giovedì 20 settembre 2018

Anime time! - Cardcaptor Sakura: clear card | recensione |

Ma ciao, mie piccole volpi!
Oggi tornano le recensioni anime! Yeee!


Questa recensione era prevista un pochino più avanti, ma ho dovuto fare dei cambi di pubblicazione e, dato che era pronta, ho pensato di anticiparla ad oggi!
Quando ho visto che la Yamato aveva reso disponibile questo anime su youtube ero tipo così -> 😍 perché questo è il sequel di un altro degli anime della mia infanzia/adolescenza.

Card captor Sakura: clear card

Cardcaptor Sakura: Clear Card inizia esattamente dove si è concluso Cardcaptor Sakura.
Sakura Kinomoto e i suoi amici sono al primo anno delle scuole medie e Syaoran ha da poco fatto ritorno a Tomoeda.
Dopo aver fatto uno strano sogno, dove compare una misteriosa figura incappucciata, Sakura scopre che tutte le sue carte sono diventate completamente trasparenti e prive di poteri.
Con l'aiuto del fidato Kerochan e di Yue, Sakura inizia la ricerca di queste nuove carte, che riuscirà a collezionare anche grazie ad una nuova Chiave Mistica.



Cardcaptor Sakura: Clear Card (カードキャプターさくら クリアカード編 Kādokyaputā Sakura Kuria Kādo-hen) è una serie anime tratta dall'omonimo manga scritto e illustrato dalle CLAMP ed è il sequel di Cardcaptor Sakura.
La serie è composta da 22 episodi di circa 25 minuti l'uno ed è stata trasmessa in Giappone a partire da gennaio 2018. Contemporaneamente è stata resa disponibile (con sottotitoli in italiano) da Yamato video (qui).


Siccome vi parlo di anime solo quando faccio le recensioni, credo di non avervi mai detto che Cardcaptor Sakura, quando ero una piccoletta delle elementari/medie era uno dei miei cartoni animati preferiti. Vi confesso che era persino un gradino più su di Sailor Moon (anche se al primo posto c'era Una porta socchiusa ai confini del sole, ma questa è un'altra storia).
Quando ho visto che esisteva il sequel, nonostante non ricordassi più benissimo la trama, mi sono fiondata su youtube!
In un primo momento ho guardato solo l'OAV, che potrebbe definirsi un episodio di collegamento, e sono riuscita a completare la visione solo una decina di giorni fa, arrivando alla conclusione che...
Io adoro le CLAMP!



Vi dico già che questa è solo la prima stagione della nuova serie e che il finale è davvero mooolto aperto. Spero davvero che la Yamato porti in Italia anche la seconda perché io devo sapere assolutamente cosa succede dopo!
Potrei aspettare e fare una recensione unica, ma la trasmissione dei 22 episodi è terminata a giugno e ancora non ci sono notizie per quanto riguarda gli altri. Capite anche voi che non mi conviene, soprattutto a livello memoria!

Ma lasciamo perdere e andiamo avanti con la recensione e vediamo la trama!

Come vi dicevo, è passato diverso tempo da quando ho visto Cardcaptor Sakura (oserei dire più di 15 anni...), quindi alcuni particolari ammetto di non ricordarli benissimo.
Fortunatamente, però, la vicenda principale mi era piuttosto chiara, quindi non ho avuto poi così tante difficoltà a destreggiarmi con questo sequel.
La storia riprende esattamente dove l'avevamo lasciata, ovvero da Sakura che si appresta ad iniziare le scuole medie, dopo aver raccolto tutte le sue carte e con il piccolo Kerochan sempre accanto.
Questa prima stagione di Clear Card non è particolarmente movimentata e si entra nel vivo della vicenda quando ormai ci si sta avviando agli ultimi episodi. Non per questo, però, è da considerarsi noiosa o priva di contenuti!
Ammetto che la parte più interessante si fa attendere, perché l'inizio altro non è che l'ennesima ricerca e cattura delle carte da parte di Sakura.
Non pensate che questa parte non mi piaccia, perché non sarebbe Cardcaptor Sakura senza le carte che creano scompigli in città. Dico solo che la vicenda mi ha preso molto di più quando si è cominciato a parlare della misteriosa figura incappucciata e dei nuovi poteri di Sakura.

