Benvenuti nella recensione della mia prima lettura di settembre!
Avevo iniziato BURN IN YOUR ARMS ad agosto, ma poi il caldo e il lavoro mi hanno tolto ogni capacità cognitiva e ho dovuto sospendere la lettura.
Non essendo colpa del libro, però, mi sono un po’ impuntata e, con un clima più favorevole, ai primi di settembre mi sono messa d’impegno e, vi anticipo già che, questa volta, ci ho messo solo tre giorni a leggerlo!
*Ve l’ho detto che non era colpa del libro*
Ed ora, eccomi qui, pronta a parlarvene!
Quindi, direi che posso lasciarvi all’articolo!
BURN IN YOUR ARMS
Burn in your arms
di Federica Porfirio
Editore: Self
Pagine: 364
Prezzo: 15,50€ (ebook 6,99€ - kindle unlimited)
Pubblicazione: 23 giugno 2026
Link acquisto: cartaceo/ebook
Trama:
Quando una misteriosa malattia e un sogno preannunciano la caduta del regno di Ashkar, il giovane cavaliere Izya Miryan riceve un incarico che non avrebbe mai voluto: scortare il re Batsu Kasugohr, suo vecchio amico e la ferita più bruciante del suo passato.
Per salvare il regno, i due intraprendono una pericolosa missione alla ricerca di una pietra leggendaria tra le terre inesplorate. Il viaggio li costringe a confrontarsi con antichi sentimenti, desideri mai confessati e la verità nascosta dietro il male che sta consumando Ashkar.
Ma il nemico più difficile da affrontare è dentro di loro: l’amore represso, i silenzi mai sciolti, e il peso del dovere.
Il mondo sta per cambiare. E loro, insieme, potrebbero bruciare.
Quando Izya, allenato dall’amico Rokisho, partecipa alle selezioni a corte riuscendo a diventare cavaliere, scopre che Batsu è stato promesso in matrimonio alla principessa Elyra di Lysveria, per garantire l’unione dei regni, e questo un po’ lo turba.
Ma ancora di più lo turbano le voci nella sua testa che preannunciano la caduta del regno di Ashkar.
Una strana malattia, che fa cadere tutti in un sonno profondo, serpeggia tra le strade del Regno e ha colpito anche il precedente Re (il padre di Batsu).
Quando anche Yato, che ha cresciuto Izya come un figlio, e Rokisho vengono colpiti dalla malattia, Izya si convince che le voci nella sua testa e gli strani sogni dell’ultimo periodo, possono essere collegati e si reca al castello per parlare con Batsu.
Sotto consiglio (o forse sarebbe meglio dire obbligo) della precedente Regina, Izya e Batsu partono alla ricerca della Pietra di Vyra, nelle terre di Morgvel.
I due partono da soli per questa missione che, non solo servirà a salvare il Regno, ma forse anche a recuperare il loro rapporto, perché nel loro allontanamento si cela molto di più di una differenza sociale.
Come la maggior parte dei fantasy, anche BURN IN YOUR ARMS parte un po’ in sordina, con i primi capitoli fatti più per spiegare il contesto e introdurre il mondo in cui è ambientato, che per muovere le vicende. Ma una volta “superato lo scoglio” (passatemi il termine) la storia entra nel vivo e non si riesce più a smettere!
La trama si fa ricca di colpi di scena e di piccoli e grandi stravolgimenti inaspettati, che catturano e coinvolgono il lettore, trasportandolo al centro della vicenda.
Oltre alla componente fantastica, però, in BURN IN YOUR ARMS è importante anche quella romantica, o forse sarebbe meglio dire emozionale, dato che il focus non è esclusivamente sulla storia d’amore, ma i sentimenti coinvolti sono tra i più svariati.
La componente romance e quella fantasy, sono strettamente collegate e concatenate fino alla fine, quindi preferisco non entrare troppo nel dettaglio, per non rischiare di svelarvi più del necessario.
Vi posso dire però, che ho molto apprezzato proprio come sono stati legati i due generi, rendendoli essenziali l’uno per l’altro, dando anche la possibilità all’autrice di spaziare con gli argomenti trattati.
In BURN IN YOUR ARMS, infatti, oltre ai classici temi legati al fantasy, ovvero l’eterna lotta tra il bene e il male, il regno da salvare e l’aspetto magico, si trattano non poche tematiche interessanti.
Si parla di abbandono e malattia, di scelte difficili, dell’impossibilità - spesso - di scegliere e del doversi attenere a ciò che la vita (o forse il destino) ha già deciso per noi; o ancora dell’impossibilità di amare chi vorremmo, del desiderio di andare oltre le convenzioni, dei pregiudizi e dei preconcetti che ne derivano; oltre che della scoperta di sé stessi, della presa di consapevolezza dei propri sentimenti e della realizzazione dei propri sogni.
Ognuna di queste tematiche è trattata in maniera semplice (in senso positivo) ma mai banale, non si cade mai nel cliché, come spesso - purtroppo - accade nel romance si M/M, e c’è sempre molta attenzione sia all’aspetto emotivo che è quello psicologico.
