mercoledì 11 febbraio 2026

IL MIO COINQUILINO E' UN VAMPIRO di Jenna Levine |recensione|

Buona sera mie piccole volpi!
Eccomi qui con un nuovo articolo.
Oggi parliamo di libri!


Benvenuti nella recensione della mia seconda ed ultima lettura di gennaio!
Ebbene sì, questa è una recensione di recupero, ma tranquilli: è l'unica!
Come vi dicevo, gennaio è stato un mese di "assestamento" sotto diversi aspetti e il tempo per leggere è stato meno del previsto, quindi mi sono ritrovata a completare questa lettura il 30 gennaio, non avendo, di conseguenza, il tempo materiale per scrivere la recensione...
Oggi, quindi, vi parlo de IL MIO COINQUILINO E' UN VAMPIRO, che mi è capitato per caso sotto gli occhi durante delle offerte di Kobo e che mi ha subito incuriosito.
Ed ora eccomi qui pronta a parlarvene!
Quindi, vi lascio all'articolo!

IL MIO COINQUILINO E' UN VAMPIRO


Il mio Coinquilino è un Vampiro
di Jenna Levine

Editore: Ne/oN
Pagine: 352
Prezzo: 18,00€ (ebook 11,99€ )
Pubblicazione: 17 settembre 2025
Link acquisto: cartaceo/ebook

Trama:
Cassie Greenberg adora la sua carriera di artista, ma non è semplice guadagnarsi da vivere. Sta per essere sfrattata quando trova un appartamento troppo bello per essere vero in un altrettanto bel quartiere di Chicago. Ci dev’essere un trucco: solo qualcuno con un segreto da nascondere affitterebbe una stanza a quel prezzo. E, com’è ovvio, il suo coinquilino Frederick J. Fitzwilliam è tutt’altro che normale. Dorme di giorno, esce la sera per lavoro, e parla come se fosse uscito da un romanzo rosa d’altri tempi. Lascia anche bigliettini a Cassie in giro per l’appartamento, si interessa alla sua arte e alle sue giornate, e non è per niente male a torso nudo, nelle rare occasioni in cui sono entrambi a casa e svegli. Ma quando Cassie trova delle sacche di sangue in frigorifero, Frederick deve confessarle la verità... Il nuovo coinquilino sexy di Cassie è un vampiro. E ha una proposta da farle.


Penso di aver visto questo libro in qualche profilo che seguo, e di essere rimasta colpita dallo stile della copertina. Così, quando l’ho trovato in offerta su Kobo, me lo sono preso subito e l’ho messo in TBR appena ne ho avuto l’occasione e, dato che gennaio si é rivelato essere il mese dei vampiri (tema della collaborazione mensile), quale occasione migliore per leggere IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO
E quindi, eccomi qui, pronta a parlarvene!

IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO, ci racconta la storia di Cassie, una giovane artista di Chicago, che si trova a dover lasciare il suo appartamento, dopo essere stata sfrattata. Non volendo accettare l’aiuto dell’amico Sam e del marito (di lui) Scott, quando trova un annuncio immobiliare che prevede un affitto irrisorio per la zona, Cassie decide di provarci e manda una candidatura.
La ragazza, seppure con non pochi dubbi e perplessitá su quello che sará il suo nuovo coinquilino, si trova ad accettare di condividere l’ampio appartamento di Lincoln Park, con Frederick J. Fitzwilliam, un uomo in apparenza di poco piú grande di lei, che si comporta come un lord inglese del 1700. Cosa che, in effetti, é, visto che Frederick é un vampiro pluricentenario, rimasto addormentato per un secolo e che, quindi, ora sta cercando qualcuno che lo aiuti ad integrarsi nell’epoca moderna.
Cassie, peró, non scopre subito che Frederick é un vampiro e, quando succede…

Beh, questo lo dovrete scoprire leggendo, perché io mi fermo qui, sperando di non avervi giá svelato troppo.