Per quanto riguarda i personaggi, tornano tutti quelli che abbiamo imparato a conoscere anni fa, più qualche new entry.
Abbiamo, infatti, una nuova compagna di classe per Sakura e il suo maggiordomo: Akiho Shinomoto e Yuna D. Kaito.
Questi due personaggi mi hanno incuriosito fin da subito, soprattutto il maggiordomo, perché è chiaro che nascondono qualcosa.
Anche in questo caso ho apprezzato molto la piccola Sakura. Si nota subito come, pur rimanendo sé stessa, stia crescendo e maturando, sia dal punto di vista personale che dei poteri magici.
Inutile dire, poi, che quando Syaoran è tornato a Tomoeda avevo la stessa faccia cuoriciosa di Sakura!
Primo perché questi due insieme sono carinissimi e coccolosissimi e sono una delle mie primissime ship e secondo perché Syaoran è una delle mie prime crush (secondo solo a Erik di Rossana). Ormai sapete che ho una passione per questo genere di personaggi, quindi non sto neanche lì a spiegarvi i motivi.
Per non parlare di Tomoyo! Vi confesso che lei è da sempre la mia preferita, sia perché è la stilista personale di Sakura sia perché è una fan della coppia Sakura/Syaoran come tutti noi!
Tomoyo è la migliore!

Da un punto di vista generale, mi è piaciuto come sono stati resi i caratteri dei vari personaggi, facendo capire allo spettatore che c'era stato un cambiamento e una maturazione, permettendogli di conoscerli meglio, ma senza mai svelare troppo su quelli che erano i piccoli misteri che li riguardavano.

Per quanto riguarda la grafica, non c'è moltissimo da dire, se non che adoro questo stile!
Ovviamente, con il passare degli anni, sono state apportate delle migliorie e il tutto si è adattato a quello che è lo stile più in voga al momento, ma non ci sono stati stravolgimenti né da un punto di vista generale (e quindi del tratto), né per i personaggi.
Una delle cose che più mi piace di questa grafica è la cura dei dettagli. Non si tratta di uno stile complesso, è vero, ma i volti sono sempre molto espressivi e ben resi, gli abiti sono pieni di particolari e le ambientazioni risultano accurate e studiate.
Non vedevo l'ora di vedere come sarebbero stati resi i vestiti creati da Tomoyo e le nuove carte e, lo devo proprio dire, sono rimasta più che soddisfatta.

Apro una piccola parentesi sulla sigla e poi mi avvio alla conclusione.
La sigla mi è piaciuta moltissimo! 
Sia la prima che la seconda e anche quella di coda.
Spero davvero che non venga rovinata dal doppiaggio italiano, perché sarebbe un vero peccato. 
Mi rendo conto non sia possibile lasciarla in giapponese, qualora l'anime venisse trasmesso in tv, ma io ci farei comunque un pensierino. Oppure facciamola cantare a Cristina D'avena che andiamo sul sicuro...
Vabbè, sto divagando come al mio solito.

In conclusione, consiglio assolutamente la visione di questo anime. 
Soprattutto se siete fan delle CLAMP, avete letto il manga e visto la primissima serie e ve ne siete innamorati.
Preparatevi, però, a restare con l'ansia da "e adesso?" una volta arrivati all'ultimo episodio: un finale più in sospeso di così non lo potevano fare. Io vi ho avvisati!

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 più
4+/5

P.S. anche questa volta mi sono tenuta un po' bassa con il voto perché spero di poter dare qualcosina in più una volta vista anche la seconda stagione.


Alla prossima!

Silvia

mercoledì 19 settembre 2018

Dorama time! - Momikeshite fuyu |recensione|

Ma ciao, mie piccole volpi!
Anche oggi vi propongo la recensione di un dorama.


Lo ammetto, non mi ricordo più quando ho visto questo dorama: era giugno o luglio?
Vabbè, comunque si tratta nuovamente di un recupero, perché non credo riuscirò a caricare una recensione puntuale...almeno finché continuo a guardare cose su cose!