Sapete che raramente mi soffermo sui trope, perché sono boomer inside e ho delle serie difficoltà a identificarli (esclusi i soliti quattro o cinque) ma questa volta ci sono tutti i miei preferiti, quindi non posso esimermi - concedetemelo.
Intanto BURN IN YOUR ARMS è uno slow burn e io già mi potrei fermare qui, perché lo sapete che non sopporto l’insta love nel romance, figuriamoci nel fantasy! Ma qui, lo slow burn si mescola al forbidden love, all'angst e alla forced proximity che, diciamocelo, ci sta sempre bene!
Dal lettrice poco avvezza ai trope, vi dirò che qui ne ho molto apprezzato la scelta e li ho trovati anche molto ben legati tra loro: soprattutto lo slow burn, che è davvero slow, perché questi due ce la fanno proprio sudare la presa di consapevolezza dei rispettivi sentimenti, ma poi, quando finalmente lo capiscono… beh, le cose cambiano, credetemi!
Ma torniamo a noi e alla recensione seria!
Passando ai personaggi, come vi dicevo, protagonisti principali sono Izya e Batsu: amici d'infanzia che si sono allontanati perché appartenenti a classi sociali totalmente agli opposti. I due non potrebbero essere più diversi anche dal punto di vista caratteriale e forse, è proprio per questo che funzionano così bene, nonostante gli attriti, i contrasti e le incomprensioni.
È evidente fin da subito come, nonostante le diversità, i due si incastrino alla perfezione, quasi contro la loro volontà!
Attorno a loro, poi, ruotano diverse figure, più o meno secondarie ma, a loro volta, di una certa importanza, non solo nelle vicende personali dei protagonisti, ma anche nella stessa trama di base.
Tra questi abbiamo sicuramente Yato e i genitori di Batsu, Rokisho, Rikan e Minda, la principessa Elyra, seppure più in maniera marginale, e tanti altri.
Anche qui non entro troppo nello specifico, perché l’aspetto caratteriale è fondamentale per lo sviluppo di certe dinamiche che non voglio spoilerarvi (vi tocca leggere il libro).
Da un punto di vista generale, la caratterizzazione mi ha piacevolmente colpito: ogni figura presa in esame, non solo i protagonisti principali, è ben resa, con un suo personale sviluppo e con un evidente percorso di crescita.
Mi è piaciuto come queste figure, pur trattandosi di un fantasy che coinvolge creature e magia, siano sempre rese in maniera molto umana e realistica, con pregi e difetti, mai totalmente positivi o totalmente negativi, permettendo al lettore di immedesimarsi e di empatizzare.
Avendo letto anche le fanfiction dell’autrice, per me è evidente l’ispirazione a My Hero Academia, soprattutto nei tratti caratteriali e nelle dinamiche tra Izya e Batsu, che sono palesemente Deku e Bakugo, ma che, allo stesso tempo, hanno anche tanto di personale sviluppato dall’autrice, e questo mi è davvero piaciuto: sono Izuku e Katsuki, è vero, ma sono soprattutto Izya e Batsu.
Anche i legami sono ben resi, in maniera naturale e realistica, con grande attenzione all’aspetto psicologico e con dinamiche conosciute ma mai scontate.
Ed ora, prima di passare allo stile, vediamo il tanto atteso Angolino dello Spicy!
In BURN IN YOUR ARMS lo spicy c’è, ma non è il focus della vicenda, infatti nella prima parte, troviamo solo qualche accenno velato, ed è nella seconda parte, più verso la fine, che abbiamo qualche scena più esplicita.
Non si tratta mai, però, di descrizioni volgari, anche quando si entra un po’ più nel dettaglio: tutte le scene sono perfettamente inserite nella narrazione e ben contestualizzate all’interno della trama, con un loro senso specifico e con un evidente attenzione soprattutto alla componente emotiva.
Ed ora veniamo allo stile!
Avendo già letto - come vi dicevo - alcune sue fanfiction, conoscevo già lo stile di Federica Porfirio, quindi sapevo che avrei apprezzato anche questa sua opera originale.
La sua è una scrittura semplice ma molto curata, che ben si adatta al genere fantasy mescolato al romance.
Le descrizioni sono ben rese, mai ingombranti seppure ricche di particolari e amalgamate alla perfezione alle altre sequenze.
Lo stesso vale per i dialoghi, che sono frizzanti e scorrevoli, ben strutturati e sempre in grado di rendere le emozioni coinvolte.
Ne deriva un buon ritmo narrativo, che coinvolge e catturare il lettore, trasportandolo all’interno delle vicende, dall’inizio alla fine.
Insomma, BURN IN YOUR ARMS si è rivelato una bella scoperta!
