martedì 6 giugno 2017

#28 Cosa penso di: Milk and Honey | recensione |

Quarta lettura di maggio, pronta per voi!
Non lo voglio dire troppo forte, ma potrei completare la tbr anche questo mese e, nel frattempo, essere anche regolare con la pubblicazione.
Io però non ho detto nulla...
Voi non sapete niente...
( quando ho scritto la recensione, ancora non avevo completato la tbr XD )


Milk and Honey
di Rupi Kaur.

Editore: tre60
Pagine: 204
Prezzo: 12,00€ (ebook 3,99€)

Trama:

Dolore, amore, abbandono, guarigione; questi i temi di cui parla Rupi Kaur in "Milk & Honey"... Uno strumento per affrontare, tramite la poesia, i momenti più difficili della vita, perché "il bene è dappertutto, devi solo essere disposto a vederlo".






Non so se ve ne ho mai parlato, ma la poesia non è mai stato uno dei miei generi preferiti.
Quando la studiavo a scuola me la cavavo piuttosto bene, sapevo cogliere sempre ciò che era necessario ai fini di una buona interpretazione, ma non sono mai stata in grado di farmi coinvolgere completamente.
Quando ho sentito parlare di Milk and Honey, ho inizialmente pensato fosse il classico libricino di poesie un po' sdolcinate che piace tanto alle amanti del romance. Credo sia inutile dire che mi sbagliavo e anche parecchio.
Ovviamente, trattandosi di una raccolta di poesie, questa sarà una recensione un po' diversa dal solito, spero di fare un buon lavoro.

Milk and Honey è un libro abbastanza sottile, che si legge tutto d'un fiato ma che andrebbe invece assaporato pagina per pagina.
Si tratta, come vi dicevo, di una raccolta di poesie di Rupi Kaur, una giovane scrittrice di origine indiana, che ora vive in Canada con la sua famiglia. Appassionata di poesia e disegno, fin da bambina usava scrivere piccoli componimenti per gli amici nel giorno del loro compleanno o per i suoi innamorati. Con il passare del tempo, ha imparato ad esprimere attraverso la poesia quello che le accadeva in maniera più diretta e personale, anche nel tentativo di esorcizzare le avversità della vita.
Una particolarità della Kaur è il suo abbinare alle poesie un'illustrazione o un disegno che la riassuma o che le si accosti e la completi.
Si tratta di disegni semplici, dal tratto lineare, ma comunque carichi di emozioni e necessari alla comprensione della poesia. Personalmente mi sono piaciuti moltissimo, soprattutto perché sono realizzati dall'autrice stessa.






Entriamo ora più nello specifico nella struttura di questa raccolta.
La cosa interessante è la divisione in quattro sezioni, ognuna per un particolare momento della vita dell'autrice.

La prima sezione è intitolata il ferire e ci parla del rapporto della Kaur con la sua famiglia, nello specifico con il padre, e della condizione della donna nel suo paese d'origine, ma anche nella società in generale. In questa sezione ci troviamo davanti a situazioni dolorose, a tratti molto forti.

La seconda sezione è intitolata l'amare e contiene forse le poesie più coinvolgenti, forti e passionali.
In questa sezione Rupi Kaur si lascia andare all'amore, che descrive in tutte le sue forme senza mai cadere nella volgarità o nel banale.

La terza sezione è intitolata lo spezzare e tratta della fine di un rapporto. Non si parla però solo della sofferenza dopo la fine di una relazione amorosa, ma anche di tanti altri aspetti della vita in cui ci si sente spezzati e sofferenti. Si parla di sofferenza fisica ma anche psicologica ed è inevitabile parlare anche di perdita.

La quarta ed ultima sezione si intitola il guarire e può essere considerata la fine di un percorso, l'arrivo alla consapevolezza di sé stessi. L'arrivo a quella sensazione speciale che si prova quando, finalmente, ci si sente consapevoli di aver migliorato noi stessi e la nostra vita.
Si tratta di un trionfo del bene sul male, di un'acquisizione di sicurezza, di un sentirsi nuovamente forti, nonostante le brutte esperienze della vita.


Non sono molto pratica di poesia, quindi non so se riuscirò a darvi un parere competente su questa raccolta.
Da un punto di vista di semplice lettrice, posso dire che lo stile di scrittura di Rupi Kaur è senza dubbio coinvolgente ed emozionante.
Le sue poesie non presentano costruzioni particolari o termini complessi. Tutto è pervaso da una grande semplicità che cattura subito il lettore che si sente in sintonia con le esperienze narrate dalla scrittrice.

Ovviamente in base a quello che la vita ha messo sulla nostra strada, ognuno di noi si identifica più con le poesie di una sezione piuttosto che un'altra.
Personalmente mi è piaciuta tantissimo il guarire, perché mi ha trasmesso molta forza e molta consapevolezza.

