Buongiorno mie piccole volpi!
Eccomi qui con un nuovo articolo.
Oggi, parliamo di libri!
Benvenuti nella recensione della mia ultima lettura di febbraio!
Ebbene sì, questa è una recensione di recupero…
Ho, infatti, completato la lettura di SEMANTIC ERROR vol.1 il 28: decisamente fuori tempo massimo per essere precisa con la recensione.
Marzo, poi, come saprete se mi seguite su Instagram, è stato un mese un po’ complicato dal punto di vista della salute e, i primi 20 giorni circa, sono stata praticamente impossibilitata a fare chissà cosa…
Ma voi non siete qui per sentire la storia della mia vita siete qui per la recensione!
Quindi, direi che posso lasciarvi all’articolo!
SEMANTIC ERROR
di J. Soori
illustrato da Angy
Editore: Mondadori
Pagine: 456
Prezzo: 21,00€ (ebook 10,99€)
Pubblicazione: 10 giugno 2025
Link acquisto: cartaceo/ebook
Trama:
Choo Sangwoo è uno studente modello di informatica: rigido e meticoloso, ossessionato dalle regole, ha organizzato la propria vita nei minimi dettagli, seguendo una routine sempre identica, che non prevede mai pericolose deviazioni. Un giorno, durante la presentazione di un progetto di gruppo, non esita a denunciare i compagni che avrebbero dovuto contribuire al lavoro, ma che invece si sono defilati con le scuse più disparate. Questo provoca delle conseguenze che il ragazzo non ha previsto. Sfortunatamente per lui, infatti, uno degli "assenteisti", Jang Jaeyoung, la star del campus, la cui ambizione di trasferirsi all'estero subito dopo la laurea è stata compromessa dalla decisione di Sangwoo, è determinato a vendicarsi. E per farlo, dà il via a una serie di provocazioni che sconvolgono la vita perfettamente orchestrata di Sangwoo. Ma l'odio ha una grammatica sottile e la collisione può sfumare nell'attrazione nel modo più inaspettato. Un incontro che inizialmente è scontro di due mondi opposti può trasformarsi in una connessione sorprendentemente profonda. E incredibilmente spaventosa per chi, come Sangwoo, interpreta l'amore come un errore di sistema.
Vi ho già parlato di SEMANTIC ERROR quando ho visto il K-drama che, se ricordate, mi era piaciuto molto (ma se non lo ricordate… vi ho parlato del drama QUI) quindi, temo mi sarà inevitabile finire a fare un confronto costante.
Come per il drama, anche il romanzo di SEMANTIC ERROR ci racconta la storia di Choo Sangwoo, studente universitario al terzo anno di informatica, impegnato in un lavoro di gruppo, di cui finirà per occuparsi da solo. Il nostro Sangwoo però , ha un caratterino niente male e non ha la minima intenzione di farla passare liscia ai colleghi assenteisti e scrocconi. Ecco perché, durante la presentazione del progetto, non li cita minimamente, mettendoli nei guai con gli insegnanti e, in un caso specifico, impedendo la laurea dello studente coinvolto. E lo studente in questione, il laureando mancato, è un sunbaenim (uno studente più grande - il senpai giapponese, per intendersi) di Sangwoo, ovvero Jang Jaeyoung, studente prossimo alla laurea alla facoltà di arte e design (se non ho capito male).
Quando riceve la notizia dal blocco della laurea, Jaeyoung non la non la prende proprio bene e decide di dare il tormento a Sangwoo per fargliela pagare, combinandogliene di ogni.
Sangwoo si sente - ovviamente - esasperato dai comportamenti di Jaeyoung ma, allo stesso tempo, si troverà anche costretto a collaborare con lui e a chiedergli aiuto nella realizzazione del suo progetto: la creazione di un videogioco per smartphone.
Collaborando, con non poche difficoltà e sicuramente non senza intoppi, dispettucci e battibecchi, i due scopriranno di essere molto più affini del previsto, e il loro rapporto cambierà in maniera decisamente radicale.
Qui però, mi fermo perché, se non avete letto il romanzo o visto il drama, rischio veramente di rovinarvi tutta la storia.
Da un punto di vista generico, la trama di SEMANTIC ERROR non mi è dispiaciuta: l’ho trovata molto più ampliata e dettagliata rispetto al drama, dando anche un distretto spazio alle descrizioni dell’ambiente universitario sudcoreano, oltre a fornire un buon spaccato della quotidianità e della vita sociale dei giovani in Corea del Sud.
Così come ho apprezzato il modo in cui si sono trattate le varie tematiche presenti nel volume, non solo quelle relative alla sfera LGBTQ+.
Pur non entrando mai eccessivamente nel dettaglio, ogni tematica è resa in maniera precisa e curata, senza appesantire, ma nemmeno senza banalizzare e sempre inserendo il tutto nel giusto contesto, prestando attenzione anche all’aspetto psicologico.
Ciò che più mi ha colpito, è il costante riferimento al contesto tecnologico/informatico, anche in relazione alla vita quotidiana, soprattutto quando si parla di Sangwoo e, da uno che considera Jaeyoung un errore di sistema, direi che non c’è da stupirsi.
Il romanzo però, lo devo ammettere, fa fatica ad ingranare e per entrare nel vivo della storia, oltre che per percepire un maggiore coinvolgimento, bisogna passare un discreto quantitativo di pagine.
Abituata alla dinamicità della storia nel drama, dove di certo la componente visiva, ha il suo ruolo preponderante, sono costretta a dire che questa lentezza della prima parte, mi ha un po’ annoiato e mi ha rallentato molto nella lettura.