Di base, la trama de IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO, non é particolarmente intricata: si concentra poco sull’aspetto fantastico e più sulla quotidianità, risultando quindi, piuttosto semplice e lineare, senza troppi stravolgimenti, con giusto un paio di colpi di scena, seppure non eccessivi.
Personalmente, in alcuni punti, ho percepito delle leggere forzature che, seppure messe per velocizzare il ritmo, in realtà finiscono per rallentarlo, creando - sempre a mio parere - qualche buchetto di trama.

C’é da dire, però, che IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO, non si pone come il fantasy dell’anno e anzi, in certe scene, sembra quasi fare un po’ il verso a tutto quel filone vampiresco che, diciamocelo, non passa mai di moda, scherzando sulle dicerie e sui cliché sui vampiri.
Non ci sono tematiche particolarmente impegnate, se non quelle tipiche legate alla quotidianità e alle difficoltà della vita. 
C’é qualche accenno storico, quando Frederick racconta a Cassie la sua vita e si parla di matrimonio combinato, ma non si entra mai troppo nel merito della questione.

Personalmente, ho molto apprezzato questa scelta, perché permette al lettore di godersi la lettura con leggerezza, ma senza trascurare la possibilità di concedersi un momento di riflessione, qualora l’argomento lo tocchi di più.

Come vi dicevo, protagonista principale é Cassie, giovane artista che si barcamena tra tanti lavoretti, nella speranza di trovare qualcosa di più vicino ai suoi studi, senza però, impegnarsi troppo. La ragazza, infatti, crede di non avere le capacità per aspirare a qualcosa di più.
Cassie, diciamocelo, é un po’ tutti noi e, di certo, non é la classica protagonista da romantasy: non é perfetta, non si atteggia, crede poco in sé stessa, é una ragazza comune, con i suoi pregi e difetti e le sue fragilità e insicurezze, con cui non é per nulla difficile immedesimarsi.
Altrettanto importante é Frederick che, a mio parere, incarna il perfetto stereotipo dell’uomo d’altri tempi e, di conseguenza, del vampiro gentiluomo, un po’ spaesato nel mondo moderno, ma desideroso di integrarsi.
Ho trovato davvero simpatici e divertenti tutti i momenti in cui, il nostro vampiro del ‘700, si trova a stretto contatto con elementi tipici della modernitá.

Interessanti, seppure marginali, sono anche tutte le varie figure secondarie che ruotano attorno a Cassie e Frederick, poiché, pur restando sullo sfondo, svolgono comunque un ruolo importante - chi piú chi meno - sia nella vita dei protagonisti, che per le vicende narrate.

In generale, quindi, direi che la caratterizzazione non mi é dispiaciuta: sia che si tratti dei protagonsiti, che delle altre figure, l’ho trovata abbastanza curata e attenta ai dettagli, anche psicologici.
C’é qualche cliché, é vero, ma personalmente li ho trovati voluti e calcolati, al punto che, piú che darmi fastidio, mi hanno fatto sorridere e ho finito per apprezzarne l’ironia.

*Piccolo intermezzo totalmente personale: sapete che non esprimo molto spesso delle preferenze sui personaggi, ma ho adorato Reginald, che mi ha fatto morire dal ridere ogni volta che compariva.*

Anche i legami, tutto sommato, non mi sono dispiaciuti e li ho trovati, per lo più resi in maniera naturale e realistica, sia che si tratti dell’amicizia tra Cassie e Sam, sia nel caso della relazione tra la ragazza e Frederick.
Anche qui c’é qualche cliché, soprattutto nello sviluppo di certe dinamiche, ma non si tratta mai di qualcosa di eccessivamente fastidioso e, anzi, anche qui, spesso sembrano voluti, quasi come se si volesse fare dell’ironia su certi aspetti del romantasy.

