cath, una diciottenne alle prese con il primo anno di college e tutte le esperienze che questo può portare.
Cath, però, è anche una fangirl e una fanwriter. Insomma, in poche parole, Cath scrive fanfiction, in special modo sulla saga di Simon Snow. La sua fanfiction Carry On, Simon è famosissima sul web soprattutto ora che l'ottavo ed ultimo libro della saga sta per uscire.
Il personaggio di Cath, vuoi perché anche io scrivo fanfiction, è senza dubbio il mio preferito e quello in cui più mi sono rivista. Caratterialmente ho trovato molto di me in Cath, l'affinità e la simpatia erano inevitabili.
Cath è una ragazza semplice, dal carattere chiuso. Non si fida facilmente degli altri e riesce a sentirsi sé stessa solo con Wren, la sorella gemella; preferisce rintanarsi tra i capitoli delle fanfiction e tra le pagine di un libro piuttosto che stringere nuove amicizie con i compagni di college. Si può dire che i rapporti interpersonali non facciano per lei.
Altro personaggio che non ho potuto non apprezzare tantissimo è Levi
Come si fa a non volergli bene?!
Levi e Cath sono perfetti insieme, non avrei potuto immaginarla con nessun'altro, senza contare che fin dalle prime pagine si vede che lui è completamente perso per lei.

L'intera vicenda viene narrata in terza persona anche se il punto di vista principale è sempre quello di Cath.
Nonostante questo, tutti i personaggi sono caratterizzati al meglio, ognuno con una sua caratteristica precisa che lo identifica. La cosa più importante, però, è che nessuno di loro è stereotipato (se non volutamente).Questo rende più facile entrare in sintonia con loro e affezionarsi a quello che più ci assomiglia.
Nessuno dei personaggi della Rowell è perfetto, basti pensare alle scelte sbagliate di Wren, all'incapacità di relazionarsi di Cath, al doppio gioco di Nick e così via.
Per quanto riguarda le ambientazioni, Rainbow Rowell ha tratteggiato tutti i luoghi principali con poche pennellate riuscendo però a renderli reali e tangibili.
Nello specifico, le location sono quelle tipiche di un college americano: le aule dove si tengono le lezioni, la biblioteca, le confraternite, i locali con le loro feste e le camere dei dormitori.
Quello che più mi ha colpito, però, da un punto di vista descrittivo, è la resa dei sentimenti dei vari personaggi. Quello che ognuno di loro prova è illustrato in maniera perfetta e facilmente identificabile dal lettore, che non fatica ad immedesimarsi nei personaggi e ad emozionarsi con loro.

Il libro, inoltre, presenta un espediente narrativo che io ho sempre apprezzato molto, ovvero "il libro nel libro".
In questo caso, abbiamo a dirittura un "doppio libro nel libro", perché oltre alla narrazione standard, che ci racconta la vita di Cath al college, abbiamo anche alcuni spezzoni della fanfiction che la giovane sta scrivendo e altri ancora tratti dalla saga originale di Simon Snow.
Vi dirò che a me è sempre piaciuta molto l'idea di poter seguire pi filoni narrativi contemporaneamente, che si intrecciano tra loro e si completano a vicenda Mi ha sempre dato l'idea che, in questo modo, si può conoscere qualcosa di più della trama e dei personaggi.

Gli spezzoni dedicati a Simon e Baz mi hanno incuriosito tantissimo, al punto che ora non vedo l'ora di leggere Carry On e, lo devo ammettere, non mi dispiacerebbe nemmeno leggere l'intera saga di Simon Snow, peccato che non esista.

Lo stile della Rowell è decisamente uno dei miei preferiti.
Riesce a trattare temi importanti con estrema semplicità, rendendoli comprensibili a tutti e consentendo al lettore di immedesimarsi al meglio. La lettura è scorrevole, veloce, coinvolgente e appassioannate.
Inoltre la Rowell, soprattutto in questo libro, si dimostra in grado di padroneggiare diverse stili di scrittura, senza però risultare scontata o forzata.

Se avete apprezzato Eleanor & Park, non potete non leggere Fangirl.
Io lo consiglio a tutti, non solo agli amanti del genere!


Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5





P.S. Non so se sono io ad essere facilmente condizionabile, però mi sento di ritenermi particolarmente legata a questo libro. Non tanto per i temi trattati, quanto perché il legame tra Cath e la sua fanfiction e il modo in cui la ragazza esprime il suo amore per la scrittura, mi ha fatto tornare la voglia di scrivere.



Alla prossima!

Silvia

venerdì 12 maggio 2017

#25 Cosa penso di: Hai cambiato la mia vita | recensione |

Sooonooo vivaaaa!
*cof cof* scusate ^^"
Prima lettura di maggio, mi sembra quasi un miracolo...



Hai cambiato la mia vita
di Amy Harmon.

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 383
Prezzo: 9,90 € (ebook 1,99€)

Trama:
Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel "figlio del crack" con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell'immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall'inizio. E successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d'amore.


In realtà, e in tutta onestà, questa doveva essere una lettura di aprile...voi però non ditelo a nessuno 😉
Questo, infatti, è il libro scelto per il GDL di Grazia, la Spacciatrice di libri, per il mese di aprile. Purtroppo non sono riuscita a leggerlo in tempo (neanche questa volta), ma comunque ho finito nei tempi prestabiliti e questo è già qualcosa.

Hai cambiato la mia vita, è la storia di Moses e Georgia, due giovani che vivono in una piccola città dello Utha.
Moses è quello che viene definito un figlio del crack, ovvero una bambino nato da una tossicodipendente. La madre è morta poco dopo averlo dato alla luce e Moses ha passato la sua vita sballottato da un parente all'altro, fino ad arrivare a casa della bisnonna Bibi.
Lì, ormai diciottenne, conosce Georgia sua coetanea e vicina di casa. I genitori di Georgia hanno un maneggio e fanno Ippoterapia e la ragazza è appassionata di rodeo. I due non potrebbero essere più diversi, eppure, anche se con non pochi problemi, si innamorano.
Quando Bibi muore, stroncata da un malore, Moses viene accusato di omicidio e viene ricoverato in una struttura psichiatrica per tre mesi. Il ragazzo non vuole vedere nessuno, nemmeno Georgia.
Il suo intento è salvarla da sè stesso, ma non sa che la giovane ormai gli è legata indissolubilmente: Georgia è incinta, ma Moses lo scoprirà ben sette anni dopo, quando ormai sembra essere troppo tardi.
Sullo sfondo, intanto si snoda un mistero: da diversi anni, giovani ragazze bionde e problematiche scompaiono nel nulla per non fare più ritorno...