La storia mi è piaciuta, badate bene, anzi comprendo la necessità di contestualizzare di più nella carta stampata, piuttosto che nell’audiovisivo, ma ho fatto molta fatica ad entrare nel giusto mood per leggere, cosa che non era successa col drama con cui - come direbbero i giovani - ho praticamente fatto binge watching!
Come vi dicevo, protagonisti principali sono Choo Sangwoo e Jang Jaeyoung, entrambi studenti dell’Università Hanguk. I due appartengono a mondi totalmente opposti, non solo perché uno studia informatica e l’altro arte, ma anche caratterialmente e socialmente.
Sangwoo è uno studente modello, ligio al dovere e rispettoso delle regole, ma è anche una sorta di outsider senza amici e concentrato solo sullo studio, sul lavoretto part-time per pagarsi l’università e sul suo progetto di realizzare un videogioco.
Ha un carattere decisamente particolare: molto abitudinario, chiuso, silenzioso, costantemente sulle sue, quasi asociale e molto, molto rigido e impostato.
*Vi dirò che, sotto certi aspetti, un po’ lo capisco…*
Jang Jaeyoung invece, è praticamente la “star del campus”: conosciuto e apprezzato da studenti e professori, ha studiato all’estero, fa parte del club di teatro e ha un discreto gruppo di amici, con cui partecipa alla vita sociale della zona.
Caratterialmente, Jaeyoung, è l’esatto opposto di Sangwoo: socievole e estroverso, sempre circondato da gente e al centro dell’attenzione, espansivo e che vive la vita con leggerezza.
Ovviamente, quando questi due mondi si scontrano, il risultato è abbastanza esplosivo eppure, è proprio questa marcata differenza, a far funzionare tutta alla perfezione.
I due, prima si scontrano, ma poi riescono a trovare un punto d’incontro, un compromesso e imparano ad accettare le rispettive diversità e stranezze, incastrandosi alla perfezione.
Attorno a loro, poi, ruotano una serie di figure secondarie che, per lo più, restano sullo sfondo: danno sì un certo apporto alla narrazione, ma non vengono mai analizzate a fondo e nel dettaglio.
In generale, comunque, la caratterizzazione non mi è dispiaciuta e, vi dirò che mi ha convinto di più rispetto a quella del drama.
In questo caso, ho molto apprezzato il “dilungarsi” nel dettaglio e nell’analisi degli aspetti psicologici di alcuni atteggiamenti dei protagonisti. Sia Sangwoo che Jaeyoung, sono molto ben resi e risultano umani e realistici, proprio perché non sono assolutamente perfetti, come spesso succede in questi romanzi.
Il lettore, quindi, non fatica ad immedesimarsi e o ad empatizzare con loro.
Lo stesso vale per i legami, soprattutto per quanto riguarda la relazione tra Sangwoo e Jaeyoung, che si sviluppa in maniera molto naturale e realistica, mettendo in evidenza luci e d’ombra del rapporto, non dipingendo tutto come rose e fiori, ma concentrandosi anche sulle difficoltà.
E questo vale anche per le altre relazioni presenti nel romanzo, siano esse d’amicizia, familiari o lavorative.
Lo stile di J. Soori non mi ha sempre entusiasmato.
Questa, però, è una traduzione, perciò mi trovo nella situazione di non capire se i miei problemi derivano dallo stile effettivo o dalla traduzione in quanto tale: prendete quello che vi dirò, con le pinze (come si suol dire).
Quella di J. Soori, è una scrittura semplice ma allo stesso tempo, molto articolata e curata, ricca di termini tecnici e di spiegazioni, soprattutto in ambito informatico che, fortunatamente non risultano mai troppo difficili da comprendere.
Le descrizioni sono buone, mai eccessivamente ingombranti, anche quando sono un po’ più lunghe, ricche di dettagli, ma mai pesanti.
Lo stesso vale per i dialoghi che, una volta entrati nel vivo della vicenda, risultano scorrevoli, ben strutturati, dinamici e frizzanti, in grado di emozionare il lettore e di trasmettere al meglio i sentimenti coinvolti.
Il problema di SEMANTIC ERROR, a mio parere, è il ritmo narrativo che, soprattutto nella prima parte, è davvero molto lento.
E non è una lentezza dovuta alle spiegazioni e alle parti più tecniche, è una sorta di “lentezza di fondo” che pervade la narrazione. Poi migliora, non lo metto in dubbio, e quando i due cominciano ad interagire di più, il ritmo si velocizzano non poco, ma la prima parte resta uno scoglio.
Senza contare che, in certi punti, ho trovato la scrittura - forse la traduzione - un po’ macchinosa e forzata…
Passando - velocemente - all’angolino dello spicy!
C’è qualche scena un po’ più spinta ma, vi dirò, non l’ho trovato il focus della storia.
Sicuramente sono ben scritte e mai volgari, anche quando si entra nel dettaglio ma, volendo sono bypassabili se non le gradite: l’attenzione all’aspetto emozionale e psicologico, pur percependosi anche nel mentre, si concentra soprattutto prima e dopo la scena in sé.
Insomma, SEMANTIC ERROR si è rivelata una buona lettura, emozionante e coinvolgente, seppure con qualche lentezza. Confesso, però, di aver preferito il drama e che aspetterò che l’e-book del secondo volume vada in offerta per recuperarlo.
Se avete amato il drama e volete qualche dettaglio in più sulla storia, se cercate un boys love realistico e attento a certe tematiche, direi che SEMANTIC ERROR può fare al caso vostro.





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