giovedì 22 gennaio 2026

COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO di Brigitte Knightley |recensione|

Buona sera mie piccole volpi!
Eccomi qui con un'altra recensione.
Ebbene sì, anche oggi parliamo di libri!


Benvenuti nella seconda recensione del 2026!
Oggi, però, vi parlo della mia penultima lettura di dicembre 2025...
Eh sì, questa è proprio la seconda "recensione di recupero" di cui vi parlavo nello scorso articolo, ma tranquilli: è l'ultima!
dicembre 2025, come sapete, mi sono dedicata al Calendario dell'Avvento e, di conseguenza, mi sono un pochino presa indietro nella scrittura delle recensioni.
Nel caso di COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, pur avendo completato in tempo la lettura, proprio per via del Calendario dell'Avvento (e delle Feste - diciamocelo) non ho completato la scrittura della recensione in tempo...
Ma, finalmente ce l'ho fatta ed eccomi qui!
Quindi, vi lascio all'articolo!

COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO

Come (non) Innamorarsi del Nemico
di Brigitte Knightley

Editore: Giunti
Pagine: 456
Prezzo: 24,90€ - rigida / 15,20€ - flessibile (ebook 9,99€)
Pubblicazione: 17 settembre 2025
Link acquisto: cartaceo/ebook

Trama:
Osric Mordaunt, membro scelto del temuto Ordine dei Fyren, è stato colpito da una rara malattia degenerativa che rischia di fargli perdere il suo potere, la sua utilità come sicario, e quindi la vita. L'unica possibilità di salvezza è trovare una guaritrice di eccezionale talento; peccato che la persona perfetta per questa impresa appartenga alla fazione invisa, l'Ordine degli Haelan.
Aurienne Fairhrim, portamento altero e capelli scuri stretti in un impeccabile chignon, è impegnata a combattere un'epidemia di vaiolo che sta decimando gli orfanelli di tutti i Tīendom. Inutile dire che non ha alcuna intenzione di lasciarsi corrompere da un banale assassino benvestito e convinto – a sproposito – del suo irresistibile fascino. Ma la ricerca di fondi per lanciare un programma di vaccinazione è così disperata che, alla fine, sarà la sua responsabile a decidere per lei: guarirlo in cambio di una cospicua donazione (rigorosamente anonima). È così che i due, al riparo da sguardi indiscreti, dovranno, loro malgrado, diventare alleati.
Tra antiche fiabe, la sottile influenza dei cicli lunari, e minacciose incursioni che fanno trasparire disegni più oscuri dietro il morbo che dilaga, la tensione tra Osric e Aurienne si farà sempre più intensa e fatale. Dovranno stare attenti a non uccidersi l'un l'altra… o peggio, a non innamorarsi.

Chi mi conosce lo sa ma, secondo me, ormai l’avrete capito anche voi, in tempi non sospetti e anche di recente (perché non si esce mai veramente dal gorgo) ho sviluppato una discreta fissa per le dramione!
Ancora adesso, a momenti alterni, torno nel fandom alla ricerca di nuove storie perché, diciamocelo, non se ne ha mai abbastanza di questi due.
E voi mi direte “ma cosa centra con la recensione?” ebbene, COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, è la riscrittura proprio di una fanfiction dramione e quindi, vista la premessa un po’ fangirlante, secondo voi, potevo esimermi? Ovviamente no!
Quindi ciancio alle bande, e veniamo alla recensione!

COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, racconta la storia di Osric Mordaunt e Aurienne Fairhrim. Lui (Osric) è un Fyren, ovvero un assassino, lei (Aurienne) è una Haelam, una sorta di guaritrice, che sfrutta e cura il Seith, attraverso il Tacn, un tatuaggio sulla mano destra, che è raffigura un Aer (il simbolo dell’ordine). Anche Osric ha un Tacn ma sulla mano sinistra, che raffigura il teschio di Segugio Infernale (sempre il simbolo dell’ordine).
Però Osric è malato e la malattia ha colpito il suo Seith, mettendo a rischio il suo lavoro e, di conseguenza, la sua vita. L’unica in grado di aiutarlo è Aurienne, peccato che gli Haelam non vedano di buon occhio i Fyren (non li vede di buon occhio nessuno, ma non soffermiamoci su questi dettagli) e che Osric abbia solo due modi per convincerla: rapirla o corromperla.
Gli Haelam, poi, proprio in quel momento, stanno affrontando un’epidemia di Vaiolo di Platt, che colpisce soprattutto i bambini delle classi sociali più basse e nessuno vuole sovvenzionarne le cure così, nella speranza di convincere Aurienne, Osric racimola i soldi e fa una “donazione anonima“ a Swanstone (la sede degli Haelam) convincendola - anche grazie alla praticità di Xanthe, la sua responsabile - ad aiutarlo. 
Peccato che l’unica possibilità sia tentare una cura che prevede metodi antichi e per nulla sicuri negli esiti.
Comincia così la storia vera e propria, che vede Aurienne e Osric collaborare in maniera piuttosto approssimativa, non solo nel tentativo di guarire l’assassino, ma anche per scoprire cosa si nasconde sotto il mancato sovvenzionamento della ricerca per la cura al Vaiolo. 
Perché, a quanto pare, in ballo ci sono molte altre cose che, né AurienneOsric, sanno.