Sono molto contenta di avergli dato una possibilità, perché mi sono emozionata e divertita, ho riso e ho sofferto con i personaggi e mi sono appassionata alle vicende - cosa non scontata nel romantasy, credetemi…
Se cercate un romantasy M/M che non sia il classico romantasy M/M, che strizzi un po' l’occhio a My Hero Academia ma trattando anche una storia totalmente diversa, con colpi di scena e risvolti inaspettati, in grado di farvi sorridere ma anche di emozionarvi, direi che BURN IN YOUR ARMS potrebbe proprio fare al caso vostro.
Dal lettrice poco avvezza ai trope, vi dirò che qui ne ho molto apprezzato la scelta e li ho trovati anche molto ben legati tra loro: soprattutto lo slow burn, che è davvero slow, perché questi due ce la fanno proprio sudare la presa di consapevolezza dei rispettivi sentimenti, ma poi, quando finalmente lo capiscono… beh, le cose cambiano, credetemi!
Ma torniamo a noi e alla recensione seria!
Passando ai personaggi, come vi dicevo, protagonisti principali sono Izya e Batsu: amici d'infanzia che si sono allontanati perché appartenenti a classi sociali totalmente agli opposti. I due non potrebbero essere più diversi anche dal punto di vista caratteriale e forse, è proprio per questo che funzionano così bene, nonostante gli attriti, i contrasti e le incomprensioni.
È evidente fin da subito come, nonostante le diversità, i due si incastrino alla perfezione, quasi contro la loro volontà!
Attorno a loro, poi, ruotano diverse figure, più o meno secondarie ma, a loro volta, di una certa importanza, non solo nelle vicende personali dei protagonisti, ma anche nella stessa trama di base.
Tra questi abbiamo sicuramente Yato e i genitori di Batsu, Rokisho, Rikan e Minda, la principessa Elyra, seppure più in maniera marginale, e tanti altri.
Anche qui non entro troppo nello specifico, perché l’aspetto caratteriale è fondamentale per lo sviluppo di certe dinamiche che non voglio spoilerarvi (vi tocca leggere il libro).
Da un punto di vista generale, la caratterizzazione mi ha piacevolmente colpito: ogni figura presa in esame, non solo i protagonisti principali, è ben resa, con un suo personale sviluppo e con un evidente percorso di crescita.
Mi è piaciuto come queste figure, pur trattandosi di un fantasy che coinvolge creature e magia, siano sempre rese in maniera molto umana e realistica, con pregi e difetti, mai totalmente positivi o totalmente negativi, permettendo al lettore di immedesimarsi e di empatizzare.
Avendo letto anche le fanfiction dell’autrice, per me è evidente l’ispirazione a My Hero Academia, soprattutto nei tratti caratteriali e nelle dinamiche tra Izya e Batsu, che sono palesemente Deku e Bakugo, ma che, allo stesso tempo, hanno anche tanto di personale sviluppato dall’autrice, e questo mi è davvero piaciuto: sono Izuku e Katsuki, è vero, ma sono soprattutto Izya e Batsu.
Anche i legami sono ben resi, in maniera naturale e realistica, con grande attenzione all’aspetto psicologico e con dinamiche conosciute ma mai scontate.
Ed ora, prima di passare allo stile, vediamo il tanto atteso Angolino dello Spicy!
In BURN IN YOUR ARMS lo spicy c’è, ma non è il focus della vicenda, infatti nella prima parte, troviamo solo qualche accenno velato, ed è nella seconda parte, più verso la fine, che abbiamo qualche scena più esplicita.
Non si tratta mai, però, di descrizioni volgari, anche quando si entra un po’ più nel dettaglio: tutte le scene sono perfettamente inserite nella narrazione e ben contestualizzate all’interno della trama, con un loro senso specifico e con un evidente attenzione soprattutto alla componente emotiva.
Ed ora veniamo allo stile!
Avendo già letto - come vi dicevo - alcune sue fanfiction, conoscevo già lo stile di Federica Porfirio, quindi sapevo che avrei apprezzato anche questa sua opera originale.
La sua è una scrittura semplice ma molto curata, che ben si adatta al genere fantasy mescolato al romance.
Le descrizioni sono ben rese, mai ingombranti seppure ricche di particolari e amalgamate alla perfezione alle altre sequenze.
Lo stesso vale per i dialoghi, che sono frizzanti e scorrevoli, ben strutturati e sempre in grado di rendere le emozioni coinvolte.
Ne deriva un buon ritmo narrativo, che coinvolge e catturare il lettore, trasportandolo all’interno delle vicende, dall’inizio alla fine.
Insomma, BURN IN YOUR ARMS si è rivelato una bella scoperta!
Sono molto contenta di avergli dato una possibilità, perché mi sono emozionata e divertita, ho riso e ho sofferto con i personaggi e mi sono appassionata alle vicende - cosa non scontata nel romantasy, credetemi…
Se cercate un romantasy M/M che non sia il classico romantasy M/M, che strizzi un po' l’occhio a My Hero Academia ma trattando anche una storia totalmente diversa, con colpi di scena e risvolti inaspettati, in grado di farvi sorridere ma anche di emozionarvi, direi che BURN IN YOUR ARMS potrebbe proprio fare al caso vostro.





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