Comincio subito col dire che, dopo aver letto e amato I cento colori del blu (vi lascio la mia recensione qui, se vi va), mi ero creata non poche aspettative su questo libro. Aspettative che, in questo caso, non sono state soddisfatte completamente.

La trama, di base, non è affatto male. Anzi!
Devo dire che la storia in sè mi è piaciuta molto, non è mai banale e, oltre alla classica storia d'amore (tipica di questo genere), c'è anche un discreto alone di mistero che da quel non so che in più.
Il problema, secondo me, sono i personaggi e alcune scelte stilistiche... ma andiamo con ordine!

I personaggi, in generale, non sono caratterizzati male. La Harmon è in grado di delineare un personaggio anche con pochi tratti, conferendo ad ognuno una caratterista peculiare che, inevitabilmente, lo fa spiccare sugli altri e permette al lettore di identificarlo con facilità.
Moses, uno dei due protagonisti di queste vicenda, è davvero un ottimo personaggio.
Mi ha catturato fin da subito e mi ha incuriosito, soprattutto per questa sua strana capacità di interagire con le persone morte attraverso la pittura.
Senza dubbio è il mio personaggio preferito, quello a cui mi sono sentita legata fin da subito e che mi ha fatto più emozionare. Sia per la sua vicenda personale, sia per il modo in cui viene coinvolto nello svolgersi della narrazione. Nel corso della storia, si percepisce in modo netto il suo cambiamento e la sua maturazione.
Il mio fastidio, se così vogliamo definirlo, nei confronti dei personaggi è indirizzato principalmente a Georgia. Lo devo ammettere, proprio non la sopporto!
Non si può dire che sia caratterizzata male, perché il suo essere insopportabile è decisamente in linea con il personaggio. Penso si possa dire che, questo personaggio, risulta insopportabile proprio perché è caratterizzata in maniera ottima. Non so dirvi se fosse lo scopo dell'autrice, fatto sta che ci è riuscita alla grande.
Nel corso della vicenda, nello specifico nella seconda parte, Georgia subisce un discreto cambiamento. A causa di quello che le succede, il suo caratteri si modifica e migliora leggermente. Purtroppo, però, quel suo lato insopportabile non sparisce del tutto.
Questo me la fa rivalutare, certo, ma non completamente.
Un altro personaggio che mi ha lasciata perplessa, sul quale però posso dire molto poco per evitare spoiler, è Eli. Io capisco che i bambini se ne escono con delle cose, a volte, che lasciano a bocca aperta, ma in questo caso mi è sembrata una caratteristica troppo stereotipata e accentuata. Per i suoi quattro anni, questo bambino, mi è sembrato a volte troppo maturo (mi riferisco ovviamente al modo di esprimersi).

Per quanto riguarda le ambientazioni e le descrizioni più in generale, direi che il lavoro che fa l'autrice è davvero ottimo.
I luoghi sono sempre ben identificabili e il lettore riesce sempre ad avere un quadro abbastanza completo della situazione. Quello che però mi ha più colpito è il modo di descrivere i dipinti di Moses e lo stesso Moses all'opera. Personalmente devo dire che quelle sono le parti della storia che più mi hanno catturato.
Non ci sono figure in questo libro, ma leggendo è inevitabile proiettarsi davanti agli occhi i dipinti realizzati da Moses. Le descrizioni di questi lavori, infatti, sono dettagliate, precise e nette.
Nonostante questo, comunque, lo spazio principale è dedicato ai sentimenti, anch'essi descritti in maniera precisa e coinvolgente.

Coinvolgente è anche il termine giusto per descrivere lo stile della Harmon, che ha un modo di scrivere che mi piace parecchio e che riesce a farmi appassionare al romance, nonostante non sia esattamente il mio genere preferito.
Purtroppo, però, questo libro non mi ha preso come avevo immaginato e non ha soddisfatto le mie aspettative (che forse, a sua discolpa, erano troppo alte). La lettura si rivela essere accattivante e coinvolgente, dal punto di vista della trama, ma piena di momenti lenti e a tratti un po' noiosi.
Le interazioni tra i personaggi mi hanno appassionato, ma non in maniera eccessiva e, se devo essere sincera, l'unica cosa che mi fa alzare il voto di questo romanzo è quell'alone di mistero di cui vi parlavo qui sopra.
Il fatto che, alla vicenda di Moses e Georgia, si mescoli quella di un misterioso serial killer che uccide solo ragazze bionde e problematiche, mi ha colpito davvero. Penso sia la prima volta che mi capita di trovare una componente thriller in un romance (e non il contrario). Non posso dire "peccato non sia stata ampliata maggiormente", se no voi potreste anche rispondermi "leggiti un thriller".

Altra cosa che in qualche punto mi ha un po' destabilizzato, è l'alternarsi dei punti di vista dei protagonisti. La storia infatti ci viene raccontata in prima persona da Georgia e Moses e, fino a qui, niente di male (al di là del mio pessimo rapporto con la prima persona), se non fosse che i POV si alternano in maniera casuale e senza un apparente senso logico. Il nome del narratore in alto, ad identificare il cambiamento, non aiuta poi un gran che.

Sorvolo sugli errori/orrori di editing perché potrei andare avanti per almeno un'altra mezz'ora abbondante e poi perché non ha niente a che fare con il libro in sè.

In definitiva, se la Harmon è un'autrice che vi piace vi consiglio di leggere anche questo volume, giusto per completare l'elenco delle sue opere. Lo stesso vale se il romance (con un pizzichino di paranormal -vabbè avete capito- e di thriller) è il vostro genere.
Negli altri casi, orientatevi su altro, o per lo meno su altri titoli di questa autrice.

Il mio voto è:
✰✰✰ e mezzo
3,5/5


Alla prossima!

Silvia


martedì 9 maggio 2017

#5 Diario di bordo: Il mio mese di APRILE.

Ovvero di Snasi, passeggiate sui colli, Cittadella e codici a barre!

Aprile è stato un mese decisamente impegnato e con una sfilza infinita di alti e bassi (sotto ogni punto di vista), ma vediamo di andare con ordine!

