lunedì 30 dicembre 2024

Reality - THE BOYFRIEND |recensione| #netflix

Buonasera mie piccole volpi!
Ultima recensione dell'anno.
Oggi, però, non vi parlo di libri!
Ultima recensione dell'anno, con un piccolo cambio di tema!
Quella di oggi, infatti, è la recensione di una serie tv, anzi di un reality!
Chi mi conosce lo sa, non sono molto amante dei reality, ma se questi sono ambientati tra Giappone e Corea del Sud, allora la mia opinione cambia drasticamente e tendo ad andare in fissa facilmente (vedi Terrace House qualche anno fa o Single Inferno recuperata a inizio anno - questo mi fa pensare che ho ancora la stagione 3 da recuperare...)
Vabbè, l'avrete capito da voi che, quest'oggi, non so cosa scrivere in questa intro, quindi...
Vi lascio subito alla recensione!

THE BOYFRIEND

The Boyfriend

Titolo originale: Bōifurendo (ボーイフレンド )
Anno: 2024
Genere: reality, dating show, varietà
Episodi: 10
Stagioni: 1
Stato: concluso
Provenienza: Giappone
Network: Netflix

Trama:
The Boyfriend racconta le giornate di otto ragazzi dai 22 ai 36 anni riuniti per un mese in una villa di lusso nella città marittima di Tateyama, a sud di Tokyo: di giorno si alternano a lavorare su un camioncino dove vendono caffè, mentre nel resto del tempo chiacchierano, si dividono i compiti domestici, escono e si conoscono.




Lo so, lo so, era una vita che non vi parlavo di una serie tv e, a dirla tutta, questo più che una serie tv è un reality. 
Come vi dicevo nell'intro qui sopra, se mi seguite da un po' o se mi conoscete in real life, saprete che se c'è una cosa che non sopporto proprio e che - come dicono i giovani - mi cringia, sono proprio i reality.
La regola, però, non vale con i reality orientali che, contrariamente a ciò che pensavo, mi piacciono sempre un sacco.
Quindi, secondo voi, quanto ci ho messo a mettere in lista anche questo dating show?
Molto poco, esatto!

Mi sono imbattuta in THE BOYFRIEND quasi per caso, mentre cazzeggiavo (come al mio solito) tra instagram e tiktok e mi sono trovata, letteralmente ovunque, pezzi di episodi.
Ovviamente mi sono incuriosita, perchè per queste cose sono debole, e sono andata a vedere di cosa si trattasse. Ci ho messo un po' a completare la visione, perchè i sottotitoli mi rallentano e mi serve più tempo e concentrazione, ma eccomi qui, pronta a parlarvene come ultima recensione dell'anno!

THE BOYFRIEND è un reality ed è anche un dating show, ma come funziona?
In maniera molto semplice, in realtà!
Un gruppo di 9 ragazzi di età compresa tra i 22 e i 36 anni, si trova a convivere presso la Green Room a Tateyama (Chiba) e a dover gestire un camioncino che vende caffè, mentre si conoscono e, perchè no, instaurano delle relazioni. Oltre a gestire i turni di lavoro, partecipano ad altre attività che, ovviamente, sono rivolte a formare delle coppie.
Tutto, però, avviene in maniera molto semplice, come potrebbe essere anche nella vita di tutti i giorni, con uscite, appuntamenti, cene: insomma, niente di troppo elaborato o costruito.
E credo che sia proprio questo che più mi ha colpito di THE BOYFRIEND, ma anche, più ingenerale dei reality orientali.

Altra particolarità di THE BOYFRIEND è che i partecipanti sono tutti ragazzi (uomini).
Ebbene sì, THE BOYFRIEND è un reality/dating show con partecipanti omosessuali.
Ora, la cosa non avrebbe nulla di sconvolgente se non fosse che questo è un reality giapponese e, diciamocelo, sappiamo tutti che in Giappone (e non solo) sono avanti su molte cose, ma non su questo.
Vi confesso che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questa scelta e ho trovato davvero delicato il modo in cui, anche i conduttori, si approcciano alle situazioni e al modo di commentare.
Mi è piaciuto che si sia cercato di analizzare soprattutto la componente emozionale e psicologica, senza soffermarsi troppo sulla sessualità in sé.
Certo, è importante prestare attenzione anche a questo aspetto, ad esempio quando i ragazzi parlano dei loro coming out, ma ho apprezzato che non la si faccia mai diventare troppo il focus della questione, non la si considera mai qualcosa di eccezionale, ma anzi è trattato tutto con estrema normalità, come è giusto che sia, ma come di certo non ci si aspetta dalla cultura giapponese.