Siccome non mi sento in grado di dare giudizi tecnici, preferisco fermarmi qui.
Posso dire, però, che questo volumetto è senza dubbio consigliato anche a chi, come me, non ama la poesia o non si è mai approcciato al genere.
Io mi sono sentita coinvolta e avrei voluto leggere tutto il libro in un giorno, perché sarebbe davvero fattibile vista la scorrevolezza, ma ho preferito concedermi solo qualche poesia ogni giorno per poter assaporare meglio le emozioni che ognuna di loro voleva trasmettermi.

Non essendo una grande amante del genere, ormai lo avrete capito, mi sono sentita coinvolta e mi sono emozionata ma non completamente. Forse si tratta semplicemente di un problema di traduzione, perché penso che sia molto meglio letto in lingua originale.

Senza dubbio lo consiglio, ma non mi sento di dare un giudizio pieno, nonostante io possa dire di averlo apprezzato molto.



Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5



Alla prossima!

Silvia

venerdì 2 giugno 2017

#27 Cosa penso di: Il trono di spade vol. 1 | recensione |

Terza lettura di maggio!
Il malloppone!
Con questo libro partecipo alla sfida di lettura di LPS-Le parole segrete, il tema di maggio è: un libro che ti è stato consigliato.
Questo libro mi è stato consigliato dalla mia amica Cristina, che me ne ha parlato così bene da convincermi a leggerlo.


Il trono di spade - il grande inverno
di George R. R. Martin.

Editore: Mondadori
Pagine: 1495
Prezzo: 12,00€ (ebook 7,99€)

Trama:

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord, la Barriera - una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei - sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l'inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de "Le cronache del ghiaccio e del fuoco". Questa edizione presenta in un volume unico "Il trono di spade" e "Il Grande inverno", corrispondente al Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, così come concepito dall'autore.


Ammetto che, in questo caso specifico, faccio parte di quella categoria di persone che prima ha visto la serie tv e poi ha letto il libro.
A suo tempo, e si parla di qualche anno fa, la serie mi era piaciuta ma non mi aveva entusiasmato al 100%, tanto che avevo visto solo la prima stagione. Dopo aver letto il libro, però, ho sentito la necessità di recuperare anche le altre stagioni, ed ecco che si spiega il discreto ritardo con cui pubblico la recensione.
Prima di scriverla, ho preferito vedere la prima stagione della serie tv (giusto per rinfrescarmi la memoria) in modo da potervi fornire anche un piccolo confronto.

Spiegare in poche parole la trama de Il trono di spade è cosa tutt'altro che semplice, soprattutto vista la mole del volume e degli intrighi che si incontrano nel corso della narrazione.
Come vedete nella foto qui accanto, però, il tutto è riassumibile con una frase:
Nel gioco del trono, o giochi o muori.
Tutta la vicenda, infatti, ruota attorno al Trono di Spade, su cui, all'inizio del libro siede Robert Baratheon. Grazie all'aiuto del gemello della moglie Cersei, Jaime Lannister detto lo sterminatore di re, Robert ha spodestato il re folle della casa Targaryen e ora governa i sette regni.
Mantenere il trono però non così semplice come lo è stato conquistarlo e Robert chiede l'aiuto del suo amico fraterno Eddard Stark, lord di Grande Inverno. Un uomo d'onore, saggio, assennato e buon governatore del Nord.
Arrivato ad Approdo del Re come Primo Cavaliere, Eddard si scontrerà con una realtà totalmente opposta a quella delle terre del Nord: intrighi, sotterfugi, tradimenti sono alla base della vita di corte e la cosa più importante da capire e di chi fidarsi per davvero.
Da qui comincia la vera vicenda, quella che seguirà le storie di vari personaggi, ognuna delle quali finirà con l'intrecciarsi con il Gioco del Trono.

Come vedete la trama non è affatto semplice e, devo dire che, aver visto la serie tv mi ha aiutato parecchio a dipanare la matassa.
Nella serie tv (nello specifico la prima stagione), infatti, molti degli inganni di palazzo, sono ben visibili allo spettatore che quindi riesce a comprendere al meglio certi atteggiamenti dei personaggi principali. Per quanto riguarda il libro, invece, tutto si risolve solo verso la fine del volume, quando ormai il lettore si è fatto una sua idea che, inevitabilmente, viene smontata in quattro e quattro otto.

La grande abilità di Martin, almeno a mio parere, è proprio questa: permettere al lettore di farsi una sua idea e poi distruggerla in un battito di ciglia. Perché, credetemi, in questo libro quasi nulla è quello che sembra, anzi spesso è tutto il contrario di tutto.
Ma andiamo con ordine!