Aprile è cominciato con quello che io definisco "l'acquisto del secolo" ovvero il Funko Pop! dello Snaso
Dato che ho ricevuto il mio primo "stipendio" (anche se è una parola grossa, ma vabbè, lasciatemi sognare), ho pensato di farmi un piccolo regalo... Ed eccolo qui, non è dolcissimo?!
Ovviamente, non è solo lo Snaso ad essere bello, ma anche la giornata che ho passato in centro con Cristina, che mi ha accompagnato a fare acquisti.
Con l'occasione abbiamo anche partecipato al J-Pop tour, un incontro con la casa editrice di manga che si è tenuto in fumetteria.

Il giorno seguente abbiamo festeggiato i 18 anni di mia cugina e sono andata fuori a pranzo con tutta la famiglia.
Mi sono divertita e ho mangiato un sacco! 
Sono contenta perché al ristorante avevano la pasta senza glutine e, una volta tanto, anche io ho potuto gustarmi un bel primo.

La prima settimana (completa) di aprile è stata segnata dalla perdita di una persona molto cara e, siccome non è il luogo adatto, preferisco non parlarne.
Non sono stati giorni facili ma, volenti o nolenti, bisogna cercare di andare avanti.

foto mia ;)
La seconda settimana mi ha visto protagonista di una scarpinata sui colli, per la precisione sul Monte Pirio.
Mio papà ha voluto portarmi a vedere le famose "roccette" (che vedete in foto qui accanto).
Ho fatto diverse foto e ho scoperto di essere decisamente fuori allenamento! 
Devo rimettermi in forma, è deciso!

Nei due giorni consecutivi sono andata al cinema, sì due giorni di fila. Grazie cinema 2day 😁
Ho approfittato di una proiezione speciale per vedere Oltre le nuvole, il luogo promessoci mentre, con il cinema 2day ho potuto vedere Ghost in the shell. Non ve ne parlo troppo, perché nelle recensioni sproloquio a sufficienza.

Pasqua l'ho festeggiata in famiglia e pasquetta a casa, nel vano tentativo di smaltire la montagna di cibo ingurgitata il giorno prima.
E sì, ho ricevuto un uovo di pasqua anche alla mia veneranda età!

Quella che vedete qui accanto, è la mia reazione all'arrivo del mio bellissimo pacco Amazon a tema Rainbow Rowell 😍
Su Instagram ho fangirlato alla grande, dedicando un mezzo servizio fotografico a Fangirl, Carry On e Kindred Spirit.
Il giorno dopo sono tornata in centro per un giretto e ho speso il bellissimo buono del 15% che mi avevano dato alla Mondadori, guadagnandone un altro per maggio! 
Ma cosa si può volere di più dalla vita?!

E per finire...
L'ultima settimana!
Ditemi se il video si vede,
per favore ^_^ 
Sarah Andersen, meglio conosciuta come Sarah's Scribbles, è venuta a Padova per il suo tour italiano. Promuoveva il suo secondo libro: Un grosso morbidoso bozzolo felice e ho potuto partecipare al firma-copie.
Lei è carinissima e davvero molto dolce ♡ 
Avevo già avuto modo di incontrarla al Lucca Comics, quando mi sono fatto firmare il primo libro, ma c'era davvero tantissima gente ed è stato tutto molto veloce.
Non che a Padova non ci fosse nessuno, però almeno ho potuto salutarla da vicino! Purtroppo niente foto...me triste...

Per concludere il mese in bellezza, sono andata a Cittadella!
Voi non lo sapete, ma io ho una piccola fissa per le città con le mura 😍 
A Cittadella, da qualche anno, le mura sono totalemente percorribili e io non mi sono fatta sfuggire questa occasione. E' stato fantastico!
E poi era una giornata bellissima e ho potuto fare davvero molte foto ( qui trovate l'album di facebook in modalità pubblica), se siete in zona vi consiglio di andarci.

foto mia ;)

E con questa piccola panoramica della città, che non le rende assolutamente giustizia, si conclude il riassunto del mio mese di aprile.
Questo è stato un mese impegnativo, pieno di emozioni non sempre positive e altalenante anche dal punto di vista dell'umore, ma devo dire che ho avuto modo di fare molte belle esperienze e di passare tante belle giornate in compagnia.

Ed ora, per concludere...
I preferiti del mese!

LIBRO: Fiore di cactus di Francesca Lizzio.
Non solo perché conosco Francesca e sono molto felice per questo suo risultato, ma anche perché è davvero un romanzo molto bello! Qui la recensione.

FILM: direi Ghost in the shell.
Io adoro Scarlett Johanson, se rinasco voglio essere come lei. Qui la recensione, dove evito commenti del genere, state tranquilli.

SERIE TV: senza dubbio The Vampire Diaries, perché il 27 è andato in onda l'ultimo episodio della settima stagione. Adesso il giovedì sera non sarà più lo stesso...

CANCELLERIA: la mia nuova Tombow Usa brush pen (n°665). L'avrei voluta lilla, ma era una partita difettosa, quindi l'ho presa viola (loro lo definiscono purple).

TE' e TISANE: anche questo mese devo dire la tisana zenzero e limone della Pompadour.
Fantastica! E molto buona anche tiepida o fresca.

ACCESSORIO: la sacca a tema Illuminae: files_01 trovata in una precedente Born to Read Box, perfetta per contenere il bullet journal, un mini astuccio e un manga. Volendo ci stanno anche il carica batterie del telefono, le matite colorate e un blocchetto per gli appunti. La porto ovunque!

CANZONE: scelta difficile questo mese...
Direi Rockabye dei Clean Bandit (feat. Sean Paul & Ane-Marie).
Ammetto che ne ho ascoltate molte altre, ma questa è la prima a cui ho pensato.

MAKE-UP: l'eyeliner nero a pennarello di Yves Rocher.
Perfetto anche per chi, come me, con l'eyeline è totalmente impedita come me.

APP: questo mese si tratta di un gioco. Si tratta di Emoji Blitz, un giochino a tema puzzle dedicato alle emoji disney. Niente di troppo complicato, ottimo per passare un po' di tempo senza pensieri.