Tra i conduttori, con grande piacere, ho ritrovato Yoshimi Tokui che già aveva partecipato a TERRACE HOUSE, dove aveva il ruolo del "conduttore comico" (dato che lui è un attore comico, in effetti) che, a volte, prendeva un po' in giro - bonariamente - i concorrenti.
Anche qui non si risparmia in battutine, perchè quello è chiaramente il suo stile di conduzione, ma lo fa con una sorta di occhio di riguardo: non si snatura, certo, ma nemmeno cade nel cliché, nella banalità o, a dirittura, nel trash. Anzi, spesso ha il ruolo di smorzare la tensione e alleggerire i momenti più tristi. Vabbè, l'avrete capito, lui mi sta particolarmente simpatico!
Devo dire che, pur non conoscendoli, ho molto apprezzato anche gli altri conduttori, perchè ognuno aveva una caratteristica precisa e importante, non solo per capire i ragazzi, ma anche e soprattutto, per renderli comprensibili agli spettatori e parlare al pubblico.

E, in tal proposito, vorrei spendere due parole anche sui "concorrenti", pur non entrando troppo nello specifico, perchè alcuni particolari fanno parte del percorso del singolo partecipante ed è più corretto scoprirli con le giuste tempistiche, in modo anche da comprendere al meglio i ragazzi.
Come vi dicevo, i partecipanti a THE BOYFRIEND sono 9 ragazzi di età compresa tra i 22 e i 36 anni, provenienti da diversi campi lavorativi, oltre che con trascorsi molto differenti.
Il gruppo dei più giovani comprende: Ikuo, 22 anni, che lavora nel campo della ristorazione ed è l'ultimo ad aggiungersi al gruppo; Shun, 23 anni, artista e DJ e Dai, 23 anni, studente universitario.
Il gruppo dei più grandi, invece, è composto da: Gensei, 34 anni, originario di Taiwan, hairstylist e makeup artist; Taeheon, 34 anni, originario della Corea del Sud, designer e Usak, 36 anni, Go Go Dancer (ballerino di nightclub - per semplificarla).
In quello che potremmo considerare il gruppo intermedio, infine, troviamo: Ryota, 28 anni, modello e barista part-time; Alan, 28 anni, di origine giappo-brasiliana, impiegato in un'azienda infromatica e Kazuto, 27 anni, chef in un izakaya.

I ragazzi sono tutti molto diversi caratterialmente, c'è chi è più riservato con Shun, chi più spigliato come Alan, chi fatica ad integrarsi come Usak o chi divente subito il "preferito" come Kazuto, ma quello che è davvero interessante è osservare come riescano comunque a convivere, interagendo tra loro, collaborando e instaurando legami che vanno ben oltre la relazione amorosa.
Non mancano gli scontri e le piccole incomprensioni, ma anche queste permettono allo spettatore di percepire la naturalezza e la realtà alle spalle dell'intera produzione.

Non vi spoilero le coppie e nemmeno le varie peripezie che devono attraversare i ragazzi coinvolti perchè si formino, perchè non è questo lo scopo della recensione (e comunque trovate tutto sui social, non serve che ve lo dica io) ma vi assicuro che, oltre alla componente amorosa, ad emozionarvi ci penseranno i forti legami di amicizia che si creeranno alla Green Room e le storie personali dei partecipanti.

Vabbè, non mi dilungo oltre, non voglio annoiarvi con le mie elucubrazioni mentali sui reality orientali e sulle nette differenze con quelli occidentali, perchè entreremmo in un discorso culturale davvero lungo. 
Da quello che ho capito, ci sarà una seconda stagione e, già ve lo dico, io mi guarderò pure quella!

Se avete visto TERRACE HOUSE e/o SINGLE INFERNO e vi sono piaciuti, se cercate un reality che vi ricordi entrambi ma, allo stesso tempo, sia anche diametralmente diverso, che strizza l'occhio alla comunità LGBTQ+, che vi emozioni per la sua dolcezza e semplicità, direi che THE BOYFRIEND potrebbe fare al caso vostro!

Perdonatemi se la recensione vi sembra un po' "semplice" rispetto al solito, ma sapete che recensire i reality mi mette sempre un pochino in difficoltà!


Il mio voto è:
4/5
A presto!

Silvia

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