Volendo soffermarsi sulla relazione tra Cassie e Frederick, senza però fare spoiler, tranquilli, vi confesso che, per quanto sia partita bene, entrando più in profondità, con il progredire della lettura, non sempre mi ha convinto.
Ma cerco di spiegarmi meglio: il sentimento, non l’attrazione fisica, sia chiaro, si prospetta avere il classico sviluppo da slow burn che (ormai lo sanno anche i muri) a me piace tanto, ma poi, verso la fine, tutto va un po’ scemando e c’é un'accelerazione improvvisa che, sarò sincera, non mi ha entusiasmato.
Mi é sembrato come se ci fosse la necessità di chiudere velocemente, senza però rinunciare all’inserimento della scena spicy…

E quindi: Angolino dello Spicy! - anticipato.
Per tutto il romanzo, lo spicy é solo accennato, nel senso che non é mai esplicito e si parla più di battute che di scene vere e proprie e, per come ho percepito la storia, l’ho trovato coerente con il tenore della vicenda. Quando si arriva ben oltre la metà, però, si ha, come vi dicevo qui sopra, una sorta di accelerazione improvvisa che é solo parzialmente contestualizzata e in linea con le vicende.
Badate bene, non si tratta di nulla di volgare, anzi, vi diró che, isolando la scena, l’ho trovata ben resa, descrittiva ma non pesante e attenta anche all’aspetto emotivo ed emozionale. Contestualizzandola, però, non mi ha convinto e, anzi, ho trovato che si sia cercato di tirarla per le lunghe, intrecciandola anche con l’elemento fantastico, fino a quel momento messo quasi in secondo piano.
Era interessante il combattimento di Frederick con la brama di sangue e il timore di far male a Cassie, che invece gli dimostra di fidarsi ciecamente di lui, ma - forse sarò io - poi é stato buttato tutto in caciara ed é stato spazzato via tutto dal “vortice della passione”… - boh!

Ma passiamo oltre, perché non voglio sembrarvi una bacchettona, sapete che non lo sono!

Non conoscevo Jenna Levine e non so se questo sia il suo romanzo d’esordio (non mi sono informata, scusate) ma, vi dirò, il suo stile non mi é dispiaciuto.
La sua é una scrittura semplice, frizzante, coinvolgente e con il giusto mix tra ironia e romanticismo.
Le descrizioni sono buone e non troppo ingombranti, nemmeno quando sono un po’ piú lunghe. Lo stesso vale per i dialoghi, che sono ben strutturati, amalgamati alle altre sequenze e dove si percepisce ancora di più l’appartenenza ad epoche diverse dei due protagonisti.
Ne deriva un ritmo narrativo discreto, coinvolgente e accattivante, che cattura il lettore e gli permette anche di andare agilmente oltre i momenti piú lenti.

Piccolo appunto extra: IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO, é narrato in prima persona da Cassie quindi, abbiamo per lo più il suo punto di vista, caratterizzato - ovviamente -  da un linguaggio moderno, tipico del XXI secolo.
Dico “per lo più”, perché, all’inizio di alcuni capitoli (non tutti) vengono riportate alcune pagine del diario di Frederick, che anticipano o riprendono gli avvenimenti dal suo punto di vista, attraverso il quale, nuovamente, si percepisce l’appartenenza ad un secolo diverso. Così come accade nei messaggi e nei bigliettini che i due si scambiano nel corso della storia.
Personalmente, trovo che l’autrice sia molto brava a modulare il registro linguistico, sia nello scritto che nel parlato e questo, per me, é un grande punto a favore.

Insomma, IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO, si é rivelato una lettura frizzante e diversa dal solito romantasy.
Abituata a trame spesso complesse, ricche di dettagli e plot twist improvvisi, é stato una boccata d’aria fresca e l’ho trovato perfetto per staccare un po, senza però rinunciare né al romance, né al fantasy.
Ho letto di meglio? In effetti, sì! 
Ma ho letto anche moooolto di peggio!

Se cercate una lettura leggera ma non troppo, ironica e divertente, ma anche romantica ed emozionante, con una scena spicy che, volendo, non é fondamentale (nel senso che se la saltate, secondo me non cambia nulla e potete apprezzare comunque la storia), direi che IL MIO COINQUILINO É UN VAMPIRO, potrebbe fare al caso vostro!



Il mio voto è:
3,5/5

A presto!

Silvia


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