Il Trono di Spade è un romanzo un po' atipico, o per lo meno, diverso da tutti quelli che mi sono ritrovata a leggere fino ad ora, soprattutto per quanto riguarda i personaggi e lo stile narrativo scelto.

In questo libro, infatti, non abbiamo un protagonista principale attorno al quale si svolge l'intera vicenda e che si capisce subito essere il fulcro della storia. I personaggi che ci vengono presentati, chi più chi meno, sono tutti a loro modo protagonisti.
Si potrebbe quasi dire che il vero protagonista della storia sia il gioco del trono e che tutti gli altri siano semplici giocatori, quasi delle pedine, personaggio secondari che credono di essere protagonisti.
Comunque, da un punto di vista generale, i personaggi sono tutti caratterizzati in maniera perfetta e, con questo, non intendo certo che siano loro stessi ad essere perfetti. Anzi, nessuno di loro potrebbe mai risultare perfetto agli occhi del lettore che, nel corso della narrazione, può rendersi conto benissimo della miriade di scelte sbagliate che ognuno di loro compie. Nella maggior parte dei casi, questi errori, porteranno alla morte!
Quindi, se accettate un consiglio, non affezionatevi troppo ai personaggi, nel capitolo successivo potreste assistere alla loro morte.
Ma torniamo alla caratterizzazione.
Come vi dicevo, ogni personaggio ha il suo carattere ben definito che ne permette una facile identificazione, ma non manca in ogni caso un alone di dubbio e mistero: capire cosa veramente farà, cosa gli frulla nella testa è tutt'altro che facile.
Il modo di agire dei protagonisti della vicenda, infatti, non è mai scontato o banale, a meno che non lo debba essere per motivi di trama.

Personalmente, pur sapendo che prima o poi succederà loro qualcosa di brutto (ormai lo metto in preventivo), ho apprezzato moltissimo i personaggi di Jon Snow, Daenerys Targaryen e Tyrion Lannister.
Nello specifico, il nano di casa Lannister, è senza dubbio il mio preferito. Se però dovessi entrare nel libro come personaggio, credo vorrei essere una Stark di Grande Inverno, sono molto affascinata dalle terre del Nord, dalla Bariera e da ciò che si trova oltre ad essa.

E, con questo direi che possiamo passare a parlare delle ambientazioni che, sappiatelo, come nel caso dei personaggi, non sono affatto poche.
Ve lo dico perchè vorrei davvero potervi parlare di ogni luogo in maniera approfondita, ma questa recensione potrebbe raggiungerebbe la medesima lunghezza del libro, e non credo sarebbe il caso.
Vi posso dire, però, che i luoghi che si incontrano durante la lettura e che, molto spesso sono l'ambientazione principale di svariati capitoli, sono tutti descritti in maniera super accurata.
Martin fornisce al lettore un ottimo quadro della situazione, attraverso descrizioni precise di ambienti, abiti, persone e quant'altro.
Se da un lato questo è senza dubbio sintomo di ottime abilità descrittive (stiamo pur sempre parlando di George. R.R. Martin), dall'altro rallenta la lettura e, a volte, può risultare anche un po' noioso. Per lo meno questo è il mio parere che, potrebbe essere influenzato dalla precedente visione della serie.
Io, infatti, nonostante le differenze, la trama già la conoscevo e quindi le descrizioni più lunghe mi sono sembrate un po' pesanti.

Questo, secondo me, è anche l'unico difetto nello stile di scrittura di Martin.
Il suo è senza dubbio uno stile coinvolgente, appassionante, che sa catturare il lettore e tenerlo sulle spine, che riesce a creare intrighi davvero interessanti ed enigmi che non è facile risolvere. Ma le parti di narrazione, soprattutto quelle descrittive o analitiche, sono a volte un po' prolisse, a differenza del dialogo che occupa una percentuale davvero ridotta del volume.
E questo un po' mi dispiace, dato che i dialoghi sono una parte davvero interessante e ben realizzata di questo libro. Gli scambi di battute che posso dire di aver apprezzato sono davvero molti e, in certi casi, ne avrei voluto leggere ancora perché ero davvero coinvolta.

Un dettaglio molto interessante che riguarda la struttura del libro è la divisione in capitoli che, in questo volume, così come per gli altri di questa saga, segue una logica diversa da quella che ogni lettore è abituato a seguire.
Ogni capitolo segue le vicende di un personaggio in particolare e, nei vari capitoli si alternano diversi personaggi. Avremo quindi il capitolo dedicato a Bran, quello dedicato a Jon, a Daenerys ad Arya e così via. C'è una specie di rotazione tra i vari protagonisti, ma non è precisa, nel senso che non sarà sempre quello l'ordine in cui leggeremo dei vari punti di vista.
Parlare di punto di vista, però, non è corretto. Trattandosi di una scrittura in terza persona, che ci mostra sì ciò che ruota attorno ad un personaggio ma che lo fa in maniera piuttosto ampia, direi che potrebbe essere più corretto parlare di filone narrativo.
Per paradosso, si potrebbe leggere il volume in due modi: seguendo l'ordine che il signor Martin ci propone, oppure dedicandoci prima ad un personaggio, poi ad un altro e via così.
Non so quanto potrebbe risultare comodo, lo ammetto, ma credo sarebbe più che fattibile.