Ma io mi fermo qui perché, nonostante il tono decisamente ironico e che si prende poco sul serioCOME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, ha una trama semplice, solo in apparenza, che si rivela sempre più intricata, mano a mano che si procede con la lettura.

Vorrei trattare COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, come se non fosse la riscrittura di una fanfiction, ma questo libro presenta tutti i tratti tipici delle dramione che amo e quindi, un piccolo confronto, me lo dovete concedere.
COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO si presenta come il classico romantasy, enemies to lovers, con annesso slow burn che, a mio parere, sono i trope perfetti per una dramione degna di nota.
Senza contare che, seppure in minima parte, abbiamo anche una sorta di percorso di redenzione di Osric che, sì ok, non ha nessuna intenzione di smettere con gli assassini, ma almeno sembra cominciare a dimostrare una certa coscienza.

Quindi, tornando ad un’ottica più da romanzo e meno da fanfiction (anche se sapete come la penso a riguardo) COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, riesce a trattare anche tematiche interessanti e serie, parlando di malattie, di morte, di divario sociale, di prevaricazione del più forte sul più debole, di pregiudizi e preconcetti, dell’andare oltre le apparenze e di tanto altro.
La cosa interessante, però, è che lo fa con leggerezza e ironia, senza - come vi dicevo - prendersi troppo sul serio, ma nemmeno senza banalizzare o minimizzare, e mantenendo comunque una certa serietà nelle circostanze più delicate.

Come vi dicevo, protagonisti principali sono Osric e Aurienne che, come avrete capito, non potrebbero essere più diversi, sia caratterialmente che a livello sociale.
Ma nonostante queste diversità, sono accomunati dal rispetto dei valori tipici dei loro ordini.
Ed è proprio grazie all’attaccamento a questi valori (che potrebbero anche essere discutibili, nel caso di Odrick) che i due riescono a trovare un punto d’incontro e a collaborare, compiendo anche un percorso individuale di crescita personale.
Attorno a loro, poi, ruotano tutta una serie di figure secondarie, più o meno importanti, ognuna con il proprio ruolo all’interno delle vicende personali di Aurienne e Osric, e anche della trama di base.

La caratterizzazione generale, così come la resa dei legami, mi ha piacevolmente colpito.
Solitamente, tendo a non aspettarmi troppo da questo tipo di romantasy, che spesso sono pieni di cliché, anche un po’ banalotti e scontati ma, in questo caso, nonostante i cliché ci siano (bisogna essere onesti) sono ben curati e si adattano al contesto, come alla caratterizzazione che, esattamente come i legami, risulta ben resa e abbastanza realistica e naturale.
Il rapporto tra Aurienne e Osric, che è quello più in primo piano, ha uno sviluppo interessante e per nulla scontato: è ovvio come andrà a finire, su questo non si discute ma, allo stesso tempo, non c’è nulla di stereotipato o banale e tutto segue un ritmo naturale e per nulla forzato.

Non conoscevo Brigitte Knightley e non so se questo sia il suo romanzo d’esordio, ma il suo stile mi è piaciuto molto.
La sua è una scrittura semplice e lineare, ma per nulla banale, che anzi risulta molto curata. Le descrizioni sono importanti, ma non fondamentali e, seppure ben rese, non risultano mai ingombranti. I dialoghi, però, sono la mia parte preferita, e sono anche una componente fondamentale della narrazione: ironici, frizzanti, accattivanti, un costante botta e risposta, con sottintesi e doppi sensi, a tratti irriverenti e, proprio per questo, davvero divertenti.

Ne deriva quindi un ritmo narrativo coinvolgente, veloce e che cattura il lettore dall’inizio alla fine, non facendogli percepire la pesantezza di alcune dinamiche ma, allo stesso tempo, permettendogli di soffermarsi a pensare.

Insomma, non l’avrei mai detto, ma COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO, si è rivelato un’ottima lettura, un romance dai tratti fantasy che non si prende troppo sul serio, con un buon sviluppo dei personaggi che, diciamocelo, non fa sentire la mancanza degli originali, uno slow burn molto molto slow, ma che non stona, e un ritmo incalzante e ironico che alleggerisce la tensione.
Ha solo un difetto: è il primo di una serie e finisce sul più bello! 
Quindi, ora, la mia domanda è: dov’è il seguito? Mi necessita!

Se cercate un fantasy frizzante, ma non banale, che vi faccia ridere, ma anche emozionare, COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO è perfetto per voi!


Il mio voto è:
4/5

A presto!

Silvia






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