lunedì 27 aprile 2026

LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO di Camilla Cosmelli |recensione|

Buona sera mie piccole volpi!
Eccomi qui con un nuovo articolo.
Oggi, parliamo di libri!


Benvenuti nella recensione della mia prima lettura di aprile! 
Vi ho già parlato di LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO in una segnalazione su instagram: la trama mi ha colpito al punto che, appena ho potuto ho subito recuperato il cartaceo.
Il libro è arrivato a marzo ma, come vi ho già detto, non ero molto in forma il mese scorso, quindi l'ho subito inserito nella TBR di aprile… 
Ed ora, eccomi qui, pronta a parlarvene! 
Quindi, direi che posso lasciarvi all’articolo!

LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO

La ballata del Prescelto sbagliato
di Camilla Cosmelli

Editore: I.D.E.A. - Immagina Di Essere Altro
Pagine: 286
Prezzo: 15,90€ (ebook 4,99€)
Pubblicazione: 1 marzo 2026
Link acquisto: cartaceo/ebook

Trama:
Rowan è il prescelto.
In venticinque anni ha conosciuto solo addestramento, draghi sconfitti e plausi, ma quando arriva quella che tutti pensano essere la Calamità, perde. Salvato dai maghi, non solo cerca di affrontare le crisi di panico derivanti dall’aver evitato la morte per un soffio, ma tornato a palazzo gli viene detto che la profezia è stata male interpretata: è il prescelto sbagliato.
Obbligato dal Re a recuperare e addestrare la persona che salverà il regno, controvoglia, conosce Matilda, una testarda venticinquenne montanara che non crede nelle profezie e non ha la minima intenzione di affrontare dei draghi.
Mentre i fili della storia si intrecciano e la verità si rivela, Rowan deve ritrovare la fiducia persa con la sconfitta e imparare a scegliere da sé il proprio destino.

LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO ci racconta la storia di Rowan, il prescelto, che secondo una vecchia e importante profezia salverà Thalmere dalla Calamità e che, nel frattempo, si “diletta” nell’uccisione dei draghi, che spesso attaccano il villaggio: perché lui è il prescelto, l’unico in grado di farlo. Ecco, c’è un piccolo problema: a quanto pare Re Kenric si accorge - dopo soli 25 anni - che c’è stato un errore nell’interpretazione della famosa profezia.
Per farvela breve: Rowan non è più il prescelto e, per tutta la vita, è stato convinto di avere un ruolo che ora qualcuno gli porterà via.
Ricevuta la notizia, al ragazzo cade il mondo addosso (come dargli torto - direi) ma ancor più si trova in difficoltà quando il Re gli affida la ricerca e l’addestramento del nuovo, vero prescelto. Rowan, insieme agli amici Wesley - detto Wes - e Cecil, partirà alla ricerca di tutti i giovani venticinquenni della Valle dell’Averon, peccato che non siano rimasti poi così tanti anzi, in realtà, ne è rimasta solo una: Matilda - detta Mati
Il nuovo prescelto è una donna…

Io però, mi fermo qui, perché a questo punto, comincia la parte più importante della storia e io non voglio assolutamente svelarvi troppo per non rovinarvi la lettura. 
Sapete che quando qualcosa mi piace potrei parlarne per ore ma, allo stesso tempo, vorrei non dirvi nulla per incuriosirvi, quindi mi tratterrò dall’entrare nel dettaglio.

Da un punto di vista generico, però, qualcosina ve lo posso dire e comincio con il mio grande apprezzamento per la vicenda di base.
La trama di LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO è davvero particolare, perché stravolge un po’ quelli che sono i tratti tipici del fantasy che coinvolge una profezia che designa un prescelto.
Qui infatti, tutto ruota attorno alla fallibilità delle profezie e alle interpretazioni sbagliate, ricollegandosi da qui, a diverse tematiche davvero interessanti, come ad esempio il quesito più importante che ogni prescelto si pone “e ora che faccio?”.
Se lo chiede Rowan, quando scopre di aver “perso” 25 anni della sua vita, pensando di essere “qualcuno” per poi scoprire di non avere - a detta sua - nessun futuro e nessuno scopo. Ma se lo chiede anche Mati, quando le rivelano la verità e si trova catapultata in una realtà totalmente opposta a quella a cui è stata abituata per tutta la vita.

Ne LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO si parla anche della ricerca di sé stessi e del proprio posto nel mondo, della presa di consapevolezza della propria identità e delle proprie capacità; oltre che di intrighi di palazzo, di tradimenti e voltafaccia, di delusioni da parte di chi si credeva una persona importante, di amore, di amicizia, di famiglia, di sani principi e tanto altro. 
Come in ogni buon fantasy che si rispetti, poi, si parla dell’eterna lotta tra bene e male ma, stravolgendo il concetto di profezia e prescelto, si introduce anche un altro tema importante che ricorre spesso nel fantasy, ovvero quello che ruota attorno ad una domanda fondamentale: “chi è veramente il cattivo?”.