YOUTUBE: questo mese dico Human Safari, anche se sono certa che non vi servo io per sapere chi è. I suoi video mi piacciono molto, perché si vede che sa quello che fa e che lo fa con grande impegno e passione. I miei preferiti sono quelli di viaggio (soprattutto a tema Giappone), ma non mi dispiacciano nemmeno quelli dedicati all'attrezzatura fotografica perché sono stati fonte di buoni consigli. E poi lui è troppo simpatico!

E anche questo mese siamo arrivati alla fine del ricapitolo e dei preferiti! 
Spero di non avervi annoiato e di avervi dato qualche spunto utile.
Ci vediamo il mese prossimo con un altro po' di bla bla bla!



Ci si vede a maggio!


Silvia


domenica 7 maggio 2017

#24 Cosa penso di: Taboo Tattoo vol. 1 - Il cane che guarda le stelle + racconti - La volpe e la stella.

E per concludere in bellezza il mese di aprile, ecco le letture non librose del mese!
Questa volta ho battuto un record!
Ben 3 manga e una graphic novel ( o forse è meglio dire un libro illustrato).
Ma cominciamo!


La volpe e la stella.

Libro illustrato.
Categoria: Fiaba illustrata.
Autore: Coralie Bickford Smith 

Disegni: Coralie Bickford Smith
Editore: Salani
Pagine: 64
Prezzo: 19,50 €

La volpe e la stella è una breve fiaba illustrata, ispirata al poema Eternity di William Blake e racconta la storia di un'amicizia molto particolare, quella tra la Volpe e la Stella.
Volpe sa che, ogni notte, Stella apparirà in cielo per far luce sul suo cammino, finchè una notte Stella scompare. Allora Volpe comincerà un viaggio alla ricerca della sua unica amica.
Ho trovato questa breve storia molto dolce e delicata.
Ammetto di aver dovuto leggere questo libro due volte per poterne cogliere appieno il messaggio, forse a causa dell'estrema semplicità del racconto.
Devo dire, però, che la cosa non mi è dispiaciuta perchè è davvero un piacere per gli occhi sfogliare un'edizione così bella e curata nei minimi dettagli.

Il mio voto è:
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5

Il cane che guarda le stelle


Manga
Categoria: Seinen
Autore: Takashi Murakami
Disegni: Takashi Murakami

Editore: J-Pop
Pagine: 176
Prezzo: 6,90€

Il cane che guarda le stelle è la storia del viaggio di un cane e del suo padrone. Si tratta di un manga struggente, triste, emozionante e, a tratti, anche divertente e simpatico.
Se avete (o avete avuto in passato) un cane, questo manga vi farà versare fiumi di lacrime. Ve lo dice una che non ha mai avuto animali in vita sua.
A mio parere questo è il manga migliore che ho letto quest'anno, per lo meno fino ad oggi!
Lo consiglio a tutti, perchè un manga che sa emozionare così tanto, nonostante i disegni dai tratti semplici e veloci, ancora non l'avevo trovato.
La semplicità della storia, che racconta la vita di tutti i giorni non può non catturare il lettore e trasportarlo accanto ai protagonisti.

Il mio voto è
✰✰✰✰✰
5/5


Il cane che guarda le stelle - racconti-

Manga
Categoria: Seinen
Autore: Takashi Murakami

Disegni: Takashi Murakami
Editore: J-Pop
Pagine: 186
Prezzo: 9,90€

Questo secondo volume non è esattamente un seguito del primo, bensì una raccolta di racconti che si intrecciano alla storia principale (narrata nel primo volume).
Non c'è molto da aggiungere, rispetto al primo volume.
Senza dubbio è un ottimo manga, carico di sentimenti ed emozioni forti.
Triste, ma anche molto dolce è sicuramente al pari del primo sia per trama che per emozioni.

Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5


Taboo Tattoo vol. 1

Manga
Categoria: Shonen (action/sovrannaturale)
Autore: Shinjiro
Disegni: Shinjiro
Editore: J-Pop
Pagine: 192
Prezzo: 5,90€


Taboo Tattoo è la storia di Justice Akatsuka, meglio conosciuto come Seigi, un ragazzo che all'improvviso si trova con uno strano tatuaggio sulla mano. Non si tratta però di un tatuaggio qualunque, bensì di una potente arma in grado di deformare le dimensioni spazio-temporali e provocare enormi danni.
Seigi si troverà coinvolto in cospirazioni e segreti di stato, perchè tutti sembrano volere quei tatuaggi così speciali e potenti.
Trattandosi del primo volume di una nuova serie, non è facile dare una valutazione.
La storia sembra interessante e ammetto di essere molto curiosa di vedere come verrà sviluppata nei volumi seguenti. 
Anche i disegni hanno uno stile che mi piace molto.
Come primo volume, però, a mio parere succedono troppe cose e tutte troppo velocemente. Spero che almeno alcuni punti vengano spiegati nel secondo volume.

Il mio voto è:
✰✰✰
3/5


Alla prossima!

Silvia

venerdì 5 maggio 2017

#23 Cosa penso di: Spada di vetro | recensione |

Tbr completata!
Brava Silvia! Brava!


Spada di vetro
di Victoria Aveyard.

Editore: Mondadori
Pagine: 423
Prezzo: 19,90€ (ebook 6,99€)

Trama:
Il suo sangue è rosso come quello della gente comune ma lo straordinario potere di controllare i fulmini, che nessun Argenteo possiede, rende Mare Barrow un'arma sulla quale il Palazzo vorrebbe riuscire a mettere le mani. 
Tutta la corte la considera un'eccezione, ma non appena Mare riesce a sfuggire a Maven, il principe e prima ancora l'amico che l'ha tradita, scopre una verità sconvolgente: lei non è affatto un'eccezione. Perché di giovani Rossi e Argentei ne esistono molti altri. 
Inseguita da Maven, diventato un sovrano crudele e vendicativo, Mare fa di tutto per trovare e reclutare altri guerrieri Novisangue che si uniscano alla lotta dei ribelli contro il re oppressore. Nel farlo, però, entra in un territorio molto pericoloso, dove rischia di diventare proprio come i mostri che sta cercando di sconfiggere. 
Riuscirà a sopportare il peso delle vite che dovranno essere spezzate durante la ribellione? 
O la slealtà e il tradimento subiti l'avranno indurita per sempre? 
Nel secondo romanzo di Victoria Aveyard, la lotta dell'esercito ribelle contro un mondo ingiusto, dove è considerato normale segregare le persone in base al colore del loro sangue, costringerà Mare ad affrontare il lato oscuro che piano piano si è fatto largo nel suo animo.