In definitiva, devo dire che questo libro mi ha colpito parecchio e mi è piaciuto molto, tanto che credo recupererò anche gli altri della saga (con molta calma però).
La mia è stata una lettura tutto sommato scorrevole e coinvolgente, fatta eccezione per qualche punto un po' più noiosetto che mi ha un pochino rallentato.
Devo dire che, l'aver visto la serie e il conoscere già la trama di base mi ha permesso di leggere in maniera più veloce, perché molti particolari erano già di mia conoscenza.
Se avessi aperto il libro a scatola chiusa, credo avrei impiegato molto più tempo.

Diciamo che, se amate il genere, se non vi infastidiscono scene forti (sia violente che di sesso) questo è il libro che fa per voi. Se siete impressionabili, non vi piacciono le trame complesse, gli enigmi e le scene forti, allora è meglio che vi orientate su altre letture.

Personalmente, nonostante tutto, io vi consiglio di dargli una possibilità, magari accompagnandolo alla visione della serie tv, che non è fatta affatto male.
Certo, ci sono alcune differenze ma, almeno per ora, nulla di così straordinario o che possa eventualmente rovinarvi la lettura.
Trattandosi del primo volume di una saga abbastanza corposa, non voglio sbilanciarmi troppo sul voto, per non rischiare di non poter valutare al meglio i volumi seguenti.

Il mio voto è:
✰✰✰✰
4/5

Alla prossima!

Silvia.



venerdì 19 maggio 2017

#1 Bookish Fox - Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini - | COVER REVEAL |

Inauguriamo questa rubrica a tema bookish con un Cover Reveal!
Non ho mai fatto un Cover Reveal, quindi non so ancora come muovermi in questo campo, però sono molto felice di poter provare cose nuove. Ecco perchè ringrazio l'autrice che ha deciso di prendere in considerazione anche il mioblog, nonostante sia ancora piccolino.

Ma bando alle ciance e cominciamo!



Come potete vedere dal banner qui sopra, il libro di cui oggi vorrei parlarvi brevemente e di cui vi mostro in anteprima la cover è: TANDER - DENTRO DI NOI L'ENERGIA DEI FULMINI di Cristina Vichi.

Chi è Cristina Vichi?

Cristina Vichi vive a Riccione, insieme al marito e tre figli.
Ha sempre amato molto inventare storie, ma dopo la stesura del primo romanzo la scrittura diventa una passione vera e propria. 

L’incontro con la Editor Emanuela Navone è illuminante, perché le permette di sperimentare l’universo della scrittura con maggior consapevolezza e nuovi stimoli.
Quando si conclude un romanzo non conta solo il risultato in sé, ma soprattutto il percorso che l’autore ha compiuto per arrivare a mettere la parola fine alla sua opera.

Di seguito le sue opere:
“Celeste: L’Ardore di una Donna” (Seconda edizione: 24/07/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e prequel di “Celeste: La Forza di una Regina”.

“Destini Ingannati” (Seconda edizione: 06/01/2017). Romance/Mistery autoconclusivo.

“Celeste: La Forza di una Regina” (10/08/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e sequel di “Celeste: L’Ardore di una Donna”.

“E se poi te ne penti?!” (01/12/2016). Romance/Humor, autoconclusivo.

“Tander: Dentro di noi l’energia dei Fulmini”(20/05/2017). Urban/Fantasy autoconclusivo.





Titolo: Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini
Autore: Cristina Vichi
Genere: Urban Fantasy
Editore: Selfpublishing
Pagine: 315
Prezzo Ebook: € 2,99 (Aderisce alKindleUnlimited)
Prezzo Cartaceo: € 12.00
Pubblicazione: 20/05/2017

Trama:

Niki ha diciotto anni e, come tutte le ragazze della sua età, si prepara ad affrontare l’ultimo anno delle superiori, con conseguente esame di maturità.
Da quel primo giorno di scuola, però, di normale nella sua vita rimane ben poco.
È l’arrivo di Erkan, un ragazzo affascinante e pericoloso, a sconvolgere ogni equilibrio e non solo nel suo cuore. Ben presto Niki si ritrova catapultata al centro di segreti che per millenni hanno governato l’universo, senza che gli umani ne avessero                                                                                                                                                mai saputo nulla.
I Tander e le Dee della Natura sono esseri con doti soprannaturali che vivono sulla terra con leggi e scopi ben precisi. Nelle vene di Erkan scorre l’energia irrefrenabile dei fulmini, e solo quando conosce Niki capisce che la forza dell’amore è ancora più difficile da controllare