Momikeshite fuyu

Nella famiglia Kitazawa è molto importante ottenere ottimi risultati in ambito lavorativo, per questo tutti i suoi componenti devono fare parte di un'élite.
Taizo, il capo famiglia, è un famoso educatore ed è preside di una prestigiosa scuola media. Hirofumi, il figlio maggiore, ha 38 anni ed è un famoso chirurgo; Chiaki, la figlia di mezzo, ha 27 anni ed è conosciuta per essere un avvocato impareggiabile e Shusaku, il figlio più giovane, a soli 25 anni è un ottimo agente di polizia, che si distingue per il suo coraggio e il grande senso di giustizia.
Sarà proprio questo suo attaccamento alla giustizia che lo porterà a vivere un conflitto tra l'amore che prova per la sua famiglia e l'eticità di ciò che sarà costretto a fare.
Perché, per mantenere la pace e la felicità familiare, non che il buon nome, i Kitazawa sono disposti a fare qualsiasi cosa e, a rischiare di perdere tutto, sarà proprio Shusaku.


Momikeshite Fuyu - Wagaya no Mondai Nakatta Koto ni (もみ消して冬 - わが家の問題なかったことに / ; The Kitazawas: We Mind Our Own Business ) è un dorama giapponese del 2017, composto da 10 episodi della durata di circa 50 minuti l'uno. Diretto da Satoru Nakajima e scritto da Shingeki Kaneko, vede nel cast principale: Ryosuke Yamada, Haru, Yukiyoshi Ozawa, Nozomu Kotaki, Yudai Chiba, Kazuyuki Asano e Baijaku Nakamura. Gli episodi sono stati trasmessi da NTV a partire dal 13 gennaio 2018 alle ore 22:00 e la sigla Mae wo Muke è cantata dagli Hey! Say! JUMP.

Come al solito, vi ricordo che guardo dorama e live action in lingua originale con i sottotitoli in inglese, quindi qualche dettaglio potrebbe sfuggirmi.
Non esitate a farmi sapere se doveste notare errori gravi o incongruenze!


Aspettavo questo dorama da...boh...mesi!
E sono stata un po' pirla perché avrei potuto vederlo molto prima del previsto, se solo avessi notato quel benedetto link sotto i video di youtube (ma a voi questo non interessa, scusate).
Insomma, questo per farvi capire che, una volta tanto non state per leggere la recensione di un dorama visto per caso.

Ammetto che, prima ancora di vedere qualche spezzone, quando solo se ne sentiva parlare, mi ero creata tutta una serie di idee su come sarebbe stato. Lo confesso, mi immaginavo qualcosa di diverso!
Lo so che dalla trama può sembrare una cosa seria, magari con un che di poliziesco e qualche intrigo, ma vi assicuro che Momikeshite Fuyu di serio non ha quasi nulla.
Certo, la trama è interessante ed anche strutturata piuttosto bene, ma a farla da padrone è la componente comica, non di certo quella poliziesca o che altro. Non per questo però, l'ho trovato meno carino, anzi credo di non aver mai riso tanto guardando un dorama come in questo caso.
E mi dispiace non poter entrare nel dettaglio, perché rischierei di rivelarvi particolari troppo importanti. Vi basti sapere che al povero Shusaku ne succederanno di tutti i colori e che le storie che si intrecciano a quella della famiglia Kitazawa sono tutto tranne che comuni, così come non lo sono i mezzi usati per risolvere i problemi che si presenteranno di volta in volta.

Parlando di personaggi, ammetto di essere un po' indecisa su quale sia il mio pensiero a livello di caratterizzazione.
Non si può dire che sia fatta male, questo è certo, ma personalmente ho notato un po' di buchi e forzature, soprattutto per quanto riguarda alcuni personaggi secondari.
Protagonista principale della vicenda, comunque, è Shusaku, un ragazzo di 25 anni che è stato costretto ad intraprendere la carriera di poliziotto, quando avrebbe preferito fare il pasticcere, perché era il lavoro che faceva il tris perfetto con quello dei fratelli maggiori.
Devo dire che questo povero ragazzo mi ha ispirato subito simpatia, perché il suo forte senso di giustizia e il grande affetto per la famiglia, lo porteranno a trovarsi in situazioni al limite dell'assurdo e a cacciarsi nei guai almeno un paio di volte ad episodio.
Ho adorato i monologhi interiori di questo personaggio, soprattutto perché sono una sequela di paranoie e ansie talmente assurde e inutili da risultare più che comiche.
Un po' meno simpatici sono i fratelli, Hirofumi e Chiaki, perché sembra proprio che non gliene importi nulla del fratello minore, portandolo anche a rischiare il posto per potersi salvare loro. Ammetto che io, al posto suo, in un paio di occasioni avrei puntato i piedi e mi sarei rifiutata alla grande, ma non credo sarebbe stato divertente allo stesso modo, diciamocelo.
Per quanto riguarda le figure secondarie, ho adorato i due maggiordomi di casa Kitazawa, Koiwai e Kusunoki, gli unici degni di nota, perché gli altri non mi hanno convinto più di tanto.