Ci ho messo un bel po', ma alla fine sono riuscita a terminare anche il secondo volume di questa saga, giusto in tempo per l'uscita del terzo!

Spada di vetro è il secondo volume di una saga distopico/fantasy scritta da Victoria Aveyard ed è la storia di Mare Barrow, una ragazza Rossa (ovvero appartenente alla gente comune) che però, a causa di una mutazione genetica ancora sconosciuta, scopre di avere gli stessi poteri di un Argeteo (la nobiltà, la classe dirigente, i privilegiati). Nel primo libro la vediamo costretta a fingersi un'argentea e a partecipare agli intrighi di palazzo, ma alcuni sotterfugi le si ritorceranno contro e finirà col cadere nella trappola di Maven.
Dopo essere riuscita a scampare alla morte insieme a Cal, Mare si unisce alla Guardia Rossa e comincia così il suo viaggio alla ricerca dei Novisangue come lei con l'unico desiderio di vendicarsi di Maven.


Trattandosi del secondo volume della saga, non vi posso svelare moltissimo della trama, perché finirei col farvi parecchi spoiler.
Anche in questo libro, comunque, il personaggio principale è Mare.
Come per il primo libro (la mia recensione qui), la caratterizzazione di Mare non mi è dispiaciuta. Il conflitto interiore che vive, il dubbio, la paura per sé stessa e per le persone a cui tiene, l'attaccamento a Cal e tanti altri sentimenti contrastanti, sono ben percepibili e al lettore non risulta difficile immedesimarsi nel personaggio e comprenderlo al meglio.

Per quanto riguarda una visione più generale, i personaggi sono ben strutturati.
Quelli che sono già comparsi nel volume precedente sono facilmente riconoscibili e, seppure in minima parte, hanno subito un mutamento caratteriale a tratti davvero interessante. Mentre per quanto riguarda i nuovi personaggi, personalmente, faccio ancora fatica ad identificarli bene, forse perché i Novisangue sono davvero molti ed entrano in scena tutti nel giro di pochi capitoli.
A mio parere, per quanto i protagonisti principali si possano contare sulle dita di una mano e non sia poi così difficile seguire i loro mutamenti nel corso della vicenda, non si può dire lo stesso dei personaggi secondari che sono decisamente troppi o forse presentati in maniera troppo sbrigativa, generando quindi confusione nel lettore.
Per quanto mi riguarda, sono riuscita ad identificarne al meglio sì e no un paio...

Un tratto interessante, ad ogni modo, restano i legami che si creano (e si spezzano) tra i personaggi, le loro interazioni e il loro modo di reagire agli eventi.
La Aveyard affronta molto bene i conflitti interiore di ogni personaggio. Nonostante l'intera vicenda sia narrata in prima persona da Mare, riusciamo comunque ad avere un quadro pressoché completo della psicologia dei vari personaggi.
Ovviamente, alcuni dubbi sono inevitabili, la stessa Mare precisa più volte di non potersi fidare di nessuno, nemmeno della sua famiglia.

Prima di passare ad altro, vorrei sprecare due parole per quello che è il mio personaggio preferito: Maven!
Lo so, è strano provare simpatia per il cattivo della situazione, ma trovo che Maven sia quello che si può definire un personaggio completo ed interessante. Di certo non può che riservare grandi sorprese!

Passando alle ambientazioni, posso dire che le descrizioni, così come è stato per il primo volume, risultano sempre dettagliate e ben fatte.
La resa dei luoghi è precisa e consente al lettore di focalizzare al meglio la scena.
Anche le scene più crude, sono rese in maniera impeccabile, in modo da rendere la drammaticità del momento, senza però urtare la sensibilità del lettore.
Allo stesso modo, le emozioni dei personaggi, pur tenendo conto del limite della prima persona, sono percepibili in maniera netta (soprattutto quelle di Mare, per ovvi motivi).

Lo stile della Aveyard non mi dispiace, anche se, in questo caso, non posso dire di apprezzare la prima persona come era stato per il primo volume. Avrei trovato davvero interessante l'alternarsi di più punti di vista, in modo da permettere al lettore di comprendere al meglio anche altri personaggi e chiarire alcune situazioni che restano fin troppo intricate e oscure.
Questo secondo libro, per quanto sia da apprezzare lo sviluppo della vicenda, risulta più lento e a tratti anche un po' noioso. La mia è stata una lettura che io definirei "a scatti", perché ho alternato momenti in cui era molto veloce ad altri in cui era molto lenta.
Vi posso assicurare che non mancano i colpi di scena, ma purtroppo si concentrano principalmente nella parte finale del libro.
In tal proposito vi do un consiglio: non affezionatevi troppo ai personaggi...in questo libro muore un sacco di gente!
Soprattutto la morte di due personaggi mi è dispiaciuta molto, ma non posso dirvi di più perché se no vi rovino la lettura.

Nonostante questo, sono davvero curiosa di scoprire cosa accadrà nel terzo volume della saga, perché si prospettano risvolti molto interessanti!

Mi sento di consigliare questo libro a chi ha letto il primo volume e lo ha apprezzato, perché nonostante la lentezza di certi capitoli, è assolutamente necessario alla comprensione della trama totalitaria della saga.
Se Regina Rossa non vi è piaciuto, forse non sarà questo secondo volume a permettervi di dare una seconda possibilità alla saga.
Insomma, consigliato ma con qualche perplessità.

Il mio voto è:
✰✰✰✰ meno
4-/5

Alla prossima!

Silvia

giovedì 4 maggio 2017

#22 Cosa penso di: Il dominio del fuoco | recensione |

Lettura numero cinque!
Completerò la tbr questo mese? Lo scopriremo nelle prossime puntate...

IMPORTANTE: anche questa volta Blogger ha deciso di non collaborare nel posizionamento delle immagini. La recensione, purtroppo non è impostata bene come vorrei, ma per il momento devo lasciarla così...
Prometto che la sistemerò appena Blogger me lo lascerà fare.



Il dominio del fuoco
di Sabaa Tahir.