Introduzione

21.06.1720


Era notte. Il ragazzo si tirò il mantello sul capo per proteggersi dalla pioggia incessante. Il vento lo faceva oscillare a destra e a sinistra. Non aveva il controllo di se stesso, sembrava un burattino in preda alla foga della natura.
Davanti a lui un vecchio gli indicava la strada.
Nonostante la forza con cui gli agenti atmosferici combattevano fra loro, quell’anziano camminava con passo sicuro; il vento, per quanto potente, non riusciva a smuoverlo di un centimetro, e la pioggia, che picchiava sul suo esile corpo, non gli provocava il minimo fastidio. Si fermava spesso, paziente, ad aspettare il giovane, che cercava di proseguire malgrado l’enorme sforzo fisico a cui era sottoposto.
Nell’ultimo tratto, il ragazzo, stremato dalla fatica, cadde a terra. Tentò invano di rialzarsi, poi si arrese alla potenza di quelle correnti che si scontravano fra loro con una brutalità innaturale.
Il vecchio vide che non riusciva più a padroneggiare il suo corpo, non poteva nemmeno sollevare il capo. Tornò indietro, lo afferrò per il mantello e lo alzò senza alcuna fatica.
Il giovane si aggrappò a lui, e fu così che quell’incredibile uomo poté proseguire senza dover aspettare i tempi umani del suo allievo.
Raggiunto il centro della spiaggia, il vecchio si fermò e fissò il ragazzo per qualche istante senza proferire parola. I suoi occhi azzurri scintillarono di sfumature violacee.
L’allievo annuì, cercando di dominare una profonda e viscerale paura che tentava di assalirgli la mente.
Il vecchio si allontanò di qualche metro, poi si fermò, impassibile, a osservare l’evolversi degli eventi. In quel contesto la sua stessa calma era anomala e inquietante.
Il ragazzo lottava con tutte le forze per rimanere in piedi. Il suo volto era paralizzato dal terrore, eppure una vaga luce di speranza illuminava i suoi occhi ambrati.
All’improvviso un fulmine lo colpì dritto al cuore e le sue urla acute riecheggiarono al pari dei tuoni. Fu costretto a inginocchiarsi innanzi alla terribile energia da cui era posseduto. L’agonia fu lunga, interminabile. Poi le sue grida diventarono più rauche e deboli, finché non si spensero in un’ultima, terrificante, smorfia di dolore.
Il giovane cadde in avanti, con la faccia in una pozza d’acqua e il corpo accasciato a terra in modo contorto.



E con questo breve estratto, si conclude il mio primo Cover Reveal!
Spero che questo libro vi incuriosisca quanto incuriosisce me 😉
Se siete interessati all'acquisto (di quest'opera ma anche delle altre di questa autrice), potete seguire i link qui sopra nell'elenco nella sezione "Biografia".

Vi lascio anche a disposizione alcuni link utili:
Blog dell'autrice: Cristina Vichi
Pagina facebook dell'autrice: Cristina Vichi
Profilo autore Amazon: Cristina Vichi

Alla prossima!

Silvia


mercoledì 17 maggio 2017

#26 Cosa penso di: Fangirl | recensione|

Se tutto va bene, dopo questa recensione ne arriva subito subito un'altra!
Sono molto proud of me 😃


Fangirl
di Rainbow Rowell.

Editore: Piemme
Pagine: 513
Prezzo: 17,00€ (ebook 6,99€)

Trama:

Approdata all'università, dove la sua gemella Wren vuole solo divertirsi tra party, alcool e ragazzi, la timidissima Cath si trova sola per la prima volta e si rinchiude nella sua stanza a scrivere la fanfiction di cui migliaia di fan attendono il seguito. Ma una compagna di stanza scontrosa con il suo ragazzo carino che le sta sempre intorno, una professoressa di scrittura creativa che pensa che le fanfiction siano solo un plagio, e un affascinante aspirante scrittore che vuole lavorare con lei, obbligheranno Cath ad affrontare la sua nuova vita..