Da un punto di vista recitativo, vale quello che ho detto dei personaggi.
Gli attori principali mi sono piaciuti e ne ho apprezzato l'interpretazione, ma non posso dire lo stesso per chi interpretava ruoli minori.
Senza dubbio i miei preferiti sono stati Yamada Ryosuke (Shusaku Kitazawa) e Chiba Yudai (il maggiordomo Kusunoki). Ho trovato entrambi perfetti per i rispettivi personaggi e con un'ottima espressività. Le facce che riuscivano a fare questi due mi hanno letteralmente fatto morire dal ridere.
Mi spiace non essere riuscita a trovare delle gif più significative, ma se spulciate il web potere recuperare dei dietro le quinte davvero divertenti e simpatici.

Insomma, in conclusione, non aspettatevi un dorama da oscar, perché, mi duole ammetterlo, da un punto di vista strutturale ne ho visti di nettamente migliori (sia per trama che per personaggi). Però, se volete farvi due risate, avete trovato la serie giusta.
Se siete fan di Yamada, in ogni caso, ve lo consiglio, dato che è il protagonista ve lo potete godere per 10 episodi no-stop!

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 meno
4-/5


Alla prossima!

Silvia

martedì 18 settembre 2018

Universi sconosciuti di Angela Contini | recensione |

Buonasera mie piccole volpi!
Eccomi qui con la mia terza lettura di settembre!


Per prima cosa, ringrazio l'autrice e la casa editrice per avermi inviato il libro in modo da poterlo leggere in occasione dell'uscita in libreria!



Universi sconosciuti - Hunted series vol. 1
di Angela Contini

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 256
Prezzo: ebook 1,99€

Trama:

Abby Allen si definisce “un’edizione limitata”, non per esemplare bellezza, ma per una serie di qualità che la rendono un tipo curioso e un po’ fuori dal comune. Diciotto anni, logorroica e con la sorprendente capacità di creare situazioni imbarazzanti, Abby ha una fissa per Superman e spera di incontrare un ragazzo che, pur senza superpoteri, gli assomigli almeno un po’, per integrità ed eroismo. Il destino sembra accontentarla e quando incontra Kevan, la sua vita prende improvvisamente una strana piega, dando inizio a una girandola di eventi che un passo alla volta, riveleranno il segreto che è sepolto nel suo passato. In una realtà dove nessuno è ciò che sembra, si sta compiendo una guerra aliena in cui si muovono personaggi intriganti e complessi. Le loro storie si intrecceranno irrimediabilmente le une alle altre, costringendo Abby a subire agghiaccianti rivelazioni su se stessa. Saranno Kevan e un gruppo di ragazzi dotati di poteri straordinari ad accompagnarla in questa avventura, e mentre scende a compromessi con il suo nuovo io, sarà l’amore che prova per Kevan a tenerla saldamente ancorata alla realtà. E allo stesso tempo, la costringerà a prendere decisioni che la allontaneranno sempre di più dal suo supereroe.


Come vi dicevo, ho avuto modo di leggere questo libro in anteprima e lo recensisco proprio oggi perché è il giorno dell'uscita in libreria!

Universi sconosciuti, all'apparenza potrebbe sembrare il classico young adult un po' paranormal e un po' romance, ma vi assicuro che è molto di più.
Vi troverete davanti ad una lettura appassionante, coinvolgente e divertente. Con una protagonista decisamente diversa dal solito che vi starà subito simpatica.


Vi confesso che, quando ho letto la trama di questo romanzo ho subito pensato alla serie Lux della Armentrout. E, vi dirò, la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto perché, come sapete, ho apprezzato i primi due volumi della serie. Temevo, però, di riscontrare troppe somiglianze e di non riuscire a farmi piacere questo libro quanto meritava.
Ovviamente, dopo un paio di pagine, mi sono resa conto che sì, si parla di alieni, ibridi e lotte tra razze, ma che la storia è completamente diversa e, se vogliamo, anche con un bel po' di cosucce in più.
Perché con l'opera della Armentrout, qui, l'unica somiglianza è la presenza degli alieni, dato che la trama si rivela essere ben più intricata e, soprattutto, ricca di colpi di scena e risvolti inaspettati.