Editore: Nord
Pagine: 422
Prezzo: 16,90€ (ebook 8,99€)

Trama:
C'è stato un tempo in cui la sua terra era ricca di arte e di cultura. 
Laia non può ricordarsene, eppure ha sentito spesso i racconti su come fosse la vita prima che l'Impero trasformasse il mondo in un luogo grigio e dominato dalla tirannia, dove la scrittura è proibita e in cui una parola di troppo può significare la morte. Laia lo sa fin troppo bene, perché i suoi genitori sono caduti vittima di quel regime oppressivo. Da allora, lei ha imparato a tenere segreto l'amore per i libri, a non protestare, a non lamentarsi. Ma la sua esistenza cambia quando suo fratello Darin viene arrestato con l'accusa di tradimento. Per lui, Laia è disposta a tutto, anche a chiedere aiuto ai ribelli, che le propongono un accordo molto pericoloso: libereranno Darin, se lei diventerà una spia infiltrata nell'Accademia, la scuola in cui vengono formati i guerrieri dell'Impero... 
Da quattordici anni, Elias non conosce una realtà diversa da quella dell'Accademia. Quattordici anni di addestramento durissimo, durante i quali si è distinto per forza, coraggio e abilità. Elias è la promessa su cui l'Impero ripone le proprie speranze. Tuttavia, più aumenta la fiducia degli ufficiali nei suoi confronti, più lui vacilla, divorato dai dubbi. Vuole davvero diventare l'ingranaggio di un meccanismo spietato e senza scrupoli? Il giorno in cui conoscerà Laia, Elias troverà la risposta. E il suo destino sarà segnato.


Finalmente, dopo secoli, anche io ho letto Il dominio del fuoco!
Un applauso per me!

Il dominio del fuoco, romanzo d'esordio di Sabaa Tahir e primo di una saga distopico/fantasy, racconta la storia di Laia ed Elias.
Laia fa parte dei dotti, sottomessi alla legge marziale e costretti a vivere in condizioni precarie. Quando il fratello Darin viene catturato dalle guardie dell'Impero, Laia è costretta a scappare con l'intento di trovare aiuto per poterlo salvare. Durante la fuga, la giovane si imbatte nei ribelli della Resistenza, un gruppo di dotti che ha deciso di ribellarsi all'impero. La resistenza promette a Laia che salverà Darin, ma lei in cambio dovrà infiltrarsi nell'impero a servizio della Comandante.
Elias, invece è una Maschera, una delle guardie dell'Impero, da quattordici anni costretto a vivere in Accademia tra duri allenamenti e il fiato sul collo della Comandante
Elias sta progettando di disertare, fuggire per sempre dall'Accademia e trovare la libertà.
Il piano della giovane Maschera viene però stravolto dalla morte dell'Imperatore. Elias, infatti, è uno delle quattro maschere che, durante la Selezione (quattro prove durissime e mortali) si potrà aggiudicare la guida dell'impero.
Tra profezie, sotterfugi e macchinazioni, in un mondo che si rifà all'Antico Impero Romano, Laia ed Elias dovranno decidere se seguire il destino che altri sembrano aver scritto per loro o cercare la libertà.

Protagonisti principali di questo romanzo sono Elias e Laia, due ragazzi di estrazione sociale
completamente diversa che si scontrano nel momento più critico della vicenda.
Ho apprezzato moltissimo questi due personaggi, li ho trovati entrambi ben caratterizzati e con un'ottima struttura.
Laia è una ragazza di diciassette anni, inizialmente un po' sempliciotta e paurosa che si affida completamente alla sua famiglia, composta dai nonni e dal fratello Darin. Nel corso della vicenda, proprio perchè si trova a dover affrontare da sola non poche difficoltà, Laia subisce un vero e proprio mutamento.
Al termine della vicenda, Laia è una vera e propria spia, una ragazza forte, decisa e coraggiosa che ha come unico scopo quello di salvare le persone a cui tiene di più.
Elias, invece, è una giovane Maschera di vent'anni. Abbandonato da sua madre poco dopo la nascita, ha vissuto tra i dotti fino ai sei anni, quando il nonno lo porta in accademia.
Elias ha un carattere forte, duro, a volte spietato, è un vero e proprio soldato dell'Impero, ma dentro di lui è costantemente in atto un conflitto. Nonostante sia un ottimo soldato, Elias non si sente più in grado di accettare le regole ferree e crudeli dell'Accademia.

Entrambi i protagonisti, nel corso della vicenda, vengono messi davanti a prove di vario genere ( e non solo perché Elias partecipa alla Selezione) e ne usciranno forgiati nel carattere ed inevitabilmente cambiati.
Ho apprezzato moltissimo questo tratto dei personaggi, perchè il cambiamento si percepisce in maniera chiara e per il lettore è più facile identificarsi in questo genere di personaggi.

Da un punto di vista più generale, anche i personaggi secondari hanno un'ottima caratterizzazione. Ho apprezzato molto il personaggio di Schiava (Izzi) e Cuoca, mentre ho provato antipatia fin da subito per Helene, nonostante io sia consapevole che il suo atteggiamento è dovuto al dover sopravvivere in Accademia, unica donna tra soli uomini. Da un punto di vista delle ambientazioni, Sabaa Tahir è stata in grado di creare un mondo davvero interessante!L'ispirazione all'Antica Roma è evidente e ben riconoscibile, soprattutto per la struttura dell'Accademia e della società. Le descrizioni dei luoghi in cui si svolge la vicenda arrivano al lettore tramite gli occhi di Laia ed Elias, ma non per questo perdono di accuratezza e dettagli. Ogni luogo viene presentato in maniera ottima, permettendo al lettore di visualizzarlo al meglio durante la lettura. Così come i personaggi ci vengono descritti in maniera impeccabile, sia nell'aspetto fisico che negli abiti e negli atteggiamenti. Come vi dicevo, tutto ci viene raccontato attraverso gli occhi di Laia ed Elias, infatti i loro due punti di vista si alternano per l'intero libro, al ritmo di un capitolo a testa. Molto spesso, lo stesso fatto ci viene narrato sia dal punto di vista della giovane schiava, sia da quello della Maschera e questo permette al lettore di avere un quadro decisamente completo della situazione.
Come già vi ho detto in una recensione precedente, la narrazione in prima persona non è tra le mie preferite. In questo caso però, sarà perchè si alternano due punti di vista decisamente opposti, l'ho apprezzata moltissimo!

