mercoledì 30 settembre 2026

MATE di Ali Hazelwood |recensione|

Buongiorno mie piccole volpi!
Eccomi qui con un nuovo articolo.
Anche oggi, parliamo di libri!


Benvenuti nella recensione della mia terza lettura di maggio! 
Oltre che alla seconda, ed ultima, recensione di recupero!
Quando lo scorso anno (più o meno in questo periodo, oltretutto) ho letto BRIDE, ne sono rimasta piacevolmente colpita, quindi non vi sarà difficile farvi un'idea di quanto poco ho impiegato a mettere MATE, in wishlist!
Ovviamente, molto molto poco - non avevate dubbi, lo so - ma non posso dire lo stesso per quanto riguarda l'acquisto, che è stato una sorta di autoregalo per il compleanno! 
Ed ora, eccomi qui, pronta a parlarvene! 
Quindi, direi che posso lasciarvi all’articolo!

MATE

Mate
di Ali Hazelwood

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 432
Prezzo: 18,90€ (ebook 12,99€)
Pubblicazione: 7 ottobre 2025
Link acquisto: cartaceo/ebook

Trama:
Serena Paris è sola, senza branco e diversa da chiunque altro. Nata dall'unione proibita tra un Umano e un Lupo, la sua esistenza avrebbe dovuto rappresentare un ponte tra le specie, un simbolo di riconciliazione dopo anni di conflitti. Ma il mondo non è pronto per ciò che rappresenta. Serena ha riacceso le tensioni: ora tutti la vogliono usare o uccidere. Vampiri, Umani e Lupi bramano il controllo su di lei, e le loro trame si stringono come una rete sempre più fitta. Con il passato che minaccia di riaffiorare e nuovi nemici all'orizzonte, Serena ha un'unica possibilità: rifugiarsi da Koen Alexander, Alfa del branco del Nord-ovest, l'unico abbastanza potente da proteggerla... e l'unico che non ha mai smesso di vederla per chi è davvero. Koen non è disposto a perderla. Non importa se Serena non ricambia i suoi sentimenti, o se ha tentato di allontanarsi da lui. Finché respira, lui sarà il muro tra lei e il mondo. Ma i Vampiri e i Lupi assetati di potere non sono gli unici pericoli che incombono sulla vita di Serena. Prima o poi, il suo passato finirà per raggiungerla, e quando accadrà Koen potrebbe essere il solo in grado di salvarla... anche da sé stessa.

La mia recensione del volume precedente:

Dopo due mesi - o quasi - che, arrancando tra caldo e lavoro, cerco di completare questa lettura, alla fine ce l’ho fatta, credetemi, non ci speravo più ma, alla fine, eccomi qui pronta a parlarvi di MATE, quindi bando alle ciance e cominciamo.

MATE è, in un certo senso, sia il seguito che lo spin off di BRIDE (di cui vi ho parlato lo scorso anno) dato che, sì, i fatti narrati sono successivi, ma rappresentano comunque un diverso filone narrativo.
MATE ci racconta la storia di Serena, migliore amica di Misery, che ha da poco scoperto di essere un ibrido tra umano e lupo, e Koen, alpha del branco del Nord-Ovest, che trova in Serena la sua compagna, proprio nel momento in cui sarebbe stato meglio non trovarla.
Koen, in quanto alpha, infatti ha fatto una sorta di voto, che gli impedisce di crearsi una famiglia, in favore del bene del branco.
Serena poi, come vi dicevo, è un ibrido, costretta a “nascondersi” perché, alle sue calcagna, non ci sono solo i vampiri che vogliono eliminarla, ma anche una setta di lupi e umani che sembrerebbe strettamente collegata al suo passato, quello di cui la giovane ha solo dei ricordi sconnessi e frammentari. Koen decide di prendere Serena in custodia per proteggerla, scoprendo che la giovane sembra essere affetta da una sorta di morbo che colpisce i lupi e che potrebbe lasciarle ancora poco da vivere, ma questo complica ancora di più la situazione, non solo tra la giovane e l’alpha, ma anche in generale.

Qui, però, io mi fermo perché, esattamente come in BRIDE, anche in MATE c’è molto di più nascosto tra le pieghe della trama e non si tratta solo di un romantasy con licantropi, vampiri e quant’altro.
Nonostante possa sembrare una storia semplice, in realtà si fa sempre più in intricata mano a mano che si procede con la lettura, non concentrandosi, ancora una volta, solo sull’aspetto romantico e/o la relazione tra i protagonisti, ma tirando in ballo anche molto altro.
Non mancano, anche questa volta, gli elementi di mistery, che risultano davvero coinvolgenti ed interessanti, dando vita ad una buona commistione di generi.

La componente fantastica assume, ancor una volta, una connotazione molto più biologico/scientifica, ampliando il concetto di vampiri, lupi e ibridi come mutazione genetica e non come creatura fantastica/mitologica.
Questo è un espediente narrativo davvero interessante che, anche in MATE, ha catturato la mia attenzione, perché risulta sempre ben reso e comprensibile, nonostante l’uso di termini più specifici e tecnici. A mio parere, si nota il lavoro alla base del romanzo e la scelta dell’autrice di non scrivere il solito romantasy spicy privo di spessore.