Quello che più mi ha colpito di questo romanzo, però, è la protagonista.
Abby Allen ha diciotto anni, frequenta l'ultimo anno di superiori e non è (NON E') la solita protagonista da Young Adult. Insomma, non è la classica super bellissima che però non sa di esserlo, svampita e, diciamocelo, anche un po' scema. Abby è l'esatto opposto: logorroica, sempre con la battuta pronta, un po' (tanto) maldestra, con una discreta propensione a cacciarsi nei guai, nerd e pure un po' sfigata. E io l'ho adorata un po' di più per ognuna di queste caratteristiche, ma soprattutto perché non le importa un bel niente dell'opinione che gli altri hanno di lei!
Insomma, fossero tutte così le protagoniste degli YA, io sarei la lettrice più felice del mondo, ve lo assicuro.
Mi sono rivista molto in questa ragazza così particolare, che invece del principe azzurro sogna il supereroe in stile Marvel (lei forse è più verso la DC, dato che parla di Superman, ma io Superman non lo sopporto, scusate).
Altro personaggio che mi è piaciuto subito è Kevan, il nostro bel alieno dall'animo nobile e rivoluzionario che non riesce ad accettare di dover uccidere gli ibridi solo per adempiere ad una missione di cui sa poco o nulla.
Kevan potrebbe sembrare il classico alieno da YA, ma con il progredire della lettura vedrete che si rivelerà essere un personaggio originale ed interessante quasi quanto Abby.

Da un punto di vista generale, la caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta molto, perché non abbiamo i soliti protagonisti perfetti, pieni di belle qualità. Qui i protagonisti hanno i loro difetti, le loro paure, vanno nel panico quando si trovano in difficoltà, si ribellano, cercano di capire quale sia la loro strada e alle volte sbagliano. Nonostante si stia parlando di extraterrestri ed ibridi, direi proprio che l'aggettivo migliore per descriverli è: umani! Ed ecco perché per il lettore è così facile simpatizzare con loro e identificarsi.

Conoscevo già Angela Contini, quindi sapevo benissimo che stavo per leggere un libro che mi sarebbe piaciuto.
La commistione di generi è davvero buona, così come lo è il mix tra narrazione, descrizione e dialogo. Il ritmo narrativo è ottimo e la lettura risulta veloce, scorrevole e coinvolgente dall'inizio fino alla fine.
Ho apprezzato molto la presenza dei POV, che trovo perfetti quando si sceglie la narrazione in prima persona, perché permettono al lettore di avere un quadro più completo della vicenda.

Cos'altro vi posso dire?
Ovviamente che ve lo consiglio!
Personalmente già non vedo l'ora di leggere il seguito perché il libro finisce sul più bello e io sono troppo curiosa di scoprire cosa succederà dopo, sia per quanto riguarda la guerra aliena, sia tra i nostri adorati protagonisti.

Come sempre, trattandosi del primo volume di una serie, mi tengo leggermente più bassa con la valutazione, in modo da poter alzare il voto con i prossimi libri.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟 e mezzo
4,5/5


Alla prossima!

Silvia


lunedì 17 settembre 2018

Bookish Fox! - Album di famiglia di Maria Capasso | segnalazione |

Buon pomeriggio mie piccole volpi!
Oggi segnalazione!


Per prima cosa vorrei ringraziare Maria, l'autrice, per avermi contattata e avermi proposto di segnalare il suo libro.
Vi anticipo già che, il mese prossimo, avrò modo di leggerlo quindi non vi dirò molto in questa occasione perché mi riservo di parlarvene per bene in una recensione.



 Album di famiglia
di Maria Capasso

Editore: Ensamble
Pagine: 156
Prezzo: 15,00€
Pubblicazione: 7 settembre 2018
Link d'acquisto: amazon - casa editrice

Trama:

Nora, fin da giovane, aveva optato per la solitudine in nome dell'indipendenza. Se questa scelta non aveva mai pesato troppo per lei, dopo la morte della sua amata madre la protagonista si trova ad affrontare un dolore troppo grande per chi non ha nessuno a cui aggrapparsi. Prima di morire, la donna le aveva lasciato un raccoglitore nel quale aveva racchiuso le pagine della sua vita, quella che aveva sempre tenuto nascosta alla sua famiglia. Immergendosi nel suo passato del tutto inaspettato, Nora dà sfogo a tutta l'emotività che aveva finora represso, abbattendo la barriera che da sempre la separava dagli altri individui. In questo modo Marco, con la sua dolcezza e la sua sensibilità, riuscirà a farsi largo nella sua vita e a darle il giusto sostegno nella scoperta di una verità che va oltre le vicende private di una donna che ha voluto liberarsi dal peso dei suoi segreti.