Lo stile di Sabaa Tahir mi ha colpito moltissimo! 
La sua è una scrittura semplice ma accattivante che, dopo un inizio un po' in sordina, è in grado di catturare il lettore fino all'ultima pagina.
Personalmente ho fatto fatica a staccare gli occhi dal libro, perchè ad ogni capitolo volevo scoprire cosa sarebbe accaduto in quello seguente. La mia è stata una lettura abbastanza scorrevole e veloce, la vicenda mi ha appassionato moltissimo e ho trovato l'intero romanzo davvero ben strutturato.
Sono davvero curiosa di scoprire cosa accadrà a Laia ed Elias, perchè il finale del primo libro lascia decisamente troppe cose in sospeso.
Unico difetto, a mio parere, di questo romanzo, è l'inizio un po' lento. La vicenda impiega qualche capitolo ad entrare nel vivo e questo rallenta un po' la lettura.
Comunque, mi sento di consigliare questo libro a tutti gli amanti del genere!

Trattandosi del primo volume di una saga non mi sento di dare il giudizio pieno, perché sono certa che il secondo volume, viste le premesse del primo, non potrà che essere migliore.

Il mio voto è
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5

Alla prossima!

Silvia

mercoledì 3 maggio 2017

#21 Cosa penso di: Sette minuti dopo la mezzanotte | recensione |

Quarta lettura del mese!
Dai che ce la faccio a mettermi in pari!

IMPORTANTE: Quando ho scritto questa recensione, Blogger era poco collaborativo e lo è anche ora, quindi ho tentato invano di modificarla. Ci riproverò il prima possibile, nel frattempo è un po' così...




Sette minuti dopo la mezzanotte
di Patrick Ness e Siobhan Dowd.

Editore: Mondadori
Pagine: 224
Prezzo: 10,00€ (ebook 6,99€)

Trama:
Il mostro si presenta a Connor sette minuti dopo la mezzanotte. 
Puntuale.
Ma non è il mostro che Connor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta di notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche.
Questo mostro è diverso.
E' un albero.
Antico come una storia perduta.
Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Connor la cosa più pericolosa di tutte.
La verità.




Comincio subito col dire che, quando ho ordinato questo libro su Amazon, non ero sicura che fosse la versione illustrata da Jim Kay. La copertina del mio libro, infatti, non è esattamente quella che vedete qui sopra e non si leggeva nulla a riguardo.
Inutile dire che sono stata davvero molto felice quando ho visto le illustrazioni. Nella versione in brossura di certo non rendono al massimo, ma sono stupende.
Jim Kay, per chi non lo sapesse, è lo stesso che ha illustrato Harry Potter, se conoscete questa versione delle avventure del famoso maghetto, sono certa che avrete già un'idea di quello che è lo stile di questo artista. 
Personalmente, l'ho trovato assolutamente perfetto per questa storia!

Sette minuti dopo la mezzanotte, è la storia di Connor, un ragazzino inglese di dodici anni che vive con la madre malata e, ogni notte, è costretto a rivivere lo stesso terribile incubo. Una notte, però, sette minuti dopo la mezzanotte, invece del solito incubo, Connor riceve la visita di un mostro che sembra un albero e che gli comunica di dovergli raccontare tre storie, perchè poi sarà lo stesso Connor a raccontargli la quarta. Connor non capisce cosa il mostro voglia da lui, ma decide di ascoltare le sue storie convinto che il mostro sia venuto per aiutare sua madre.
Sette minuti dopo la mezzanotte, nasce da un'idea di Siobhan Dowd, nota scrittrice per ragazzi, e viene portata avanti da Patrick Ness a cui viene dato il compito di terminare il libro per la pubblicazione. Questo succede perchè, durante la stesura del romanzo, Siobhan Dowd muore a causa del cancro. La conclusione del libro e il compito di pubblicarlo, viene dato a Patrick Ness il quale, senza dubbio fa un ottimo lavoro, dedicando anche il romanzo a Siobhan.

Protagonista principale della vicenda è Connor, un ragazzino di dodici anni che si trova a dover affrontare da solo la malattia della madre. I genitori di Connor infatti sono separati e il padre vive in America con la nuova compagna, l'unica che, nonostante i rapporti contrastanti, può aiutare Connor è la nonna materna, una donna in carriera dal carattere forte e autoritario. Altro protagonista è il mostro, che prende le sembianze di un albero umanoide (per la precisione un tasso) e si reca da Connor sempre sette minuti dopo la mezzanotte. Devo dire che ho apprezzato molto questi due personaggi principali, ho trovato entrambi ben caratterizzati ed interessanti. Non è facile dare un giudizio sugli altri personaggi perchè vengono tratteggiati in maniera meno definita. Anche in questo caso la caratterizzazione è buona, ma l'attenzione del lettore è necessario che ruoti attorno a Connor e al tasso, quindi gli altri personaggi appaiono più sfumati.
Un'altra cosa che ho apprezzato, a riguardo dei personaggi, sono i legami e le interazioni che si creano, sia in positivo che in negativo. Si tratta di legami forti che catturano il lettore e lo fanno immedesimare nei personaggi.

Personalmente ho trovato che, piuttosto che alle descrizioni, si sia cercato di dare più spazio alle emozioni, ai sentimenti e ai messaggi importanti che questo romanzo vuole trasmettere.
Non per questo, comunque, le ambientazioni o le descrizioni risultano meno curate. 
Ho apprezzato moltissimo lo stile di Patrick Ness nel tratteggiare i personaggi e i luoghi in cui questi si muovono, senza però permettere loro di prevalere sulle sensazioni che i personaggi stessi provano.

Come vi dicevo, questo romanzo è carico di messaggi molto importanti, indirizzati come linguaggio ad un pubblico giovane (all'incirca dell'età del protagonista), ma che possono colpire anche chi è un po' più grandicello.
Il cancro, dal punto di vista del malato ma anche da quello della famiglia, resta nel corso del romanzo l'argomento principale attorno al quale si snodano diversi spunti di riflessione.
Si parla, ad esempio, dell'importanza delle storie, del messaggio che ognuna di essa nasconde e che ognuno di noi ha il compito di interpretare.
Si parla anche di bullismo, argomento più che mai attuale; si parla di famiglia allargata, di rapporti famigliare difficili e di accettazione della morte.

Nonostante il protagonista sia un ragazzino e i temi ci vengano presentati sempre attraverso i suoi occhi, anche per chi è adulto non è difficile immedesimarsi e farsi trasportare all'interno della narrazione. Come è inevitabile ritrovarsi a meditare sugli spunti che ci vengono proposti.