Prima di tutto, ho un messaggio per la Piemme: 
Grazie! Grazie per aver deciso di tradurre i libri di Rainbow Rowell, senza di voi non so cosa avrei fatto! Vi voglio bene, davvero♡

Fangirl è la storia di Cath e del suo primo anno al college.
E fino a qui potrebbe sembrare tutto molto semplice, ma non è affatto così, perché il primo anno di Cath sarà tutto tranne che semplice. Abituata a vivere a stretto contatto con la sorella gemella Wren, arrivate al college le due saranno costrette a separarsi e a condividere la propria stanza con due sconosciute. 
Wren sembra entusiasta, stringe subito amicizia con la sua compagna di stanza, va alle feste, si ubriaca e si diverte. 
Cath, invece, non la prende per niente bene. Alle feste preferisce la tranquillità della sua camera e, al socializzare preferisce il rintanarsi nella sua fanfiction su Simon Snow. 
Carry on, Simon, la fanfiction della ragazza, infatti ha un grande successo nel fandom, nonché un forte legame con la stessa Cath. L'intera vita di Cath sembra ruotare attorno a Carry on, Simon finché non si imbatte in Levi, amico di Reagan, la sua compagna di stanza. 
Come si evolverà il suo primo anno al college ora? 
E la sua fanfiction? 
E Wren che sembra essere diventata un'altra persona?



Dopo aver letto Eleanor & Park e averlo amato dalla prima all'ultima parola, mi sono ripromessa di recuperare qualsiasi altra opera di Rainbow Rowell. E così è stato, anche se, in verità, me ne manca uno...ma questa è un'altra storia.

Tutti, ma proprio tutti, parlavano così bene di Fangirl che, se la Piemme non l'avesse tradotto, probabilmente avrei optato per la lettura in lingua tanto ero curiosa.
Avevo il timore di rimanere delusa perché, sapete come va in questi casi, quello che piace a mezzo mondo potrebbe non piacere a noi e invece...
Non sono rimasta delusa nemmeno un pochino!

Protagonista principale della vicenda è Cather, detta Cath, una diciottenne alle prese con il primo anno di college e tutte le esperienze che questo può portare.
Cath, però, è anche una fangirl e una fanwriter. Insomma, in poche parole, Cath scrive fanfiction, in special modo sulla saga di Simon Snow. La sua fanfiction Carry On, Simon è famosissima sul web soprattutto ora che l'ottavo ed ultimo libro della saga sta per uscire.
Il personaggio di Cath, vuoi perché anche io scrivo fanfiction, è senza dubbio il mio preferito e quello in cui più mi sono rivista. Caratterialmente ho trovato molto di me in Cath, l'affinità e la simpatia erano inevitabili.
Cath è una ragazza semplice, dal carattere chiuso. Non si fida facilmente degli altri e riesce a sentirsi sé stessa solo con Wren, la sorella gemella; preferisce rintanarsi tra i capitoli delle fanfiction e tra le pagine di un libro piuttosto che stringere nuove amicizie con i compagni di college. Si può dire che i rapporti interpersonali non facciano per lei.
Altro personaggio che non ho potuto non apprezzare tantissimo è Levi. 
Come si fa a non volergli bene?!
Levi e Cath sono perfetti insieme, non avrei potuto immaginarla con nessun'altro, senza contare che fin dalle prime pagine si vede che lui è completamente perso per lei.

L'intera vicenda viene narrata in terza persona anche se il punto di vista principale è sempre quello di Cath.
Nonostante questo, tutti i personaggi sono caratterizzati al meglio, ognuno con una sua caratteristica precisa che lo identifica. La cosa più importante, però, è che nessuno di loro è stereotipato (se non volutamente).Questo rende più facile entrare in sintonia con loro e affezionarsi a quello che più ci assomiglia.
Nessuno dei personaggi della Rowell è perfetto, basti pensare alle scelte sbagliate di Wren, all'incapacità di relazionarsi di Cath, al doppio gioco di Nick e così via.
Per quanto riguarda le ambientazioni, Rainbow Rowell ha tratteggiato tutti i luoghi principali con poche pennellate riuscendo però a renderli reali e tangibili.
Nello specifico, le location sono quelle tipiche di un college americano: le aule dove si tengono le lezioni, la biblioteca, le confraternite, i locali con le loro feste e le camere dei dormitori.
Quello che più mi ha colpito, però, da un punto di vista descrittivo, è la resa dei sentimenti dei vari personaggi. Quello che ognuno di loro prova è illustrato in maniera perfetta e facilmente identificabile dal lettore, che non fatica ad immedesimarsi nei personaggi e ad emozionarsi con loro.

Il libro, inoltre, presenta un espediente narrativo che io ho sempre apprezzato molto, ovvero "il libro nel libro".
In questo caso, abbiamo a dirittura un "doppio libro nel libro", perché oltre alla narrazione standard, che ci racconta la vita di Cath al college, abbiamo anche alcuni spezzoni della fanfiction che la giovane sta scrivendo e altri ancora tratti dalla saga originale di Simon Snow.
Vi dirò che a me è sempre piaciuta molto l'idea di poter seguire pi filoni narrativi contemporaneamente, che si intrecciano tra loro e si completano a vicenda Mi ha sempre dato l'idea che, in questo modo, si può conoscere qualcosa di più della trama e dei personaggi.