Ed ora qualche informazione sull'autrice!

Maria Capasso
Maria Capasso (1992) nasce a Napoli. Ha collaborato con blog, siti web e riviste letterarie scrivendo recensioni e racconti. Ha pubblicato in versione e-book Nulla si dissolve (Les Flâneurs Edizioni) e Un giorno di primavera (Pink Edizioni); i racconti Ricordo autunnale e Lettera a mia figlia (Historica Edizioni). Gestisce il blog “L’angolo delle parole”.

☙ Tu sei nelle cose che non ho vissuto, nei caffè che non ho mai bevuto al bar, tu sei nei miei baci mancati, che un giorno darai a chi ti capirà. I baci veri. Quelli che ti fanno perdere la testa e il sonno . Tu sei nelle mie cose lasciate a metà, che tu porterai a termine laddove io non ho avuto fegato. Tu sei la mia continuità. La mia eternità. ☙

Potete trovare la versione cartacea di questo romanzo su Amazon, sul sito della casa editrice e nei principali store online.
Come vi dicevo, vi parlerò meglio e in maniera più approfondita il mese prossimo in una recensione.
La trama mi ha colpito molto e sono davvero curiosa di leggere questo romanzo!
Spero abbia incuriosito un po' anche voi!

Vi ricordo che, qualora acquistaste il libro, un feedback all'autore è sempre gradito e che anche a me farebbe piacere conoscere il vostro parere (sapete che sono curiosa).

Prima di salutarvi vi lascio, come sempre, il link alla pagina facebook dell'autrice e al suo profilo instagram dove potrete trovare tutte le informazioni relative a questo romanzo e alle altre sue pubblicazioni.



Alla prossima!

Silvia

venerdì 14 settembre 2018

Serie TV time! - Chiamatemi Anna | recensione |

Buonasera mie piccole volpi!
Oggi, finalmente, vi parlo di una serie tv!


Finalmente, dopo secoli, vi parlo di una serie tv occidentale e non di un dorama!
Sarete contenti, eh?!
Se ci penso, questa è la prima recensione di un serie tv che vi propongo, dato che è anche la prima che finisco quest'anno... *shame on me*

Chiamatemi Anna

Dopo aver trascorso la propria infanzia in diversi orfanotrofi, la giovane Anna viene mandata per errore a vivere con gli anziani fratelli Marilla e Matthew Cuthbert. Dopo un'iniziale diffidenza nei confronti di Anna, i due fratelli cominceranno a conoscerla meglio, e la bambina cambierà per sempre le loro vite.

Chiamatemi Anna (Anne, intitolato Anne with an "E" su Netflix) è una serie televisiva canadese basata sul romanzo Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery, adattato da Moira Walley-Beckett. Viene trasmessa dal 19 marzo 2017 su CBC Television in Canada e su Netflix internazionalmente dal 12 maggio 2017.
La serie è composta da due stagioni, rispettivamente di 7 e 10 episodi, e vede tra i protagonisti principali: Amybeth McNulty, Geraldine James, R.H. Thomson, Dalila Bela e Lucas Jade Zumann.



Nonostante avessi già un paio di serie in sospeso (ferme a metà o a due episodi dalla fine, oltretutto), ho deciso di guardare Chiamatemi Anna perché ne parlavano tutti e mi sono incuriosita.
Fortunatamente, questa volta, sono riuscita a trovarla già doppiata in italiano e a risparmiarmi i sottotitoli.

Vi anticipo subito che non ho ancora avuto modo di leggere i libri della Montgomery e che, lo ammetto, non so ancora se li leggerò. Nel senso che sono profondamente indecisa se acquistare l'ebook o lasciare perdere, dato che, come sapete, ho letto i manga.
*lo so che non è la stessa cosa, ma forse è il caso che lascio passare un po' di tempo così da non trovare la storia noiosa*
Questo per dirvi che non potrò farvi un confronto con i libri e quindi non sarò in grado di dirvi a che livello è la corrispondenza della trama.