Ho molto apprezzato il modo in cui tutte le tematiche sono trattate, perché lo si fa con grande attenzione e cura, senza appesantirle, certo, ma anche senza cadere nella banalità.
Si mantiene sempre un tono relativamente semplice e leggero, che permette al lettore di immedesimarsi al meglio e di sentirsi molto più coinvolto nella vicenda.

Come vi dicevo, protagonista principale è Rowan che, dopo 25 anni passati a credersi il prescelto e a rischiare la vita (“tanto non può succedermi niente, sono il prescelto”), scopre di non esserlo mai stato e - oltre il danno la beffa - viene incaricato di istruire il nuovo prescelto, o meglio, LA nuova prescelta: Mati, la seconda protagonista di questa storia.
Attorno a loro, poi, ruotano tante altre figure che, come spesso accade, definire secondarie sarebbe riduttivo, poiché svolgono - in positivo o in negativo - un ruolo fondamentale, non solo rispetto ai protagonisti ma anche nella trama stessa.
Tra questi abbiamo: Wes, Cecil, Mikkel e suo padre mastro Edvin, Re Kenric e la Regina Telesia, il mago Nolte, Eldrin e tanti altri, che potremmo considerare leggermente più secondari o più sullo sfondo.

In generale, la caratterizzazione mi è piaciuta davvero molto!
Non ci troviamo davanti ai classici protagonisti tipici del fantasy, schierati in maniera netta, o per il bene o per il male ma, seppure in un contesto fantastico evidente, entriamo in contatto con protagonisti molto umani e realistici, con tratti caratteriali ben delineati ma, allo stesso tempo, un po’ “fumosi” e misteriosi.
Ognuno di essi compie un vero e proprio percorso di crescita, nonostante quelli più evidenti siano - ovviamente - quelli di Rowan e Mati.

I legami hanno, a loro volta, uno sviluppo molto realistico, anche quando sono coinvolte non poche componenti magiche e/o fantastiche (lo so che non ha senso vista così, ma capirete se leggerete).
Non entro troppo nel dettaglio per non rovinarvi alcuni passaggi importanti della vicenda, ma ho molto apprezzato come si è deciso di gestire la relazione tra Rowan e Mati, il legame di amicizia tra Rowan, Wes e Cecil e, in generale, tutte le altre relazioni presenti: sia che volgano al positivo, piuttosto che l negativo, sono tutte davvero ben gestite.

Non conoscevo Camilla Cosmelli, ammetto le mie colpe, ma il suo stile mi è davvero piaciuto!
La sua è una scrittura molto curata, che non risulta mai pesante, ma anzi cattura il lettore dall’inizio alla fine, con un tono frizzante e coinvolgente.
Sapete che non amo la prima persona, ma in questo caso l’ho trovata fondamentale per comprendere cosa succede nella testa di Rowan e il capovolgimento della sua prospettiva.
Il lettore poi, è agevolato nella comprensione della parte più “generica” della trama, dalla presenza di alcuni piccoli intermezzi dal punto di vista di Wes, Mati e Cecil, che toccano i punti dove non arriva Rowan e fanno luce su elementi molto importanti.

Le descrizioni sono davvero buone, mai ingombranti o troppo lunghe, ma comunque ricche di dettagli e spesso parte integrante della narrazione. I dialoghi sono scorrevoli e ben strutturati, un buon mix di leggerezza e serietà, con momenti divertenti e romantici (se vogliamo) che si alternano ad altri più cupi e drammatici.
Ne deriva un ottimo ritmo narrativo, che cattura il lettore dall’inizio alla fine, proprio grazie alla frizzantezza della narrazione e al perfetto mix di sequenze, che tiene alta l’attenzione e il coinvolgimento.

Insomma, LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO è stata davvero un’ottima lettura, che mi ha divertito ed emozionato e che non avrei mai voluto smettere di leggere. 
Fortuna che ho preso il cartaceo così ho potuto annotare meglio.

Se cercato un fantasy autoconclusivo diverso dal solito, che stravolge non solo il concetto di prescelto e profezia, ma anche quello di bene/male, ben scritto e con personaggi ben caratterizzati, direi che LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO potrebbe fare al caso vostro.



Il mio voto è:
4,5/5

P. S. Lo dico qui, a recensione conclusa, per evitare di farmi sfuggire “cose”.
Il finale mi ha molto emozionato e, nonostante fosse inaspettato, l’ho trovato perfetto! Mi piace che, se vogliamo, ci siano delle questioni in sospeso, perché ora tocca al lettore immaginare un seguito, ma anche perché potremmo considerarle delle “porte aperte“ per scriverne ancora - chissà…

A presto!

Silvia

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