Gli spezzoni dedicati a Simon e Baz mi hanno incuriosito tantissimo, al punto che ora non vedo l'ora di leggere Carry On e, lo devo ammettere, non mi dispiacerebbe nemmeno leggere l'intera saga di Simon Snow, peccato che non esista.

Lo stile della Rowell è decisamente uno dei miei preferiti.
Riesce a trattare temi importanti con estrema semplicità, rendendoli comprensibili a tutti e consentendo al lettore di immedesimarsi al meglio. La lettura è scorrevole, veloce, coinvolgente e appassioannate.
Inoltre la Rowell, soprattutto in questo libro, si dimostra in grado di padroneggiare diverse stili di scrittura, senza però risultare scontata o forzata.

Se avete apprezzato Eleanor & Park, non potete non leggere Fangirl.
Io lo consiglio a tutti, non solo agli amanti del genere!


Il mio voto è:
✰✰✰✰✰
5/5





P.S. Non so se sono io ad essere facilmente condizionabile, però mi sento di ritenermi particolarmente legata a questo libro. Non tanto per i temi trattati, quanto perché il legame tra Cath e la sua fanfiction e il modo in cui la ragazza esprime il suo amore per la scrittura, mi ha fatto tornare la voglia di scrivere.



Alla prossima!

Silvia

venerdì 12 maggio 2017

#25 Cosa penso di: Hai cambiato la mia vita | recensione |

Sooonooo vivaaaa!
*cof cof* scusate ^^"
Prima lettura di maggio, mi sembra quasi un miracolo...



Hai cambiato la mia vita
di Amy Harmon.

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 383
Prezzo: 9,90 € (ebook 1,99€)

Trama:
Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel "figlio del crack" con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell'immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall'inizio. E successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d'amore.


In realtà, e in tutta onestà, questa doveva essere una lettura di aprile...voi però non ditelo a nessuno 😉
Questo, infatti, è il libro scelto per il GDL di Grazia, la Spacciatrice di libri, per il mese di aprile. Purtroppo non sono riuscita a leggerlo in tempo (neanche questa volta), ma comunque ho finito nei tempi prestabiliti e questo è già qualcosa.

Hai cambiato la mia vita, è la storia di Moses e Georgia, due giovani che vivono in una piccola città dello Utha.
Moses è quello che viene definito un figlio del crack, ovvero una bambino nato da una tossicodipendente. La madre è morta poco dopo averlo dato alla luce e Moses ha passato la sua vita sballottato da un parente all'altro, fino ad arrivare a casa della bisnonna Bibi.
Lì, ormai diciottenne, conosce Georgia sua coetanea e vicina di casa. I genitori di Georgia hanno un maneggio e fanno Ippoterapia e la ragazza è appassionata di rodeo. I due non potrebbero essere più diversi, eppure, anche se con non pochi problemi, si innamorano.
Quando Bibi muore, stroncata da un malore, Moses viene accusato di omicidio e viene ricoverato in una struttura psichiatrica per tre mesi. Il ragazzo non vuole vedere nessuno, nemmeno Georgia.
Il suo intento è salvarla da sè stesso, ma non sa che la giovane ormai gli è legata indissolubilmente: Georgia è incinta, ma Moses lo scoprirà ben sette anni dopo, quando ormai sembra essere troppo tardi.
Sullo sfondo, intanto si snoda un mistero: da diversi anni, giovani ragazze bionde e problematiche scompaiono nel nulla per non fare più ritorno...

Comincio subito col dire che, dopo aver letto e amato I cento colori del blu (vi lascio la mia recensione qui, se vi va), mi ero creata non poche aspettative su questo libro. Aspettative che, in questo caso, non sono state soddisfatte completamente.

La trama, di base, non è affatto male. Anzi!
Devo dire che la storia in sè mi è piaciuta molto, non è mai banale e, oltre alla classica storia d'amore (tipica di questo genere), c'è anche un discreto alone di mistero che da quel non so che in più.
Il problema, secondo me, sono i personaggi e alcune scelte stilistiche... ma andiamo con ordine!