Come vi dicevo, ho iniziato questa serie perché, fino a qualche tempo fa era onnipresente sui social e mi trovavo davanti qualcuno che ne parlava ogni volta che aprivo instagram, facebook o youtube.
Ammetto che non appartiene esattamente ad un genere che solitamente prendo in considerazione quando devo scegliere qualcosa da vedere, soprattutto se si tratta di una serie tv piuttosto che un film.
Ammetto anche, però, che non mi è dispiaciuta!

L'ho trovata una serie davvero ben costruita, a partire dalla trama che mi è sembrata piuttosto articolata e dettagliata. Il ritmo narrativo (ammesso che se ne possa parlare anche nel caso di una serie tv) è davvero buono, nè troppo veloce nè troppo lento, e ho trovato che si sia cercato di rappresentare tutti gli avvenimenti che, in un modo o nell'altro, potevano risultare importanti ai fini della vicenda principale.
Ripeto che non ho letto i libri, quindi non posso fare un paragone, ma penso che sia stato fatto proprio un buon lavoro nella trasposizione.


Anche per quanto riguarda i personaggi sono rimasta piacevolmente sorpresa: la caratterizzazione è molto buona, sia per i protagonisti che per le figure secondarie.

Come sapete (perché credo di averlo detto un centinaio di volte e in tutti i social possibili), ho avuto un po' di difficoltà con la protagonista: la nostra cara Anna.
Non certo perché il suo è un personaggio mal costruito, anzi, devo dire che da quel punto di vista è perfetta, mi riferisco piuttosto al carattere. Diciamo che l'ho trovata una ragazzina un tantinello troppo propensa all'esagerazione (in positivo o in negativo che sia).
Grazie a dei flashback sul periodo che Anna ha trascorso in orfanotrofio, però, ci viene data la possibilità di capire il perché di certi suoi comportamenti e di alcune reazioni esagerate che può avere.
E c'è anche da dire che, con il progredire della serie e con il passare del tempo, la ragazza matura e smussa determinati lati del carattere, risultando meno insopportabile.
Altro personaggio che mi è piaciuto subito è Gilbert.
*quanto è carino Gilbert? Mh? Non parliamone troppo perchè l'attore ha dieci anni meno di me. Non vorrei pensaste male*
Credo proprio che questo ragazzo si possa aggiudicare il secondo posto tra i miei personaggi preferiti di questa serie tv. Soprattutto nella seconda stagione, dove gli viene dato molto più spazio e si ha modo di conoscerlo meglio.
Mi è piaciuto il rapporto che si crea tra lui e Anna e il modo in cui si relazionano questi due mi ha fatto sorridere più di qualche volta.
Se notate, ho detto che Gilbert si aggiudica il secondo posto, perché al primo, per me, ci sarà sempre e solo il buon vecchio Matthew!
Lui è, senza ombra di dubbio, il mio preferito. Credo sia impossibile non amare questo personaggio che, a mio parere, è di una tenerezza incredibile.


Altro punto a favore di questa serie sono le ambientazioni: personalmente le ho adorate e ho passato 17 episodi ad imbambolarmi davanti ad ogni paesaggio possibile.
Ho amato tutto: gli ambienti esterni, quelli interni, i giochi di luce, le scelte di arredamento fino ai piccoli dettagli, anche quelli più insignificanti.
Trovo che ci sia stata grande cura sotto questo punto di vista, per far sì che la storia potesse risultare il più verosimile possibile e ben inserita nel periodo storico scelto.
Buona anche la resa dei costumi e dei particolari di vita quotidiana.

Da un punto di vista recitativo, mi trovo nuovamente, a non aver nulla da dire.
Ho apprezzato tutti gli attori e trovo che abbiano fatto un ottimo lavoro di interpretazione, soprattutto la protagonista che è riuscita a rappresentare al meglio il carattere particolare e un po' eccentrico di Anna.

In definitiva è una serie che mi sento assolutamente di consigliare, anche a chi non è amante del genere.
Io l'ho trovata davvero ben fatta, divertente ed emozionante, non troppo triste (come invece pensavo che fosse) e con dei colori fantastici (vale la pena solo per quelli, secondo me).
Ho sentito che una terza serie è già stata confermata e non posso che esserne felice, dato che la storia è praticamente appena cominciata e ci sono ancora tante cose che devono succedere.
Sono curiosa di vedere come le realizzeranno.

Il mio voto è:
🌟🌟🌟🌟
4/5


Alla prossima!

Silvia