In generale il libro mi è piaciuto molto!
Pur essendo un libro per ragazzi, non ha nulla da invidiare ad altri romanzi per adulti che trattano gli stessi temi. 
La mia è stata una lettura veloce, scorrevole, emozionante e carica di spunti di riflessione. Nonostante questo, però, forse anche a causa della differenza d'età, non sono riuscita ad entrare al 100% in sintonia con Connor e, non avendo mai vissuto personalmente una situazione simile alla sua, ho potuto "comprendere" fino ad un certo punto l'intera vicenda.
Senza dubbio consiglio il libro, non solo ai più giovani ma anche agli adulti.

Il mio voto è
✰✰✰✰ e mezzo
4,5/5

Alla prossima!

Silvia




mercoledì 26 aprile 2017

#20 Cosa penso di: L'ultimo giorno di un condannato a morte | recensione |

Lettura numero tre di aprile, nonchè libro scelto la sfida di lettura di Le parole segrete.
Il tema era: un classico scritto da un uomo.






L'ultimo giorno di un condannato a morte
di Victor Hugo.

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 127
Prezzo: 1,90€ 

Trama:
Un uomo sta per essere privato del suo unico bene, della sua stessa vita.
Nella sua mente incredula e atterrita si consuma lenta e inesorabile l'attesa, scandita dal ritmo ossessivo, martellante degli ultimi pensieri.
L'angoscia cresce, di minuti in minuto, e la conoscenza della colpa si infrange di fronte all'oscenità abominevole della folla che pretende, urlante, il suo spettacolo capitale.
E' con questa sorta di lucidissima e appassionata perorazione letterario a favore dell'abolizione della pena di morte, pubblicata nell'ultimo anno della monarchia dei Borbone, che Victor Hugo, all'età di ventisette anni, prese posizione in difesa dei diritti inalienabili dell'uomo e innanzitutto di quello alla vita.

Come già sapete, perché credo proprio di avervelo già detto, i classici non sono esattamente uno dei miei generi preferiti. Ammetto che è davvero difficile per me trovarne uno che mi piaccia particolarmente, senza contare che nei confronti del signor Hugo parto un pochino prevenuta.
Anni fa, presa da una fissa per i classici, ho cominciato "Notre Dame de Paris" e ammetto di non essere nemmeno riuscita a superare il terzo capitolo.
Lo so, lo so, non giudicatemi...sono certa che prima o poi riuscirò a finirlo, devo solo trovare il momento giusto.

Ma bando alle ciance!
L'ultimo giorno di un condannato a morte, lo dice già il titolo, racconta gli ultimi giorni di vita di un condannato a morte.
Non aggiungo molto sulla trama perchè il libro è molto breve e non voglio rischiare di rovinarvi la lettura.
L'intera vicenda si svolge nella Francia ottocentesca e comprende un arco di tempo di circa sei settimane. Tutto ciò che accade ci viene raccontato direttamente dal condannato, in prima persona, quasi come un diario dove l'uomo raccoglie i suoi ultimi pensieri e ricordi.
Tra le pagine di questo breve romanzo, possiamo trovare uno spaccato molto interessante sulle carceri francesi del 1800, più precisamente qui si parla del carcere di Bicêtre.
Ma quello che ci troviamo a leggere, non è solo un lascito del condannato o una raccolta di informazioni sulle carceri francesi, è principalmente un espediente dell'autore per muovere una forte critica alla pena di morte e alla monarchia.

Non è facile parlarvi della caratterizzazione dei personaggi, dato che l'unico protagonista è il condannato e che tutto ci viene mostrato tramite lui.
Vi posso dire, però, che le emozioni dell'uomo sono descritte in maniera intensa e quasi straziante.
L'oppressione della cella, il terrore per il proprio destino e per quello dei sui cari, l'attenzione per gli atteggiamenti delle guardie verso i compagni di prigionia e tanto altro... Ogni cosa è resa così bene che il lettore non può non sentirsi coinvolto.
Anche se il libro è molto corto, lo spazio dedicato alle descrizioni non manca, quindi non è difficile farsi un'idea piuttosto chiara e dettagliata dell'ambiente in cui si svolge l'intera storia.

Un particolare molto interessante è la prefazione, o meglio la seconda prefazione.
Infatti, dopo la prefazione canonica,i n cui l'autore ci parla del libro e ci spiega le motivazioni che l'hanno spinto a scriverlo, troviamo una seconda prefazione scritta sotto forma di dialogo, quasi come fosse un copione teatrale.
Si trattano di poche pagine in cui alcuni personaggi si trovano a discutere de L'ultimo giorno di un condannato a morte a breve distanza dalla sua prima uscita. Il libro viene definito come un insulto, non solo alla monarchia ma anche alla letteratura. Insomma, viene brutalmente criticato sotto ogni punto di vista.
Questo breve paragrafo è stato davvero molto interessante, perchè denota come l'autore stesso fosse consapevole dello scandalo che la sua opera avrebbe provocato.

In conclusione, nonostante sia stato un romanzo molto interessante e, a tratti, anche coinvolgente, ho trovato non poche difficoltà nella lettura che si è rivelata lentissima e faticosa. Il che è quasi assurdo se si pensa al numero esiguo delle pagine di questo libro.
Purtroppo l'interesse per l'argomento non ha superato quel grande scoglio che è lo stile di scrittura di Hugo, con il quale, a quanto sembra, non riesco a trovare un punto d'incontro.
Ho trovato lo stile davvero pesante, lento e un po' noioso.
Mi dispiace dirlo, perchè avevo aspettative abbastanza alte per questo romanzo e ne sono rimasta un po' delusa.

Diciamo che, se questo genere letterario vi piace, se avete amato Notre Dame de Paris, se i classici francesi sono i vostri preferiti...beh...questo è il libro che fa per voi.
Non dico che per tutti gli altri sia un romanzo sconsigliato, anzi, io sono per il provare tutto finché non si trova quello che fa per noi, quindi: buttatevi.
Sono sicura che a molti di voi potrebbe piacere molto più che a me.

Al di là delle critiche e del mio rapporto con Hugo, vi dirò che questo classico non è uno dei peggiori che ho letto.


Il mio voto è:
✰✰✰✰ meno
4-/5


Alla prossima!

Silvia