I personaggi, in generale, non sono caratterizzati male. La Harmon è in grado di delineare un personaggio anche con pochi tratti, conferendo ad ognuno una caratterista peculiare che, inevitabilmente, lo fa spiccare sugli altri e permette al lettore di identificarlo con facilità.
Moses, uno dei due protagonisti di queste vicenda, è davvero un ottimo personaggio.
Mi ha catturato fin da subito e mi ha incuriosito, soprattutto per questa sua strana capacità di interagire con le persone morte attraverso la pittura.
Senza dubbio è il mio personaggio preferito, quello a cui mi sono sentita legata fin da subito e che mi ha fatto più emozionare. Sia per la sua vicenda personale, sia per il modo in cui viene coinvolto nello svolgersi della narrazione. Nel corso della storia, si percepisce in modo netto il suo cambiamento e la sua maturazione.
Il mio fastidio, se così vogliamo definirlo, nei confronti dei personaggi è indirizzato principalmente a Georgia. Lo devo ammettere, proprio non la sopporto!
Non si può dire che sia caratterizzata male, perché il suo essere insopportabile è decisamente in linea con il personaggio. Penso si possa dire che, questo personaggio, risulta insopportabile proprio perché è caratterizzata in maniera ottima. Non so dirvi se fosse lo scopo dell'autrice, fatto sta che ci è riuscita alla grande.
Nel corso della vicenda, nello specifico nella seconda parte, Georgia subisce un discreto cambiamento. A causa di quello che le succede, il suo caratteri si modifica e migliora leggermente. Purtroppo, però, quel suo lato insopportabile non sparisce del tutto.
Questo me la fa rivalutare, certo, ma non completamente.
Un altro personaggio che mi ha lasciata perplessa, sul quale però posso dire molto poco per evitare spoiler, è Eli. Io capisco che i bambini se ne escono con delle cose, a volte, che lasciano a bocca aperta, ma in questo caso mi è sembrata una caratteristica troppo stereotipata e accentuata. Per i suoi quattro anni, questo bambino, mi è sembrato a volte troppo maturo (mi riferisco ovviamente al modo di esprimersi).

Per quanto riguarda le ambientazioni e le descrizioni più in generale, direi che il lavoro che fa l'autrice è davvero ottimo.
I luoghi sono sempre ben identificabili e il lettore riesce sempre ad avere un quadro abbastanza completo della situazione. Quello che però mi ha più colpito è il modo di descrivere i dipinti di Moses e lo stesso Moses all'opera. Personalmente devo dire che quelle sono le parti della storia che più mi hanno catturato.
Non ci sono figure in questo libro, ma leggendo è inevitabile proiettarsi davanti agli occhi i dipinti realizzati da Moses. Le descrizioni di questi lavori, infatti, sono dettagliate, precise e nette.
Nonostante questo, comunque, lo spazio principale è dedicato ai sentimenti, anch'essi descritti in maniera precisa e coinvolgente.

Coinvolgente è anche il termine giusto per descrivere lo stile della Harmon, che ha un modo di scrivere che mi piace parecchio e che riesce a farmi appassionare al romance, nonostante non sia esattamente il mio genere preferito.
Purtroppo, però, questo libro non mi ha preso come avevo immaginato e non ha soddisfatto le mie aspettative (che forse, a sua discolpa, erano troppo alte). La lettura si rivela essere accattivante e coinvolgente, dal punto di vista della trama, ma piena di momenti lenti e a tratti un po' noiosi.
Le interazioni tra i personaggi mi hanno appassionato, ma non in maniera eccessiva e, se devo essere sincera, l'unica cosa che mi fa alzare il voto di questo romanzo è quell'alone di mistero di cui vi parlavo qui sopra.
Il fatto che, alla vicenda di Moses e Georgia, si mescoli quella di un misterioso serial killer che uccide solo ragazze bionde e problematiche, mi ha colpito davvero. Penso sia la prima volta che mi capita di trovare una componente thriller in un romance (e non il contrario). Non posso dire "peccato non sia stata ampliata maggiormente", se no voi potreste anche rispondermi "leggiti un thriller".

Altra cosa che in qualche punto mi ha un po' destabilizzato, è l'alternarsi dei punti di vista dei protagonisti. La storia infatti ci viene raccontata in prima persona da Georgia e Moses e, fino a qui, niente di male (al di là del mio pessimo rapporto con la prima persona), se non fosse che i POV si alternano in maniera casuale e senza un apparente senso logico. Il nome del narratore in alto, ad identificare il cambiamento, non aiuta poi un gran che.

Sorvolo sugli errori/orrori di editing perché potrei andare avanti per almeno un'altra mezz'ora abbondante e poi perché non ha niente a che fare con il libro in sè.

In definitiva, se la Harmon è un'autrice che vi piace vi consiglio di leggere anche questo volume, giusto per completare l'elenco delle sue opere. Lo stesso vale se il romance (con un pizzichino di paranormal -vabbè avete capito- e di thriller) è il vostro genere.
Negli altri casi, orientatevi su altro, o per lo meno su altri titoli di questa autrice.

Il mio voto è:
✰✰✰ e mezzo
3,5/5


Alla prossima!

Silvia