MATE infatti, tratta tematiche davvero importanti e di grande attualità, trasportandole in un contesto più urban fantasy, rendendole fruibili anche da un pubblico più ampio, e lo si fa sempre con grande attenzione all’aspetto psicologico ed emotivo, con delicatezza e cura, ma senza mai banalizzare gli argomenti e, anzi, rendendoli più comprensibili al lettore fornendogli anche degli spunti di riflessione.
Si parla, infatti, di ricerca di sé e del proprio passato, di scoperta e accettazione non solo di sé stessi e della propria natura, ma anche delle proprie capacità, di responsabilità, di obblighi, di regole da rispettare anche quando non si vorrebbe, di sentimenti difficili da comprendere e che si vorrebbero nascondere e/o reprimere. Ma si parla anche di amicizia e di famiglia, così come del concetto di branco e di appartenenza ad esso, oltre che di manipolazione, di sette e tanto altro.

Passando i personaggi, anche questa volta ho molto apprezzato la caratterizzazione generale.
Come vi dicevo, non ci troviamo davanti al classico romantasy ricco di stereotipi e cliché: per quanto siano mantenute molte delle caratteristiche fantastiche tipiche delle creature coinvolte, si mette sempre in luce l’aspetto umano dei protagonisti, con cui è molto facile empatizzare.

Protagonisti principali sono Serena e Koen: lei una giovane che scopre di essere un ibrido, convinta di avere poco da vivere, che affronta tutto con un discreto quantitativo di ironia (a volte un po’ macabra) e sarcasmo; lui il giovane alpha del Nord-Ovest, pilastro del branco che guida abilmente con la giusta dose di forza, risultando, nonostante il carattere scontroso e burbero, un punto di riferimento per i suoi lupi.
Nonostante la breve apparizione, entrambi mi avevano molto colpito già durante la lettura di BRIDE e poterne leggere di più mi ha fatto molto piacere.

Attorno a loro poi, come credo sia ovvio, ruotano diverse figure secondarie che svolgono però, perlopiù, un ruolo fondamentale ai fini della vicenda e , pur restando sullo sfondo, anche queste figure sono ben analizzate e sempre facilmente identificabili.

Anche i legami risultano ben resi e si sviluppano in maniera naturale e realistica, ovviamente sempre in relazione all’aspetto fantastico.
Ho molto apprezzato come si è deciso di gestire e sviluppare la relazione tra Serena e Koen, che ha, come tutte le relazioni, alti e bassi, momenti di incomprensione e di scontro, mettendo quindi in evidenza le luci e le ombre di questo rapporto così particolare.

Prima di BRIDE, come vi dicevo già all’epoca, non conoscevo Ali Hazelwood, pur avendo alcuni dei suoi libri in libreria Kobo, il suo stile però, mi ha davvero colpito e confermo quanto ho detto nella recensione dello scorso anno: la sua è una scrittura davvero ben curata.
Il suo è uno stile diretto e semplice, è vero, ma anche molto ben articolato; ci sono diverse parole complesse e non pochi termini tecnici e specifici, ma non ci si sente mai in difficoltà nella comprensione degli argomenti trattati.
Le descrizioni sono buone e mai ingombranti o troppo lunghe, salvo quando la situazione lo necessita; mentre i dialoghi si riconfermano la mia parte preferita: frizzanti, divertenti, coinvolgenti, ma anche molto emozionanti.
Ne deriva un ottimo ritmo narrativo, in grado di coinvolgere il lettore dall’inizio alla fine.

Sapete che non amo la narrazione in prima persona con un unico POV, ma in questo caso non abbiamo assolutamente bisogno di altri punti di vista, perché sono i fatti a parlare e a portare il lettore a capire.

Ed ora, per concludere, vediamo il solito…
Angolino dello Spicy.
MATE, trattando anche il tema del “calore” o estro (a voler essere più tecnici) è decisamente spicy, ma non lo è mai in maniera volgare e, anche qui vi dirò che, viste certe premesse, mi aspettavo molto di “peggio”: non ci troviamo mai davanti a scene eccessivamente spinte e/o decontestualizzate, ogni momento è adeguatamente inserito nella trama e ha il suo significato, con una particolare attenzione ai sentimenti e alle emozioni, anche quando le descrizioni risultano piuttosto esplicite.

Quindi, per concludere, sono contenta di aver letto anche MATE, di aver conosciuto la storia di Serena e Koen, ma soprattutto di aver scoperto una nuova autrice di romantasy non convenzionali e, soprattutto, scritti bene (che di questi tempi…).

Se cercate un romantasy che non è il solito romantasy, scritto bene e con personaggi umani in cui è facile immedesimarsi, in grado di divertire ed emozionare, oltre che di trattare al meglio tematiche delicate e di attualità, direi che MATE potrebbe fare al caso vostro.


Il mio voto è:
4/5

A presto!

Silvia 

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